Utente 270XXX
Salve,
da diversi anni soffro di tachicardia sinusale, praticamente continua, confermata da tutti gli holter e gli ecg fatti negli ultimi anni. La mia frequenza media nelle 24 ore è di 89 b/m, ma il vero picco lo raggiungo durante le ore mattutine quando la mia frequenza cardiaca si mantiene sui 130-140 battiti al minuto. Qualche mese fa, ebbi la fortuna di trovarmi di trovarmi nei pressi del Pronto soccorso, durante una delle crisi più forti, i medici mi fecero due ecg delle analisi e mi tenettero sotto controllo per qualche ora. Alla fine di tutto la causa della mia tachicardia risulta essere il mio stato ansioso. Dopo quel giorno prenotai una visita cardiologica, come suggerito anche in ospedale, ed il cardiologo mi prescrisse il sequacor 5mg da prendere ogni giorno.
Iniziai a prenderne 1/2 compressa ma, vertigini, emicrania, spossatezza e debolezza erano insopportabili, quindi decisi di non prenderne più.
Da qualche tempo mi sono accorta che la mia pressione è spesso molto bassa, ovvero improvvisamente inizio ad avvertire una fortissima sonnolenza, vertigini forti e debolezza, il risultato di una pressione che si abbassa dal mio 110/65 di normalità a 80/50. Il mio medico mi ha suggerito di prendere il Polase a fine pasto, e di prendere nel corso della giornata qualche integratore salino. Ma la situazione non migliora e non accenna a farlo, ho provato persino a prendere il rosmarino rimedio omeopatico, ma non ho nessun beneficio. Neanche la rimanendo distesa la situazione accenna a migliorare. L'unico "rimedio" che ho potuto adottare e che di poco fa aumentare la pressione è il caffè, ma quest'ultimo finisce per far peggiorare ancor di più la tachicardia.
Per quanto riguarda la tiroide sono sotto controllo poiché ho una tendenza all'ipertiroidismo, che ancora non può essere trattata perché anche se i valori delle analisi sono rasenti i limiti la mia tiroide ingrossata funziona ancora.
Francamente temo a riprendere il sequacor in queste condizioni ho paura che possa peggiorare la situazione. Per quanto riguarda l'ansia, il lavoro è piuttosto lungo, purtroppo è causata dalle vertigini dovute ad un colpo di frusta subito durante un incidente. Inizialmente la situazione migliorava con l'assunzione dell'Arlevertan prescritto da un neurologo e dall'applicazione locale della momendol gel, ma attualmente presa dalla troppa preoccupazione per i miei cali di pressione ho sospeso ogni genere di trattamento (anche l'arlevertan provoca una leggera ipotensione).
Parlando di tutta la situazione col medico di famiglia, mi ha suggerito di prendere 1 compressa di melatonina al "mattino" (che non ho preso perché mi è sembrata una prescrizione assurda) ed il Polase come avevo scritto in precedenza.
Vorrei chiedervi, in sintesi, se la pressione bassa può essere in qualche modo causata dalla continua tachicardia. Se in qualche modo ho sbagliato a sospendendo i vari trattamenti e se è opportuno che io faccia qualche altro controllo.
Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Nel suo caso occorre innanzitutto fare diagnosi.... Per capire il motivo dell'accelerazione dei battiti deve escludere tutte le cause responsabili di tachicardia sinusale appropriata e secondaria. (ad esempio và ben valutato il rapporto con la disfunzione tiroidea, và esclusa una iperattività surrenalica o un'anemia ect. etc). Solo se le cause primitive responsabili di tachicardia sinusale secondaria vengono escluse o trattate e la tachicardia persiste, si potrà definirla "inappropriata" e in questo caso và considerata una vera e propria aritmia che và trattata non necessariamente con i betabloccanti (ad esempio un ottimo farmaco è l'Ivabradina).
Saluti cordiali
[#2] dopo  
Utente 270XXX

Iscritto dal 2012
La ringrazio innanzi tutto sia per la cortese risposta.
Come mi spiegò l'endocrinologo già qualche anno fa, l'aumento della frequenza cardiaca è dovuta alla tiroide, per il resto ad eccezione delle analisi di routine, che escludono l'anemia, non ho mai fatto nessun accertamento per valutare la funzionalità delle ghiandole surrenali, e per togliere ogni dubbio farò prossimamente le analisi necessarie.
La componente ansiosa è piuttosto forte, per questo sono stata sempre reticente nel voler prendere anche solo una minima dose di betabloccanti. Quando il cardiologo mi ha prescritto il sequacor mi disse che il suo compito (quello del cardiologo) era quello di togliere il sintomo senza perdersi in altre spiegazioni sulle possibili cause della tachicardia.
Attualmente approfittando delle giornate un po' più fresche e della pressione un po' più stabile ho ripreso l'Arlevertan (il farmaco usato per le vertigini) e devo dire che con l'attenuazione delle vertigini anche la tachicardia tende ad attenuarsi, complice anche la leggera sonnolenza generata dal farmaco. Purtroppo la mattina (l'arlevertan lo prendo dopo pranzo) la situazione è invariata e continuo a rimanere un po' incerta sull'utilizzo di un farmaco che allevi la tachicardia, perché se come mi è stato detto anche in ospedale è generata dall'ansia, prendere un farmaco che agisca su un organo sano finirebbe per peggiorare la situazione ansiosa. Nei prossimi giorni se la situazione, soprattutto mattutina, non accennerà a migliorare riparlerò con il medico per prendere se proprio "indispensabile" qualcosa per la tachicardia.
La ringrazio ancora per i suggerimenti. Non può immaginare quanto utile sia il servizio che offrite, in un periodo in cui per avere una prenotazione con uno specialista passano persino 6 mesi.