Utente 412XXX
Buongiorno egr. Dr. Vincenzo Marcelli
Non so se Lei abbia letto o meno la mia precedente domanda (quella indirizzata al dr. Brunori) fatto sta che io da 3 giorni per la prima volta in vita mia (13 anni fa le ho provato quelle analogiche/programmabili solo poche ore e poi le ho rifiutate perché l’impatto è stato molto duro) sto provando delle protesi endo;
questa volta l’impatto è stato molto più naturale, nel senso che fin da subito non mi hanno dato fastidio neppure i rumori del traffico,
il problema è che molte parole mi sfuggono anche con le protesi ed ho dunque il timore (e nella mia precedente richiesta di consulto si capisce il perché) che neppure con le protesi potrò allora ad esempio andare nella sala d’attesa di un dottore e colloquiare tranquillamente e senza problemi con i presenti,
Le dico questo perché sto tornando dal dottore e ho fatto fatica a capire ciò che si diceva nella sala d’attesa, tante parole non le ho capite e mi sono ritrovato ad essere teso come quando non avevo le protesi,
Le domando dunque, dr. Marcelli, se questo è un segno che le protesi non vanno bene o se il mio cervello deve abituarsi a udire con le protesi e quindi con il passare del tempo e con le future tarature delle protesi (per adesso le ho solo messe così come sono arrivate dal centro che le fa) anche io potrò andare nella “famosa” sala d’attesa e non essere teso come una corda di violino poiché capirò tutte (o quasi) le parole che verranno pronunciate ?

Lei pensa che la questione riguarda le future tarature e soprattutto l’adattamento del mio cervello al nuovo modo di udire o (come specificato nella mia domanda del 13/01/2009) invece il problema è che le protesi non sono quelle giuste?

Spero tanto che sia una questione di tarature e di “adattamento del cervello” perché non sopporterei di essere così teso anche con delle protesi acustiche nelle orecchie;
Aspetto con ansia un suo insigne parere e nell’attesa La ringrazio anticipatamente.

Cordialità

ps: non se se la prossima settimana mi verrà anche alzato il volume delle protesi perchè magari adesso è basso affinchè io non avessi un impatto troppo "violento" o se invece il volume è stato già tarato al massimo di quello che io ho bisogno

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Marcelli
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Gentile utente, ho riletto con attenzione il post precedente e francamente evito volentieri di addentrarmi in discussioni che definire fastidiose è davvero un eufemismo.
Dunque, la sua esperienza le consente di dare risposte precise alle sue stesse domande. Ma andiamo per ordine.
Per stabilire la idoneità delle protesi sarebbe necessario visualizzare un esame audiometrico tonale e vocale. Il primo consentirebbe di stabilire il guadagno che deve avere la protesi, il secondo di valutare l'efficacia della protesizzazione.
Evidentemente, la migliore protesi del mondo non potrà garantirle un ascolto perfetto in condizioni ambientali difficili (soprattutto in presenza di più "parlanti", rumori di fondo, ecc); d'altro canto, le varie tarature e la rieducazione all'ascolto le consentiranno un graduale miglioramento. Il volume (tecnicamente, il guadagno) deve essere aumentato gradualmente.
Insomma, la sala d'attesa sarà sempre un ambiente un po' complicato per lei, ed il mio augurio è che lei debba frequentarle il meno possibile.
Nel ringraziarla per la stima, la saluto cordialmente.
[#2] dopo  
Utente 412XXX

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Grazie per la cortese risposta egregio dr. Marcelli
capisco che il mio precedente post può essere fastidioso ma il punto è che l'"equipe dell'ospedale" dove sono andato per altri motivi, mi ha fatto sorgere tantissimi dubbi sul fatto che sto commettendo un grosso errore con l'acquisto di queste protesi, prima di allora era convinto che la scelta fosse giusta.

Il mio esame audiometrico evidenzia una perdita di 50% (a 125 Hz) – 50% (a 250) – poi 55 – 60 – 60 – 65 – 70% a 8000 Hz (più o meno uguale fra dx e sx)
Detto questo, io so che nessuna protesi può darmi un udito perfetto ma mi sembra di aver capito (spero) che con le successive tarature e il probabile aumento di volume, unito al fatto che il mio cervello si abituerà a sentire con le protesi (in pratica da 25 anni ho vissuto senza) mi porterà ad avere un udito "accettabile" ? le protesi mi consentiranno ad esempio di ascoltare la tv anche ad un volume un pò più alto del normale o ciò è un' utopia?
Siccome nell'opuscolo leggo che la protesi che ho io:
- permette di ascoltare la tv ad un volume normale!
- che offre un' efficiente e automatica ottimizzazione del parlato in ogni situazione di ascolto (ha la funzione della soppressione digitale del rumore ed infatti fin da subito non mi ha dato fastidio neppure il rumore del traffico) ecc. ecc.
il punto è però che nella "famosa sala d'attesa", piccola meno di 10 metri quadri, eravamo solo 4 persone, due non parlavano e chi invece parlava con me si trovava a meno di un metro ed io capivo molto poco! quindi ho tanto timore che se la situazione non migliorerà di molto, sicuramente rifiuterò le protesi, perchè se non mi consentiranno di dialogare tranquillamente neppure in una situazione come quella che ho descritto allora continuerò a farne a meno anche se con tanta sofferenza (faccio presente che questo è avvenuto dopo solo 3 giorni che ho messo le protesi ma, mi sembra di aver capito che forse il volume me l’hanno già tarato ad un volume “normale”).

Lei, egr. dr. Marcelli mi ha scritto che "la migliore protesi del mondo non potrà garantirle un ascolto perfetto in condizioni ambientali difficili" però la mia paura è tanta perchè in quella sala d'attesa le condizioni ambientali non erano per nulla difficili ed io, ripeto, capivo molto poco il parlato!

Mi scuso per l’ulteriore disturbo, ma sto male al solo pensiero che neppure le protesi mi consentiranno di “vivere”.

Ringrazio ancora per il gentile consulto e porgo cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Marcelli
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Gentile utente,
a prescindere da quanto ottimale sarà il recupero, l'unica cosa certa è che lei DEVE utilizzare le protesi. E questo proprio per garantire all'area uditiva del cervello di essere stimolata. D'altro canto, la protesi acustica è diversa da un paio di occhiali proprio perché sono necessari una taratura dell'apparecchio ed un adattamento del soggetto. Pertanto, non si scoraggi, accetti per il momento il minimo recupero che la protesi le offre e vedrà che con il passare del tempo il suo ascolto diverrà sempre "migliore".
Se crede, mi invii il modello e le caratteristiche della protesi acustica.
Un caro saluto e non molli.