Utente 192XXX
Gentili medici, sono un vostro futuro collega di anni 22, affetto da Malattia di Crohn a localizzazione prevalentemente ileale a comportamento corticodipendente, in cura da oltre un anno con metilprednisolone (8mg/die dose media), mesalazina (2.4g/die) e omeprazolo (20mg/die), con intolleranza all’azatioprina. Vorrei esporre il mio problema e creare una discussione costruttiva su di esso, per cui spero vorrete aiutarmi in molti. Circa un mese fa ho commesso un errore di valutazione prendendo iniziative personali sulla terapia in atto, ovvero dopo aver assunto 8mg di metilprednisolone al mattino, avendo dei fastidi intestinali dovuti alla malattia, ho assunto alle ore 13 altri 8mg di metilprednisolone (cosa che non va fatta, lo so) aggravato a mio avviso dal fatto che li ho assunti senza l’aiuto di acqua, ma inghiottendo la metà compressa all’ “asciutto”. Ebbene, tempo 10 minuti, ho iniziato ad avvertire secchezza alla gola, forte bruciore di stomaco, oscuramento della vista, tachicardia (circa 150bpm), il tutto accompagnato da uno stato di shock ed enterorragia acuta autolimitante (emoglobina 7.3), localizzata tra colon trasverso e discendente. Bene, ritenendo che ciò sia stato causato dal mio comportamento scellerato, mi sono ben riguardato dal dire ciò ai medici del pronto intervento dapprima, e soprattutto ai medici specialisti che curano la mia malattia, dato che oltre ad un rapporto professionale vi è anche un rapporto di “amicizia”, e dichiarare una simile negligenza per un futuro medico non è il massimo. Comunque sia, all’oscuro di ciò, la diagnosi è stata basata su una riacutizzazione della malattia, la quale ha per la prima volta nella sua storia esplicato il suo carattere emorragico (infatti MAI ho avuto perdite di sangue dall’interno prima di allora, neppure occulto, ne tantomeno da dopo questo avvenimento di un mese fa). Ora continuo ad aver dolori localizzati nel punto danneggiato, ma i quali sono ben diversi da quelli che avverto spesso a causa del M.d.C. , inoltre la cura antibiotica, in aggiunta a quella “classica” che assumo, non produce nessun miglioramento al dolore che ho, quindi questo mi convince sempre più che l’emorragia sia stata provocata non dalla malattia, ma dall’uso incauto del metilprednisolone, ecco perché la cura contro il Crohn, sempre valida, questa volta non funziona per nulla. Aggiungo infine, se può aiutarvi, che l’assunzione del metilprednisolone in dosi superiori ai 12mg mi provoca in generale tachicardia, fitte toraciche, ed un rigonfiamento eccessivo (e doloroso) delle vene di ambedue le braccia, problemi scomparsi con la riduzione dei mg/die nel corso dell’anno di malattia.
Spero che a partire da ciò, potremmo creare una discussione costruttiva così che, nel caso in cui la mia tesi fosse confermata, possa enunciare ciò agli specialisti per trovare un rimedio. Un grazie anticipato a tutti coloro che vorranno aiutarmi.
[#1] dopo  
Dr. Francesco Quatraro
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Gentile utente,
i valori emoglobinemici (7,3) denotano una perdita rilevante, pertanto, al di là delle disquisizioni specialistiche, occorre fare il punto della situazione in regime di ricovero

Saluti
[#2] dopo  
Utente 192XXX

Iscritto dal 2011
Gentile dottor Quatraro,
Sì, subito dopo essere stato trasportato al pronto soccorso, sono stato ricoverato per gg 8 nel reparto in cui si occupano della cura del M.d.C., quindi sono stati fatti diversi esami (non effettuati esami endoscopici), da cui dedotto una riacutizzazione della malattia. Resto pero' nel dubbio che ciò sia stato causato da una assunzione scellerata del metilprednisolone. Quindi ecco il motivo del mio quesito rivolto a Voi medici.
Saluti
[#3] dopo  
Dr. Francesco Quatraro
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Che la terapia cortisonica sia gastrolesiva è cosa nota.
Oltre a vari altri effetti collaterali.

La mancanza di verifica endoscopica non la condivido e ciò rende monco il percorso.

Saluti
[#4] dopo  
Utente 192XXX

Iscritto dal 2011
Gentile dottore,
convengo con lei su ciò, sarà stata una decisione presa in base al quadro clinico di quei determinati giorni di ricovero; d'altra parte, è da questo che nasce il mio quesito: e se non fosse stato dovuto al Crohn, ma si sia verificata la rottura di qualche vaso venoso in un punto gia compromesso si suo (nel nostro caso il colon discendente) a causa di un aumento di pressione sanguigna dopo l'assunzione errata del cortisone (che già usualmente mi provoca rigonfiamento venoso)? Ecco perchè più che nel settore di gastroenterologia, ho postato il quesito in Medicina Interna. Ma, mi rendo conto che queste possono solo restare ipotesi, accreditate poi o meno. Magari a distanza di tanto tempo, un esame endoscopico neppure rivelerebbe più il vero motivo dell'enterorragia. Posterò questo quesito anche in Gastroenterologia, chissà partecipi anche qualche altro medico per aiutarci a venire a capo della situazione.
Ho notato che esercita ad Acquaviva delle Fonti, che è proprio il Centro che mi è stato indicato per eseguire il test della tubercolina nel caso si decida di iniziare un giorno la terapia con gli TNF-inibitori, quindi magari un giorno La incontrerò personalmente.
La ringrazio, Saluti.
[#5] dopo  
Dr. Francesco Quatraro
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Va benissimo,

ma la congedo dicende che la sua teoria sul cortisonico può accantonarla poichè non verosimile.

Faccia però i controlli endoscopici,
altrimenti parliamo del nulla;
quando le auguro, diventerà medico. capirà!

Auguroni
[#6] dopo  
Utente 192XXX

Iscritto dal 2011
La ringrazio dottore, perchè mi ha sollevato molto dicendomi chiaramente ciò che più speravo mi venisse confermato, ovvero che non sono stato la causa diretta del mio male! Per quanto riguarda i controlli endoscopici, sì, verrano effettuati dato che erano già in programma, non per questo avvenimento particolare, ma per il monitoraggio della patologia flogistica e per il decidersi dell'inizio o meno dell'infliximab (come le accennavo prima), data la corticodipendenza in atto.
La ringrazio ancora Dottor Quatraro, Saluti!
[#7] dopo  
Dr. Francesco Quatraro
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Saluti a lei.