Utente 984XXX
Preg.mi dottori,
ho 57 anni, e vorrei chiedere un aiuto in merito alle conseguenze prodotte dalla terapia desensibilizzante EPD (con enzima potenziato di beta-glicuronidasi da crostacei - del Dr McEwen). Soffro di allergie e intolleranze a glutine (celiachia silente, a dieta da un anno), lattosio, nichel, salicilati, benzoati; precedenti di anafilassi, edema di Quinque da farmaci, reazioni sistemiche. La desensibilizzazione con E.P.D. mi ha prodotto da subito edema peripalpebrale, cefalea/emicrania fortissima con vertigini.
Il giorno in cui mi è stato praticato l'EPD non riuscivo a trattenere il cibo ingerito che ho rigettato. Mi sono state consigliate iniezioni di Urbason, ½ fiale da 20 mg per 6 gg., smesse dopo il 4° giorno per inizio di depressione (come già sperimentato in passato).
L'edema palpebrale si è ridotto, non la cefalea, che non ha risposto neppure alla assunzione di Aulin. Dolore emicranico acuto con nausea migrante dalla zona oculare dx a quella sx; con la sindrome vertiginosa, episodi di cammino atassico.
Bisogno di dormire almeno due volte nella giornata. Mentre, stavo sveglia molte ore la notte a causa del mal di testa. Assolutamente non ero nelle condizioni di guidare.
Ho provato ad assumere Nootropil, via orale, nessun beneficio.
Dopo oltre 20 gg. dall'EPD, seppure i sintomi siano diminuiti, devo mantenere il più possibile una alimentazione semplice limitata a pochi alimenti, poichè pago gli sgarri (poche quantità di ortaggi o alimenti soprattutto nichel correlati) con accentuazione del mal di testa che comunque non mi abbandona completamente ed è continuo.
Nonostante questo, mi è stato prospettato di provare a ripetere a settembre la terapia EPD, previa assunzione di un antistaminico nei 7 gg precedenti.
In verità, sono preoccupata perchè la mia sensibilità pare proprio aumentata.
Dall'età di 28 anni, per di mal di testa ho assunto per 8 anni, ogni giorno, Sibellium, cessato dopo diagnosi di pollinosi allergica, sostituito con antistaminici. Dopo un percorso altalenante fatto problemi gastrici (ulcera esofagea al terzo medio), di intolleranze al latte e latticini, e a vari alimenti, arrivo alla menopausa (46 anni). A partire da qui un calvario. Evacuo solo con microclisma – enteroclisma, ora anche idrocolonterapia mensile. ANA positivi per la durata di 1 anno. Da bambina febbri tonsillari, tonsillectomia. All'età di 9 anni blocco intestinale. Da sempre anemia leggera, iniezioni di vitamina B12 e gruppo B. Ho partorito a 19 anni al settimo mese, con endocardite grave. Toxoplasmosi a 27 anni circa. A 38 anni intervento alla lingua per infezione da stafilococco. Non so' cosa fare, dato che i medici a cui ho chiesto aiuto si sono eclissati. Cos'è veramente l'EPD? Quale il meccanismo biologico indotto dalla beta glicuronidasi. Potrò mai liberarmi dal torpore, emicrania/cefalea, vertigini?
Ringrazio sin d'ora per l'attenzione che vorrete riservare al mio caso e alle mie domande, confido in voi. Saluto con la massima stima.
[#1] dopo  
79426

Cancellato nel 2010
Gentile utente,
chi le ha consigliato questa terapia? Visti i risultati sconsiglierei vivamente di ripeterla.
Lei ha molti disturbi in questo momento e le consiglierei una cura omeopatica (dietro consiglio di un medico competente) riequilibratrice senza tentare metodiche terapeutiche "strane" o di non comprovata efficacia.

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 984XXX

Iscritto dal 2009
Egr. Dott. Tancredi Ascagni,
La ringrazio per avermi risposto in tempi così brevi.
La terapia desensibilizzante E.P.D., viene definita immunomodulante dalla NATURAL www.naturalroma.it, ed è praticato ambulatoriamente da medici autorizzati, io l'ho effettuata presso il dottor Carmelo Rizzo (diluizione XO di alimenti + inalanti + comuni additivi alimentari + mix antigeni da microrganismi dell'intestino e del tratto respiratorio inclusa Candida). Uno studio multicentrico di conferma dell'efficacia della nuova immunoterapia con betaglucuronidasi è stata condotta in quattro Centri ospedalieri Italiani : Villa San Pietro di Roma, Santa Maria Bianca di Mirandola, Osp. Salvini di Rho, Osp. San Martino di Genova.
Probabilmente appartengo ad un esiguo numero di persone che non tollerano la terapia. Mi spiace davvero di non poter contare su alcuna terapia per il recupero della capacità di tolleranza di almeno un certo numero di alimenti.
Ho fiducia nelle terapie omeopatiche e sicuramente seguirò il suo consiglio affidandomi ad un medico omeopata.
Mi chiedo, invece, se la desensibilizzazione con EPD possa produrre un effetto neurotropo, come i vaccini e dare uno stimolo infiammatorio che giustifichi l'effetto cefalea/vertigini.
È possibile che tale stimolo si esaurisca a lentamente?
Ancora La ringrazio per la sua disponibilità.
[#3] dopo  
79426

Cancellato nel 2010
Gentile utente,
non conosco questo metodica pertanto non posso risponderle in maniera esaustiva.
Cordiali saluti
[#4] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
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Gentile Utente,
la terapia desensibilizzante con EPD è un trattamento che trova riscontri interessanti in molti casi di allergie ed intolleranze alimentari.
Agisce secondo principi terapeutici antichi e trova riscontro come lei sa, anche nella più recente sperimentazione ufficiale di terapia antiallergica e desensibilizzante.

E' probabile che abbia manifestato un tale quadro clinico dopo la prima iniezione perchè si tratta sempre dell'inoculazione di allergeni che in soggetti particolarmente predisposti (..."precedenti di anafilassi, edema di Quinque da farmaci, reazioni sistemiche"...) ed intossicati (grave deficit dell'emuntorio intestinale, varie allergie ed intolleranze) può procurare una reazione abnorme; lei ha anche mostrato in passato una presenza di ana che suggerisce una particolare 'sensibilità' del suo sistema immunitario.
Prima di questo trattamento inoltre ci si deve astenere dall'assunzione di ogni allegene per il quale si sa di essere sensibili; come vede sono diverse le motivazioni che possono intervenire nel creare reazioni spiacevoli.
Queste evenienze si possono attenuare con un trattamento drenante e disintossicante antecedente all'inoculazione che il medico deve suggerire ad ogni singolo paziente quando ne ravvisi la necessità.
Cordiali saluti.
[#5] dopo  
Utente 984XXX

Iscritto dal 2009
Preg.mi

Dott. Tancredi Ascani,
la ringrazio molto per la sua cortese partecipazione.

Dottor Riccardo Ferrero Leone,
mi sembra di ravviare nella sua risposta, comunque, la possibilità che io possa ripetere la desensibilizzazione con EPD. La terapia si completerebbe con altri 5 trattamenti, 6 in totale, per poter avere un riscontro dei reali benefici prospettati.
La mia impressione/riflessione, certamente profana, è stata di una reazione verso gli allergeni inoculati, ma anche di una sorta di difesa operata dal sistema immune nei confronti delle stesse sostanze inoculate.
I mal di testa e le vertigini erano tali da farmi temere serie complicanze vascolari a livello cerebrali.
Ma, devo anche riconoscere che l'EPD, da subito, mi ha tolto ogni sintomo doloroso a livello articolare (falangi, polsi, ginocchia ,spalla, bacino...), come fossi anestetizzata, ora sono già tornati quasi come prima. Ho avuto un certo sollievo anche dal senso di oppressione asmatica.
Mentre devo controllare l'alimentazione, come nella fase di preparazione antecedente la desensibilizzazione, pena l' acuirsi della emicrania e vertigini.
Nell'anno 2005-2006 ho avuto una progressiva positività degli ANA poi negativizzati, e da un anno sono a dieta priva di glutine, per morbo celiaco, confermato tramite genotipizzazione allelica, alta per m. celiaco, bassa per AR.
A tal proposito, vorrei chiederLe se in presenza di una infiammazione su base autoimmune, è possibile ipotizzare una risposta Th2 ancora più predominate, e quali possono essere i riscontri clinici ed eventuali altri effetti collaterali a cui posso incorrere nel caso decidessi di sottopormi alla 2° inoculazione, certamente previa terapia omeopatica di drenaggio e disintossicante.
Mi può dare un consiglio al riguardo?
La ringrazio per l'esauriente risposta, e nell'augurarLe buon lavoro, Le porgo i miei saluti più cordiali.
[#6] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
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Cara Signora,
lei si esprime con una padronanza della materia che va ben oltre le conoscenze di un profano!
L'evento occorsole non esclude che lei possa riprendere il trattamento con le dovute cautele; le sue impressioni sono corrette e i due concetti si identificano.
I suoi disturbi sono in buona parte dovuti ad una prevalenza Th2 e l'EPD ha proprio l'obiettivo di ripristinare un corretto assetto immunitario;
sottoporsi alla seconda inoculazione potrebbe procurarle un quadro clinico indifferente, uno simile al precedente o anche più grave.
Valuti attentamente tutti questi aspetti assieme ai colleghi che effettuano i trattamenti.
Cordialmente.
[#7] dopo  
Utente 984XXX

Iscritto dal 2009
Gent.mo Dottor Riccardo Ferrero Leone,

il suo giudizio mi rinfranca e mi incoraggia a sottopormi ad un consulto medico, sicuramente da un'esperto della materia omeopatica (poi dall'allergologo) che mi aiuti a ponderare tutti gli aspetti immunologici convenienti alla mia espressione diatesica ed emozionale.
Alla fine del percorso preparatorio, in base alla percezione del mio stato immunologico, mi farà piacere informarLa circa la decisione che prenderò, e sugli effetti del post trattamento. Sono persuasa che, in ogni caso, ne avrò. Auspico che tutto ciò possa rivelarsi di qualche utilità per altri pz costituzionalmente fragili.
Il periodo che attualmente viviamo, ci offre un ampio panorama di opportunità favorevoli o meno, anche in dipendenza della fortuita scelta, della volontà e della curiosità messa in essere da ognuno di noi.
L'accesso pubblico realizzato da questo grande mezzo di comunicazione di massa “Internet”, l'insieme di informazioni e servizi che ci sono offerti, sviluppa nell'utilizzatore interessato una più tangibile consapevolezza dei fatti che gli accadono, e possono aiutare a migliorare le lacunose conoscenze di base possedute.
Le nozioni raccolte, è questo il caso mio, vengono poi rese compiute, tramite il meraviglioso servizio che medici appassionati e generosi come Lei, come tutti Voi dello staff di Medicitalia, rendono a noi utenti turbati.
Le invio un caloroso ringraziamento mediatico e un incoraggiamento a continuare la sua avvincente professione. Arrivederci al settembre-ottobre prossimo.
[#8] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
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Sono io a ringraziarla per aver riposto fiducia in questo servizio; nel mare magnum di informazioni reperibili nel web in ambito sanitario, cerchiamo sempre di offrire degli spunti di riflessione utili a chi cerca di approfondire.
Sarò ben lieto di ricevere ogni aggiornamento sul suo stato di salute e sui percorsi terapeutici che vorrà intraprendere.
Cordialmente.
[#9] dopo  
Utente 984XXX

Iscritto dal 2009
Gent.mo Dottor Riccardo Ferrero Leone,

Nel sito Medicitalia si beneficia di responsi autorevoli, frutto di competenza ed esperienza; esaustivi tanto da poterli proporre ai vostri colleghi medici di base, ospedalieri ecc.
Io l'ho fatto, ho avuto un buon riscontro.
Un augurio di Buona Pasqua a tutto lo staff.
[#10] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
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Ricambio Auguri vivissimi.
[#11] dopo  
Utente 984XXX

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Gent.mo Dottor Riccardo Ferrero Leone,

con un certo ritardo, di cui mi scuso, rispetto alla promessa fattoLe, eccomi ad aggiornarLa circa la decisione presa riguardo la continuazione della terapia con E.P.D.
Per tutto il maggio-luglio, ho mantenuto una alimentazione attenta, ed ho assunto drenanti con un azione dolce.
Alla fine mi pareva di aver raggiunto un discreto miglioramento della sintomatologia complessiva.
Tuttavia, con la fioritura dell'ambrosia sono iniziati una serie di sintomi piuttosto forti, asma, rinite, astenia, vertigini. Le iniezioni di cortisone (Urbason) alternate con l'antistaminico (Zirtec) molto mal tollerato, hanno vanificato i benefici raggiunti.
In breve, ho trascorso circa un mese chiusa in casa senza avere la forza neppur di preparare la valigia per fuggire nei luoghi privi dei pollini d'ambrosia. L'anno precedente avevo tollerato molto meglio la pollinazione di ambrosia.
Avendo coscienza del mio complesso stato di intossicazione, ho deciso di evitare “nel modo più assoluto” di sottopormi ad un ultreriore ciclo con E.P.D.
Ad oggi sono certa di avere preso la decisione giusta.
Continuo ad assumere rimedi drenanti e disintossicanti di tipo omeopatico e fitoterapico, che comunque agiscono dolcemente e lentamente.
Il mio percorso è solo al suo inizio, ed è probabile che debba continuare per il resto della mia esistenza.
Ora penso sia utopistico riuscire a riequilibrare il mio sistema immunitario tanto da poter intraprendere e tollerare una terapia desensibilizzante quale è quella EPD.
Vorrei poter formulare un mio personale parere.
In verità sono persuasa, che in soggetti particolarmente deboli sul piano immunologico, (da ascoltare e considerare attentamente), è certamente preferibile rinviare o evitare l'effettuazione di una vaccinazione/desensibilizazione di qualunque tipo essa sia.
Il rischio corso non paga i vantaggi supposti ma sovente non raggiungibili.
È indiscutibile che persone come me, abbiano la necessità di uscire dai rigidi schemi o protocolli terapeutici applicati su più larghe fascie di individui.
Credo che raramente di fronte a predisposizioni geneticamente determinate con fenotipo chiaramente espresso in tal senso, pur con condizioni immunitarie controllate (con le più fini formule omeopatiche, fitoterapiche, ed altro) si possa riuscire ad indurre una tolleranza tanto slegata da quella particolare entità psicoimmunologica umana (un esempio viene proprio dalle desensibilizzazioni e terapie forti mal tollerate e/o dannose).
L'obiettivo è seducente, illusoria è ad oggi la possibilità di indurre un azione polimorfica adattativa vantaggiosa, poiché ahimè contrapposta, in siffatti casi, allo specifico genetismo. Le risposte a farmaci, vaccinazioni e alla chimica farmaceutica è pur influenzata da polimorfismi genici.
In più tutto ciò che ci circonda e ci pervade influisce più facilmente con modalità svantaggiose sui nostri geni e sulle sue espressioni.
Con ogni probabilità mi esprimo con una terminologia imprecisa, ma spero comunque che Lei comprenda il senso del mio pensiero.
Ignoro tutto di genetica, ammiro fortemente chi si occupa del magico mondo interiore all'uomo. Le speranze che fornisce sono più che grandi, sono immense come lo è l'universo. E spaventose come l'ignoto misterioso.
Ma tutti ci crediamo. Chissà, verrà un giorno in cui la medicina genetica fornirà I mezzi per affrontare molte situazioni importanti serenamente e con successo.
Mi compiaccio per l'iniziativa da Lei sostenuta “Omeopatia per tutti” e per il servizio ambulatoriale di medicina omeopatica che offre a Roma presso la Parrocchia S. Maria Immacolata di Lourdes, con fini meramente umanitari.
Se mai capitassi nella bella Roma, con piacere vi farò una cappatina.
Mi ha fatto molto piacere scriverLe. I miei saluti più sentiti.
[#12] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
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Cara Signora,

la genetica, i nostri vissuti, l'ambiente in cui esistiamo, le migliaia di informazioni chimiche che riceviamo, gli stati emozionali che attraversiamo dalla nascita in poi, tutte le informazioni che ci giungono senza che necessariamente arrivino allo stato cosciente, tutto questo è vivere, che si esprimi nella salute o nella malattia.

Ciascuno di noi è un "evento" unico che può essere influenzato positivamente o negativamente a ciascuno di questi livelli; l'armonia tra tutte le parti è la condizione imprescindibile per un vero stato di salute.

Condivido con lei la speranza che il cammino della conoscenza tutta, dalla genetica all'epigenetica passando per ogni fase intermedia, conduca sempre di più verso una condizione di vero benessere alla portata del maggior numero possibile di persone.

Condivido il piacere nel rispoderle e le invio i miei più cordiali saluti.