Utente 301XXX
Buongiorno, avrei bisogno di un parere su una situazione piuttosto complessa. Ho 41 anni peso 85 kg, fumo molto raramente (ma fino all’anno scorso ero un medio fumatore), non pratico sport regolare da due anni a causa di un incidente automobilistico di cui mi porto dietro ancora gli strascichi.

Un anno fa ad aprile sono stato ricoverato in ps perché una notte sono stato svegliato da una forte sensazione di oppressione tra la seconda e terza costa lato sin del torace con dolore al collo e la braccio sinistro e lieve dispnea. Ecg regolare, enzimi risultati leggerissimamente mossi al secondo prelievo, perfettamente nella norma al terzo e al quarto.

Anche a causa della mia storia famigliare (padre trapiantato per miocardiopatia dilatativa) vengo ricoverato in cardiologia per 3 giorni in cui vengo sottoposto a tutti gli esami non invasivi: ecocardio, monitoraggio ecg costante e, naturalmente, prova da sforzo (massimale e negativa).

Vengo dimesso con il consiglio di indagare su eventuali patologie gastriche.
Cosa che faccio ottenendo una diagnosi di reflusso gastroesofageo che sembra giustificare in parte la sintomatologia. Viene anche diagnosticata una sindrome dello stretto toracico (lato sinistro) alla cui origine probabilmente va ricercato il trauma da cintura di sicurezza in seguito all'incidente di cui accennavo sopra.

Dopo due settimane dal ricovero, episodi pseudoanginosi simili al primo si ripresentano pressoché quotidianamente fino a culminare in un episodio particolarmente intenso che mi porta di nuovo in ospedale. Di nuovo esami negativi ed enzimi assolutamente entro i limiti fisiologici nell'arco delle 12 ore. Effettuo a quel punto una coronarografia assolutamente negativa e dimesso con il consiglio di continuare la terapia antireflusso, fare fisioterapia per lo stretto toracico e soprattutto tornare fare sport con intensità (e ovviamente non fumare).

Da allora il problema si è ripresentato saltuariamente ed è passato un anno abbastanza tranquillo fino a che, a febbraio, durante una marcia a buon ritmo (7kmh di media) al sesto chilometro affrontando una lunga salita con una pendenza del 35% mi si ripresenta improvviso il problema con un’intensità insolita. Da allora quasi tutti i giorni vivo lo stesso problema sottoforma di dolore alla bocca dello stomaco che si irradia, a volte riesco a reggere sforzi fisici relativamente intensi a volte vado in affanno per una rampa di scale o per un passo troppo svelto. Effettuo una nuova batteria di esami che risultano tutti negativi (a parte la mia decennale extrasistolia benigna). Chiedo di fare un'altra coronarografia ma i cardiologi che mi hanno visitato non credono che abbia senso rifarla nell'arco di 12 mesi. Dicono che con la sintomatologia che presento, se fosse di origine cardiologica, avrei problemi coronarici tali da non poter essere passati del tutto inosservati un anno fa.

Ora mi chiedo? Devo insistere per la coro? O insistere almeno per una tac coronarica? Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Se lei ha esegyuito gia' una coronarografia non vedo motivo ne' di ripeterla dopo cosi poco tempo, ne' di sottoporsi ad una grande quantita' di radiazioni come una TC coronarica.
L'avere un albero coronarico indennne e' senz'altro tranquuillizzante, cosi come lo e' aver eseguito un test da sforzo massimale risultato negativo.
Lo spasmo coronarico e' raro, specie nell'uomo, ma potrebbe spiegare questa sua sintomatologia.
Sarebbe importante eseguire un holter durante il quale lei riuscisse a riprodurre i sintomi presentati a Febbraio (mese nel quale tra l'altro penso facesse freddo - che e' un trigger dello spasmo coronarico).
Ovviamente la diagnosi di reflusso gastroesofageo parrebbe, nel suo caso, la piu probabile
Arrivederci
[#2] dopo  
Utente 301XXX

Iscritto dal 2013
Gentile Dott. Cecchini, grazie per la pronta risposta.

Il suo parere mi è di conforto. Il discorso spasmo è stato preso in considerazione in effetti. Durante l'ultima holter ho cercato di suscitare il sintomo facendo qualche rampa di scale a buon ritmo ed esponendomi a una passeggiata al freddo di qualche chilometro senza alcun esito.

Tuttavia portavo ancora l'holter quando la sera si è verificato a riposo un fenomeno del tutto simile a quello che le descrivevo, direi, nella mia ignoranza, una sindrome simil anginosa. Il tracciato non ha registrato nulla di anomalo nel corso dei 40 minuti di fastidio che ho provato se non un'accelerazione del battito dovuta quasi certamente al panico che ha reso il tutto ancor più credibile: sudore freddo, sensazione di imminenza ecc.

Ma nulla. Tracciato normale.
Così, eccomi qua, con il mio stretto toracico e il reflusso che forse, effettivamente, combinati possono creare questo fastidio ormai tanto costante e quotidiano da aver innescato in me quasi l'abitudine.

Tuttavia, avendo 41 anni, un passato di sport (e purtroppo di sigarette) alle spalle, vorrei non dover rinunciare a un minimo di attività fisica per contenere il peso e allo stesso tempo il cuore in condizioni decenti visto che a quanto pare fino ad oggi non sono riuscito a danneggiarlo. Effettivamente non mi spiego il fastidio alla bocca dello stomaco con il quale mi sveglio alla mattina (nonostante il lansoprazolo) e che spesso mi prende nell'eseguire anche piccoli sforzi... ma a un certo punto... appurato che non è il cuore il bersaglio, dovrò farmene una ragione. Magari un'ernietta iatale che spinge sul mediastino durante l'esercizio fisico? Mah. Qualunque cosa sia, mi metto il cuore in pace.

La ringrazio nuovamente per il suo parere che con ogni probabilità mi farà risparmiare ulteriori esami e "gite nel tubo" della TC. Ormai dall'anno scorso penso di essere stato monitorato più di un vero infartuato.

Buona domenica.