Utente 366XXX
Buon giorno,

il mio dentista ha operato per indagare la termosensibilità che si era instaurata su un 7° superiore otturato moltissimi anni addietro.
Purtroppo l'anestesia ha avuto efficacia modesta, e il dolore era intenso; a questo punto, rimossa la carie piuttosto profonda (l'otturazione si era infiltrata) lo specialista ha detto: "Apro la camera puplare ed inietto una goccia di anestetico direttamente dentro di essa". E prima che potessi esprimermi in qualche modo ha proceduto.
Effetti minimi: il dolore ha continuato a permanere fortissimo.
Quello che ha trovato è stato una pulpite di modesta entità (come del resto già la sintomatologia, non particolarmente pesante, faceva presumere). Il dente è stato a questo punto devitalizzato.
Avrei preferito che ciò non avvenisse, ma ormai gli eventi si erano svolti in questo senso.
La mia domanda è: una volta aperta la camera pulpare diventa indispensabile devitalizzare il dente ? (che so, perché ormai l'ambiente ha subito contaminazione esterna).
Oppure avrei potuto ancora chiedergli di richiuderla, fare una otturazione provvisoria e provare a vedere se la pulpite guariva ?

Cordialmente,
[#1] dopo  
Dr. Enzo Di Iorio
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Una volta aperta la camera pulpare si esegue la devitalizzazione. Eventuali terapie tipo pulpotomia e incappucciamento diretto vanno intese come soluzioni transitorie.
Cordialità
[#2] dopo  
Dr. Diego Ruffoni
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Gentile utente, lei poteva chiedere di tutto, ma solo il suo odontoiatra sapeva quali erano le cure indicate in quel momento, che erano ben diverse da quelle che lei pensava non essendo un esperto della materia.
[#3] dopo  
Utente 366XXX

Iscritto dal 2014
La ringrazio, dottor di Iorio,

per la risposta, perfettamente attinente alla mia domanda.
Non credo che mi capiterà di trovarmi di nuovo in una situazione del genere; tuttavia, se questo dovesse verificarsi potrò, grazia a Lei, attuare le migliori risoluzioni in proposito.

Cordialmente...
[#4] dopo  
Utente 366XXX

Iscritto dal 2014
Caro dottor Ruffoni,

ringrazio cordialmente anche Lei.
Tuttavia vale la pena di condividere con Lei alcune considerazioni, dissenzienti dalle Sue.
Se io avessi saputo in anticipo che il mio dentista avrebbe aperto la camera pulpare arbitrariamente, senza farsi preventivamente autorizzare, non glielo avrei consentito.
Qui non parliamo di procedure di sofisticazione ed incomprensibilità tali da poter essere valutate soltanto da uno specialista: il mio caso era semplicissimo anche per uno che abbia una conoscenza non eccezionalmente approfondita di questa materia: il trattamento di una pulpite di moderata gravità prevede la possibilità di eliminarne la causa - in questo caso con ogni evidenza una semplice carie - e vedere se è reversibile, cioè se la polpa guarisce. A devitalizzare c'è sempre tempo.
In questo modo invece ci ho rimesso il tempo e la disorganizzazione portati alla mia vita da tutti gli appuntamenti per trattare tutti i canali + il dolore che in alcuni casi ho avuto + il costo dell'operazione di devitalizzazione: tutti, con ogni probabilità, PERFETTAMENTE EVITABILI.
Il mio odontoiatra avrebbe potuto - e dovuto - a queste condizioni (non ero anestetizzato per un intervento a cuore aperto !) descrivermi, prendendosi pochi secondi, la situazione e fornirmi il suo consiglio professionale, non oltre.
Il principio è questo: la competenza la mette lui ma le decisioni le prendo io.

Cordialmente...
[#5] dopo  
Dr. Diego Ruffoni
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I suoi ringraziamenti sono graditi. Sono d'accordo che l'informazione andava data e che lei era perfettamente cosciente per rispondere, ma in quel momento la valutazione diagnostica pulpite reversibile o irreversibile spettava solo al suo odontoiatra, che era l'unico che conosceva il quadro clinico. Impedire di trattate endodonticamente il dente in caso di pulpite irreversibile, non è corretto, perchè avrebbe dato complicanze algiche non indifferenti e di natura infettiva. Il fatto che lei sentisse dolore durante il trattamento deputa per processi flogistici e infettivi in atto, per cui non c'era molta scelta con costi biologici minori del trattamento canalare.
Confermo che il paziente deve essere informato e che deve accettare le cure prima di esserne sottoposto.
[#6] dopo  
Dr. Enzo Di Iorio
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FRANCAVILLA AL MARE (CH)
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Era suo diritto essere informato.
Poteva benissimo decidere di tenersi il dolore o di non far curare il dente lasciando che la patologia facesse il suo decorso.
Nessuno può esser sottoposto a qualsivoglia terapia senza la sua volontà.
L'unico caso in cui il medico può agire senza consenso e' in caso di stato di necessità quando il suo intervento ha la finalità di evitare un grave ed incombente pericolo.
D'altra parte non poteva certamente esser Lei a dire al dentista" curami il dente nella maniera che io ritengo giusta".
Innanzitutto una corretta informazione da parte del medico su diagnosi prognosi alternative terapeutiche.

Poi le sue due possibili scelte:
- curami secondo scienza e coscienza( anche entro determinati limiti terapeutici)
- non curarmi.
In entrambi i casi facendosi carico ( insieme al medico nel primo caso, da solo nel secondo caso), delle conseguenze derivanti dalla sua scelta.
Ovviamente se suo interesse era scegliere la cosa migliore da fare per sé stesso e per il dente verosimilmente affidandosi al dentista ha fatto la scelta migliore
[#7] dopo  
Utente 366XXX

Iscritto dal 2014
La ringrazio, dottor Ruffoni, per l'ulteriore tempo dedicato alla discussione di questo caso: ho apprezzato vivamente il Suo contributo.
Le auguro le cose migliori, cordialmente.
[#8] dopo  
Utente 366XXX

Iscritto dal 2014
Dottor Di Iorio...
un ringraziamento cordiale anche a Lei per aver voluto continuare a dare il Suo contributo alla discussione del mio caso.
Le consulenze di Voi professionisti di Medicitalia restano sempre preziose.
[#9] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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GENOVA (GE)
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Quando apro un dente con carie è mio compito pulire perfettamente la cavità.

SE arrivo alla polpa, la terapia canalare è inevitabile.
A volte ci arrivo in modo subdolo, inaspettato.
Non procedere alla devitalizzazione espone il paziente al rischio, tutt'altro che remoto, di un dolore anche insopportabile una volta cessata l'anestesia.
Bene a fatto clinicamente, a mio parere, il collega a procedere direttamente alla terapia canalare.

Tenga inoltre conto che la sola rimozione della diga di gomma per permettere di parlare, consente a dei batteri di inquinare la camera pulpare che va sterilizzata.

L'errore che posso imputare al dentista stando alla descrizione che lei ha fatto è quella di non aver acquisito il suo consenso all'eventuale devitalizzazione PRIMA dell'intervento curativo, in quanto l'eventualità era ipotizzabile e non remota.

Personalmente, e il paziente non mi da PRIMA l'autorizzazione a TUTTO il trattamento necessario comprese le variabili ragionevolmente ipotizzabili, mi astengo da ogni intervento.

Non inizio neanche, in pratica.
[#10] dopo  
Utente 366XXX

Iscritto dal 2014
Dottor Formentelli !

Le offro le mie più ampie scuse !
Non mi ero accorto di avere ricevuto il Suo gentile contributo alla questione di che si trattava.
La ringrazio sentitamente e prendo buona nota delle Sue considerazioni.
In effetti non avevo pensato a premettere al mio dentista che si sarebbe dovuto cercare di evitare una devitalizzazione proprio perché non mi aspettavo che vi avrebbe proceduto d'iniziativa.
In realtà la soluzione che Lei propone è certamente la più sensata, ed è in grado di lasciare del tutto soddisfatte entrambe le parti.

La saluto cordialmente.
[#11] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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GENOVA (GE)
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Non i preoccupi.
Le scuse non erano dovute.
Sono contento di averle dati utili spunti di valutazione.
Forse in modo troppo crudo e troppo diretto, ma non sono capace di fare altrementi.
E' un mio limite.