Utente 105XXX
Salve,
sono disperata.
Ho 46 anni.

7 anni fa ho avuto un K mammario

Da ottobre 2008 vedo doppio, prima solo occasionalmente e poi sempre di più.

Ai primi di marzo ho fatto una risonanza magnetica che dice:

"Non evidenza processi espansivi nè di lesioni vascolari focali nei tessuti cerebrali.
A livello dell'orbita di sinistra in sede laterale si rileva la
presenza di manifestazione espansiva che presenta omogeneo incremento dei valori di intensità di segnale dopo mezzo di contrasto, che non risulta ben dissociabile dal muscolo retto laterale e comprime e
disloca medialmente il nervo ottico.
Non evidenza di alterazione d'intensità di segnale a carico del tessuto osseo della parete laterale dell'orbita.
IV ventricolo e cavità ventricolari sovratentoriali in asse e di regolari dimensioni e morfologia.
Regolare rappresentazione degli spazi liquorali della base e del mantello."

TAC e scintigrafia danno esito negativo.

Ad aprile faccio un biopsia ed il referto dice:

BIOPSIA APICE ORBITA OS

Notizie cliniche: pregresso K mammario (duttale scarsamente differenziato) nel 2001.

Prelievi interamente inclusi ed esaminati, costituiti da minuti frammenti di tessuto muscolare in seno ai quali sono osservabili elementi mal conservati, a nucleo irregolare ed ipercromatico, immunoreattivi per le cheratine CAM 5.2 e localmente per e-caderina, deponenti per infiltrazione di carcinoma scarsamente differenziato (cfr. anche referto 2009 412, relativo ai fattori prognostici, attestante la positività per estrogeno recettore)



Al San Filippo a marzo mi avevano detto di fare la chemio ma ho voluto fare degli approfondimenti.

Dopo la biopsia fatta al Gemelli, mi hanno detto che devo togliere l'occhio.

Cosa devo fare, a chi devo rivolgermi?

AIUTATEMI.

Ho sentito parlare della radiochirurgia stereotassica. Sarà applicabile al mio caso?

Vi ringrazio sin d'ora per l'aiuto.

Cordiali saluti.
[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Cara Amica,

direi che appunto la prima cosa da fare è un consulto da un Collega radioterapista per vedere se si può intervenire in quel modo. Inoltre si potrebbe programmare un nuovo trattamento chemioterapico magari da abbinare ad ipertermia locoregionale. Anche eseguire queste terapie con un intendo neoadiuvante (cioè di ridurre la massa) potrebbe portare ad un intervento più agevole e meno demolitivo.

Resto a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it