Utente 442XXX
Vivo ormai da non so quanti mesi in bilico. Passo da momenti di euforia (senza motivazioni), a stati profondamente depressivi (altrettanto inspiegati). Provo quasi costantemente una sensazione di vuoto e solitudine. Quando cado nei miei inspiegabili momenti depressivi, mi assalgono pensieri suicidi o autolesivi, addirittura la voglia di avvicinarmi a qualche tipo di droga o alcol. Recentemente sto manifestando strani episodi, che non saprei nemmeno come spiegare, ma ci provo. Mi capita di rispondere a chi mi sta di fronte secondo ciò che lui/lei vuole sentirsi dire (secondo me), anche se non è ciò che penso, riesco ad essere molto convincente. Non so nemmeno io perchè. Mi capita poi di riprendere la conversazione con la stessa persona, e cambiare versione, stavolta dicendo ciò che penso davvero, alle volte, dimenticando completamente cosa avevo detto prima, a volte anche a distanza di ore. Ciò innesca reazioni: la gente pensa che io menta, ma non mi accorgo.. finisco nell'autoincolparmi, e mi invade il senso di colpa. Certe volte fatico a controllarmi, solo in due casi sono arrivata ad essere violenta con un familiare e un'amica, per il resto, uso pesantemente le parole, cercando di ferire l'altro il più possibile, sentendomi in colpa subito dopo. Non riesco mai a portare nulla a termine, mi stanco facilmente di ogni cosa, ad esempio, cambio una tinta di capelli al mese, perchè dopo due settimane già mi stufo.
A volte ho un'eccessiva paura di essere abbandonata, e quando ciò accade, abbandono io per prima l'altra persona, cosi da non subire io a subire l'abbandono, poichè io stessa sono andata via.
Sono profondamente empatica, sento le emozioni amplificate il triplo..
non so chi sono, quale sia la mia identità, cosa voglio fare, cosa mi piace..perchè cambia tutto repentinamente e senza spiegazione.
So solo che sento il fortissimo desiderio di essere amata.
ps. Se può esservi utile, a 14 anni caddi in depressione per colpa del bullismo (psicologico, non fisico). Conseguentemente ebbi un inizio di bulimia (curata in tempo già dai primi sintomi) e caddi nell'alcolismo. La sensazione di vuoto, mi portò poi ad avere rapporti molto promiscui spesso. Tentai il suicidio svariate volte, e porto ancora sul mio corpo le cicatrici del mio comportamento autolesivo (tagli, bruciature con accendino..) Grazie in anticipo.

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[#1] dopo  
Dr.ssa Sabrina Camplone
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Gent.le Ragazza,
quella che descrivi è una condizione che richiede un intevervento mirato poichè c'è un disagio profondo che è emerso già dall'adolescenza.
Una consulenza on line può fornirti indicazioni preliminari ma è necessario l'incontro diretto con uno psicologo-psicoterapeuta che possa aiutarti ad instaurare un rapporto funzionale con te stessa e con gli altri.
Se non hai la possibilità di rivolgerti ad uno specialista privato, puoi prenotare un colloquio psicologico presso il Consultorio Familiare della tua ASL di appartenenza.
Considerando la tua giovane età ci sono le premesse perchè un intervento tempestivo si riveli efficace anche in tempi relativamente brevi.
Se hai bisogno di ulteriori indicazioni scrivici.
[#2] dopo  
Utente 442XXX

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Gent.le Dr.ssa,
la ringrazio anzi tutto per la sua risposta.
Credo sia doveroso da parte mia precisare una cosa: la depressione dei miei 14 anni, non è mai stata curata.
Le spiego meglio: ho un'amica che partecipa a delle terapie psicologiche di gruppo gratuite (mi perdoni la poca chiarezza) in cui una decina di ragazzi e ragazze siedono in cerchio, ed espongono all'interno del gruppo i loro disagi o eventuali problemi di quel giorno ad una psicologa. Un giorno accompagnai questa mia amica, partecipando per due ore. La dr.ssa notò che faticavo a parlare dinnanzi a tutti, così mi diede la possibilità di parlare da sole alla fine delle due ore, dimostrandosi molto comprensiva nei miei riguardi. Faticai moltissimo a raccontarle del mio passato, ma lei mi ascoltò. La dr.ssa mi chiese se in quel periodo seguivo qualche psicologo, le dissi di no, perchè effettivamente, non seguivo nessuno psicologo. Ella sentendomi parlare di determinati atteggiamenti e sintomi, mi disse che in quel periodo ero quasi sicuramente depressa, ma inconsapevole di ciò. Proprio perchè ne ero inconsapevole non andai mai da uno psicologo. Prima delle sue parole, non avevo mai minimamente pensato che potessi essere stata depressa. Un giorno i miei genitori scoprirono i segni sul mio corpo, e mi diedero della masochista, peggiorando la situazione e controllandomi assiduamente. Avevo paura delle conseguenze, di cosa sarebbe successo se avessero trovato segni nuovi, così, di punto in bianco e forzatamente smisi di ferirmi, combattendo tra la voglia di farlo e la paura di subire conseguenze da parte dei miei genitori. Forzai così tanto l'impulso di ferirmi, che passò da se, e piano piano anche la depressione supposta dalla psicologa. Fu quello il momento in cui caddi nella bulimia, come già citato bloccata in tempo, e successivamente nel giro dell'alcol.
Non ho una diagnosi scritta di depressione, ma solo l'opinione di una psicologa che sentendo il modo in cui parlavo di quel periodo, la definì tale, ma non curata, semplicemente "soffocata" dalla paura dei miei genitori, che ricordo era addirittura più forte di tutto il resto.
Ne parlo come diagnosi certa, poichè mi fido di quella dr.ssa.
Sono disposta a parlarle di quel mio periodo, se ha bisogno o meno di capire se ho effettivamente sofferto o meno di depressione, o se la dr.ss di è sbagliata a dare un giudizio.
La ringrazio ancora.
[#3] dopo  
Dr.ssa Sabrina Camplone
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Gent.le Ragazza,
al di là di qualsiasi valutazione diagnostica pregressa o attuale è evidente che c'è un disagio consistente che merita di essere affrontato all'interno di un percorso terapeutico che implica l'incontro diretto con uno psicoterapeuta e non può essere sostituito da una consulenza on line.
Purtroppo la reazione dei tuoi genitori non ti ha aiutato a prendere coscienza della necessità di un aiuto specialistico ora però è importante non rinviare ulteriormente questa opportunità.


"A volte ho un'eccessiva paura di essere abbandonata, e quando ciò accade, abbandono io per prima l'altra persona, cosi da non subire io a subire l'abbandono, poichè io stessa sono andata via."

Questo aspetto del tuo vissuto riguarda lo stile di attaccamento che hai sviluppato nel rapporto con le figure di riferimento e che influenza le modalitò relazionali che metti in atto nelle relazioni interpersonali.
La relazione terapeutica potrà offrirti la possibilità di vivere "un'esperienza emozionale correttiva"(Alexander F.). La relazione terapeutica,quindi rappresenta il principale strumento di cambiamento.
Il terapeuta, è una potenziale figura di attaccamento verso la quale la persona tenderà a riattivare le stesse aspettative che ha nei confronti delle proprie figure di riferimento.

A tal proposito ti consiglio di leggere il seguente articolo:
http://www.psicoterapeuta-pescara.it/psicologia-e-psicoterapia/la-psicoterapia-funziona.html