Utente 306XXX
Gent.mi dottori,Vi scrivo per alcune delucidazioni sul caso di mio fratello.
Descrivo brevemente : anni 67
Maggio 2011 Psa =20 F/T =10% , scintigrafia e tac negative,segue P.R. con G=7(4+3),linfonodi,margini e vescicole libere da neoplasia. PT2cN0Mx
Settembre 2011 Psa =11, Pet con colina : “….accumuli del radiofarmaco su pilastro anteriore acetabolo sx, ala sacrale sx e ala iliaca sx. Malattia scheletrica nelle sedi pelviche descritte.”
Inizia R.T. (3D-CRT, 30 Gy) su emibacino sx + bicalutamide da 150 mg/d.
Giugno 2012 Psa = 0.08. Sospende bicalutamide. Febbraio 2013 Psa =1,3.
Riprende cura farmacologica e rimisura il marcatore.
Aprile 2014 Psa= 0,2
Luglio 2014 Psa= 0,33
Agosto 2014 Psa=0,42, Pth=73 (v.n.15-65), Ca=9,7 (8,6-10,2), P=3,2 (1,7-4,5),Testosterone=12 (1,32-9).
Due Rx bacino (Aprile 2013 – Aprile 2014) messe a confronto mostrano che il quadro radiologico è invariato (aree osteoaddensanti non aumentate).
Poiché il Psa sta aumentando sotto cura androgenica,penso che dovrà passare ad un analogo.
Vi chiedo : 1) avendo fatto R.T. sulle metastasi ossee deve cominciare a proteggere l’osso da quando comincia la cura con l’analogo o deve aspettare l’ormono-resistenza? Ho letto che la RT fa aumentare del 170% la densità dell’osso anche se non da la stessa resistenza e quindi non garantisce la prevenzione delle fratture . Si può rifare R.T. e/o usare denosumab 60?
2)quali analisi e controlli deve fare per iniziare una cura ed evitare fratture o altri inconvenienti.
3)esistono centri specializzati in malattie dell’osso per un consulto, dove posso trovare i recapiti?
Vi ringrazio per i chiarimenti che mi darete.
[#1] dopo  
Prof. Filippo Alongi
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Carissimo, il problema non e' il quadro osseo, se già trattato localmente: ssere invariato agli esami strumentali, significa che non c'è progressione sulla sede irradiata. La progressione biochimica invece, cioè del PSA, indica che la cura ormonale sembrerebbe non essere più sufficiente a controllare la malattia (verosimilmente su altre sedi ancora microscopica). Quindi, una rimodulazione della terapia ormonale, introducendo un analogo LH-RH potrebbe essere la strada più appropriata. Relativamente al quadro osseo, se a rischio di progressione in altre sedi, il ruolo del denosumab e' consolidato, ma e'da valutare in relazione agli effetti collaterali che sembrerebbero essere maggiori all'acido zoledronico. Comunque entrambi i farmaci sono in grado di prevenire l'evento scheletrico metastatico su altre sedi, quando il PSA e' a valori di allarme, anche nel 25 percento dei casi
Ne parli con chi vi segue: un oncologo Radioterapista o un oncologo medico.

[#2] dopo  
Utente 306XXX

Iscritto dal 2013
Gent.mo Dott. Alongi è stato più veloce della luce nel rispondermi,penso che la richiesta ha impiegato più tempo a fare il percorso dalla Sicilia fino a Voi che il ritorno con i chiarimenti. Complimenti.
Mi ha tranquillizzato per quanto riguarda le metastasi radiotrattate.
Le volevo ancora chiedere :
a) come faccio a capire se sono a rischio di progressione ossea su sedi diverse da quelle trattate con RT se con la cura ormonale il Psa mi rimane basso?
Una Pet-colina con un Psa =1,3, fatta a dicembre 2012 recita : ".....lo studio non indica presenza presenza di malattia ad elevata attività metabolica ", quindi ho sempre pensato che l'attività biologica del tumore era nulla o che le metastasi erano scomparse o che la metodica con questi valori di Psa non è valida.
b) quali sono i valori di Psa di allarme?
c) Prolia (denosumab 60) e acido zoledronico danno gli stessi risultati?
Mi segue un urologo, non sono mai stato da un oncologo nè da un RT mi consiglia di consultarli? Non le chiedo dove rivolgermi ma se vuole darmi un suggerimento sarà bene accolto.
Grazie e di nuovo bravo e complimenti.
[#3] dopo  
Prof. Filippo Alongi
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Carissimo,
Il PSA in Corso di terapia ormonale deve essere indosabile. Cioè circa 0. In caso di malattia metastatica e' chiaro che nonostante la terapia ormonale il PSA difficilmente potrà azzerarsi.
Se aumenta anche se lentamente dal valore minimo(NAdir), che in caso di metastasi può essere diverso da zero anche in corso di deprivazione ormonale, significa che la malattia non e' totalmente sottocontrollo.
Potrei continuare più nel dettaglio ma Bisogna parlarne con calma e non certo qui via internet. Si tratta, più nello specifico di questioni di "strategia" terapeutica, di pertinenza specialistica e non e' deontologico fare prescrizioni o dare consigli più specifici senza conoscere la storia del paziente e senza visitarlo.

Cari saluti!