Utente 337XXX

Gentili Dottori, gradirei ricevere il vostro parere su quanto segue, da tre anni soffro della sindrome dell' occhio secco.

Il sintomo più fastidioso che avverto è la sensazione di avere zone dell'occhio scoperte, come se fossero direttamente a contatto con l'aria, e questo mio porta a tenere gli occhi semichiusi, con difficoltà a camminare per strada e a lavorare al PC. Ciò mi succede solo in fasi acute della malattia, altrimenti riesco a conviverci usando le lacrime artificiali.

In questo periodo sto avendo proprio una di queste riacutizzazioni. Il mio oculista mi ha prescritto il Lotemax perché dice che è poco dannoso per l'occhio, ma negli episodi precedenti non ne ho tratto alcun beneficio e i sintomi sono regrediti solo in seguito a cure di Fluaton.

La prima volta mi è stato prescritto per una forte congiuntivite sopraggiunta, alla posologia di quattro volte al dì per una settimana, tre volte al dì per una settimana, due volte al dì per una settimana e una volta al dì per 5 giorni. Guarita la congiuntivite ho riscontrato una completa remissione dei sintomi dell'occhio secco e continuato solo con le lacrime artificiali per diversi mesi.

Poi, a causa del riscaldamento nel luogo di lavoro, ho avuto una riacutizzazione. L'oculista mi ha prescritto prima Alfaflor e poi Lotemax. Visti i fallimenti di questi due colliri si è convinto a prescrivermi il Fluaton: 1 goccia una volta al dì per 10 gg, poi diluito al 50 % con soluzione fisiologica per 20 gg. e poi a giorni alterni per qualche mese.

Il risultato è stato ottimo.

Un'altra volta l'ho usato per 10 gg. due volte al dì.

Ora però sto nuovamente male e l'oculista insiste per farmi usare il Lotemax, senza risultati. La mia domanda è la seguente: cure di Fluaton come quelle descritte possono realmente essere gravemente dannose? preciso che non sono cortisone-responder perché ho sempre monitorato la pressione e non è mai aumentata.

In particolare vorrei capire se il rischio di cataratta è legato solo a cure prolungate in maniera ininterrotta o anche a cure brevi ripetute nel tempo in modo distanziato.

Ho ancora una domanda: questa volta, il peggioramento è stato dovuto a mia trascuratezza perché, presa da altri problemi di salute, dimenticavo spesso di instillare le lacrime artificiali. Il risultato è ora, quando metto le lacrime, queste non aderiscono più bene alla superficie dell'occhio ma tendono a scivolare via.

E' una situazione che potrebbe rientrare o può essere dovuta ad un ulteriore danno irreversibile della superficie oculare?

Ringrazio fin da ora chi potrà rispondermi.

[#1] dopo  
Dr. Luigi Marino
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mia cara signora l’occhio secco va inquadrato correttamente
e la terapia va seguita scrupolosamente
mi dissocio dall’uso che fa di un cortisonico

le allego un mio appunto
controlli per piacere anche il quadro endocrino ed esegua test reumatici

L'occhio secco e le patologie correlate all'occhio secco, al dry eye creano davvero molti

problemi alla qualita' della vita di un paziente.

L'approccio al trattamento di questa patologia deve essere quanto mai razionale evitando i

prodotti fai da te e le autoprescrizioni.

L'occhio secco (dry eye) e' davvero la patologia prevalente di questo secolo: computer, tv, luci

artificiali, luce blu,luci a led , ambienti di lavoro polverosi o poco umidi, l'abuso che spesso

facciamo di aria ventilata o condizionata, l'aumento della polluzione dell'aria e dello Smog sono

le cause ambientali.



L'occhio secco e' una malattia!

Questa malattia ha una genesi multifattoriale e crea alterazioni della visione , con variazione

circadiane del visus, oltre naturalmente un discomfort oculare e variazioni qualitative e

quantitative del FILM LACRIMALE.

Le infiammazioni croniche (congiuntiviti- blefariti), gli squilibri ormonali (menopausa,

distiroidismi) , le malattie metaboliche, gli abusi che facciamo di lenti a contatto e di cosmetici

giocano sicuramente un ruolo importante in questa patologia.

Questi fattori associati ai fattori ambientali ed alle abitudini di vita costituiscono il pabulum su

cui l'occhio secco si aggrava , evolve tendendo con un meccanismo a cascata a coinvolgere la

superficie oculare, le ghiandole lacrimali, le ghiandole del Meibomio e tutta la finissima rete di

recettori e microterminazione nervose congiuntivali e corneali.

Le alterazioni qualitativo o quantitative del film lacrimale possono danneggiare tutto il

segmento anteriore dell'occhio in particolare l'EPITELIO CORNEALE, questo tessuto che e'

protetto dal film lacrimale, a cui il film lacrimale fa da barriera, da protezione.

SINTOMI

I sintomi sono BRUCIORE, SENSAZIONE DI CORPO ESTRANEO, PRURITO a volte addirittura

lacrimazione eccessiva.

Possiamo avere anche variazioni significative della qualita' della visione con riduzione

importante della sensibilita' al contrasto , inoltre l'irregolarita' nella distribuzione del film

lacrimale o la sua scarsa qualita' possono creare delle vere e proprie irregolarita' della

superficie lacrimale con alterazioni quantitative e qualitative importanti della VISIONE

(aberrazioni)

Queste alterazioni della visione e questi sintomi possono addirittura aumentare creando grosse

difficolta' anche sul lavoro.

Si viene a creare un circolo vizioso, il luogo di lavoro, l'uso del computer, smatphone, tablets,

una dieta non bilanciata , fattori ormonali e predisponenti creano l'occhio secco e l'occhio secco

fa piu' fatica a lavorare sul computer, diventa faticoso leggere, noioso guidare la notte, o

guardare un film a cinema o alla televisione.

Soprattutto la guida notturna ( o nella nebbia) diventa impossibile con GLARE e visione

fluttuante soprattutto quando vediamo luci o fari di altre auto.



La diagnosi di DRY EYE, occhio secco va fatta dal MEDICO OCULISTA.

Si eseguiranno test quantitativi del FILM lacrimale

SCHIRMER TEST ad esempio per poi continuare con il

BREAK UP TIME (BUT= tempo di rottura del film lacrimale che si misura in secondi):

- TEST AL ROSA BENGALA

- TEST AL VERDE DI LISSAMMINA

Si valutera' attentamente l'osmolarita' della film lacrimale ed insieme al paziente si scegliera' il

SOSTITUTO LACRIMALE piu' idoneo per quell'occhio e per quello stile di vita, per quel lavoro.

Non tutte le lacrime artificiali sono uguali, non tutti i pazienti sono uguali, non tutti gli occhi

sono uguali.



"La colonnella"2014 collezione G.Cerasuolo (Spoleto)



L'OCCHIO SECCO ( dry eye )

e' una malattia seria ed ingravescente e con serieta' e professionalita' va

affrontata e trattata.

La scelta della giusta terapia va fatta con il medico oculista , mentre dei correttivi

all'alimentazione possiamo farli subito:

bere molta acqua ed avere una dieta ricca di frutta e verdura ci aiutera' sicuramente.

Controllare l'umidita' dell'aria negli ambienti dove viviamo, dormiamo e lavoriamo e'

fondamentale, soprattutto quando in famiglia ci sono bambini ed anziani.



[#2] dopo  
Utente 337XXX

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Gentile Dott. Marino,
la ringrazio per la sua risposta.
Ho effettuato diversi test diagnostici con questi risultati:
Schirmer test: 14 e 15 mm
BUT: 3-4 sec
Test al verde di lissamina negativo
Test di felcizzazione classe IV alcune settimane fa, ripetuto ieri risultava intermedio tra 2 e 3.
Tra 16 giorni ho appuntamento con un oculista esperto di occhio secco.
Tuttavia le sarei grata se nel frattempo potesse rispondere alla mia ultima domanda, cioè, questo ultimo peggioramento, consistente nel fatto che le lacrime, sia le mie che quelle artificiali, scivolano via dall'occhio come se nell'occhio non ci fosse più mucina ma solo lacrime acquose, è una situazione che con le cure adeguate può rientrare o è una situazione senza ritorno con la quale sono condannata a dover convivere?
Spero che potrà darmi qualche rassicurazione in merito poiché sono molto angosciata dalla preoccupazione per il mio futuro.
La ringrazio per la disponibilità e la saluto cordialmente
[#3] dopo  
Dr. Luigi Marino
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[#4] dopo  
Utente 337XXX

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Gentile Dott. Marino,
la ringrazio per la sua risposta. Seguirò il suo consiglio.

So che uno dei colliri cortisonici che ho utilizzato può avere importanti effetti collaterali, in particolare aumento della pressione e cataratta. La mia pressione intraoculare però non è mai aumentata durante l'assunzione. Per quanto riguarda il rischio di cataratta, potrebbe chiarirmi se questo è legato solo a cure prolungate in maniera ininterrotta o anche a cure brevi ripetute nel tempo in modo distanziato? Ovvero, non assumendo più quel cortisonico rischio comunque di manifestarne i danni in futuro?

La ringrazio e la saluto cordialmente