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Il nodo alla gola

 Gastroenterologia e endoscopia digestiva - News generale del 02/10/2011 - 64364 visite

Il “nodo alla gola” non è soltanto il titolo di un famoso film di Aldred  Hitchcock del 1948 (il suo primo film a colori !), ma anche  un sintomo che porta molti pazienti a rivolgersi preferenzialmente al gastroenterologo per il dubbio che si possa trattare di qualcosa di “molto serio” alla gola o all'esofago. Il paziente tipico è spesso di sesso femminile, giovane e con problematiche psicosociali. Il sintomo riferito è una fastidiosa sensazione di ostruzione faringea, come se una massa o un qualcosa in gola rendesse difficile la deglutizione e la respirazione. Tale sindrome è conosciuta in medicina con il nome di “bolo isterico” in quanto all’esame clinico non viene evidenziata alcuna patologia responsabile di tale disturbo.

Tale problematica viene molto bene espressa nel seguente colloquio con una giovane paziente.

 

“ …. Dottore ho 25 anni e sono, come si dice, sana come un pesce, ma da circa 6 mesi ho la sensazione persistente di un “nodo alla gola”. Questo fastidio lo sento durante la giornata mentre la notte dormo tranquillamente, ma non appena mi alzo dal letto ecco che il fastidio si ripresenta. E’ come se avessi l’esofago chiuso all’altezza del pomo d’Adamo, come se avessi un qualcosa che mi stringe il collo e che  comprime l’esofago. Non ho problemi di bruciore, né difficoltà a digerire. Anzi quando mangio il disturbo sembra sparire per ripresentarsi subito dopo. Ho fatto una visita dall’otorino,un gastroscopia, un’ecografia alla tiroide. Tutto negativo.

Ho un buon lavoro, stabile, ma che  comincia a non essere più sicuro come tanti anni fa. Stiamo inoltre ristrutturando la casa, ma i lavori vanno a rilento per problemi amministrativi. Sono angosciata e in più ho qualche problema con mio marito negli ultimi tempi. Tale disturbo non è invalidante, ma è un fastidio continuo che mi mette tanta ansia.  E’ qualcosa di grave ? Oppure, come penso, è l’ansia che mi fa venire il “nodo alla gola” ? ….”

La paziente ha il dubbio che possa avere un “qualcosa di grave”, ma è più convinta che possa trattarsi di un problema legato all’ansia. In effetti, nel caso esposto, e dopo aver escluso delle malattie con gli accertamenti clinici, la diagnosi è stata di disturbo funzionale legato all’ansia.

 

La diagnosi di “bolo isterico” è una diagnosi di esclusione, nel senso che può essere sostenuta solo dopo aver escluso una vera malattia.

Di fronte ad un paziente con tale sintomo il medico non deve mai “banalizzare” il disturbo ed etichettarlo immediatamente come “bolo isterico”,  ma si rendono necessari un’accurata anamnesi ed eventuali accertamenti clinici atti ad escludere delle patologie organiche che possano mascherare il disturbo funzionale.  Un errore di valutazione, con il ritardo di una vera malattia, potrebbe avere conseguenze irrimediabili per il paziente. Inoltre, è importante che il medico “dimostri” al paziente l’inconsistenza dei suoi dubbi sulla presenza di una vera malattia altrimenti potremmo esporre il paziente psicopatologico al rischio di : assumere farmaci in modo perenne che il medico ha prescritto per un periodo di prova limitato; richiedere continui accertamenti diagnostici (indagini endoscopiche, ecc); richiedere continui ed immotivati ricoveri ospedalieri; richiedere insistentemente un intervento chirurgico per una patologia (ernia iatale, ad esempio) che reputa essere causa del sintomo.

 

La valutazione medica deve, quindi, escludere le malattie che possono essere responsabili di una “vera” disfagia.

Per disfagia si intende quella sensazione di ostacolo/difficoltà al passaggio del bolo alimentare lungo il decorso dell’esofago; essa viene distinta in  disfagia oro-faringea  e disfagia esofagea. La disfagia oro-faringea è legata ad un disturbo della deglutizione per cui il cibo invece di andare interamente in esofago resta in parte in bocca e in parte passa nelle vie aeree. Tale disfagia richiede in genere una valutazione neurologica in quanto legata ad encefalopatia multifattoriale, morbo di Parkinson, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, Sindrome di Guillan-Barrè, miastenia gravis, ecc..

 

La disfagia esofagea, di pertinenza gastroenterologica, consiste nella difficoltà del transito del cibo dall’esofago allo stomaco, una volta che  il bolo sia stato correttamente  trasferito dall’orofaringe all’esofago. La disfagia esofagea  può essere determinata da patologie della mucosa/parete esofagea (esofagite/stenosi da reflusso, anelli mucosi e muscolari, lesioni da caustici, esiti di radioterapia, diverticoli, esofagiti infettive, tumori), da patologie del mediastino (tumori, patologie infettive, patologie vascolari); patologie motorie, ossia legate alla muscolatura ed all’innervazione esofagea (acalasia, sclerodermia, altri disordini della motilità, alterazioni cicatriziali post-chirurgiche o dopo trattamenti endoscopici).

Il medico specialista, a seguito dell’accurata anamnesi, può decidere la strategia diagnostica avendo a disposizione differenti procedure per la valutazione del tratto faringo-esofago-gastrico: studio radiologico con bario, esofago-gastro-duodenoscopia, pH-mano-impedenzometria esofagea. Ovviamente, in caso di una sospetta patologia del tratto faringo-laringeo è opportuno procedere con una preliminare valutazione otorinolaringoiatrica.

Un volta avuto il responso negativo dagli accertamenti diagnostici, bisogna assolutamente far capire al paziente la causa funzionale del suo disturbo ed indirizzarlo ad un trattamento psicologico/psichiatrico se il disturbo dovesse persistere. Bisogna, inoltre, fargli capire l’inutilità di girare da uno specialista all’altro e questo per evitare anche la cronicizzazione del disturbo funzionale con difficoltà al trattamento definitivo.

 

Per approfondire:

Quando il corpo va in ansia: i sintomi fisici dei Disturbi d’Ansia (Dott.ssa Flavia Massaro)

http://www.medicitalia.it/minforma/Psicologia/1064/Quando-il-corpo-va-in-ansia-i-sintomi-fisici-dei-Disturbi-d-Ansia

 


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Commenti alla news:
42. Utente 351735 il 03/07/2014 ha scritto:
Salve, ho un problema di reflusso gastroesofageo da circa due 4 anni, assumo lansox orodispersibile da 30 mg da circa un anno comincio a soffrire di iinapettenza con muchi continui in gola che non mi consentono più di deglutire e mangiare regolarmente se non cose frullate....non riesco più a mangiare mi Sa dare un consiglio....grazie mille
43. Utente 351735 il 03/07/2014 ha scritto:
Salve, soffro di un reflusso gastroesofageo da circa 5 anni , assumo regolarmente lansox orodispersibile da 30 mg, da circa un anno comincio a soffrire di continui muchi alla gola, tosse stizzosa, e difficoltà a deglutire, mangio tutto frullato da circa 1o giorni perché non facevo che affogarmi regolarmente, ho rifatto gastroscopia una settimana fa e non è risultato niente di rilevante se non io il mio solito reflusso! ho continui vuoti e dolori allo stomaco, mi è stato prescritto levopraid 15 gocce prima dei pasti....grazie mille
44. Dr. Edoardo Bernkopf il 03/07/2014 ha scritto:
Gentile Paziente, il reflusso gastro esofageo (GER) é patologia di competenza gastroenterologica, e mi pare lei sia già adeguatamente seguito.
Tuttavia mi incuriosisce , nel suo racconto, la presenza di problemi deglutitori e di todsse cronica, anche se quest'ultima è effettivamente un tipico sintomo del GER.
Le suggerirei di dare un'occhiata, in questo stesso sito, agli articoli linkati qui sotto, nell'ipotesi che lei possa riscontrarvi elementi di somiglianza con il suo problema.
Cordiali saluti ed auguri.
http://www.medicitalia.it/minforma/Gnatologia-clinica/1315/Il-reflusso-

www.studiober.com/pdf/Tosse_Medico_Pediatra.pdf
N.B.: dopo aver aperto il link, deve clikkare su: "continua e apri il sito.."

45. Dr. Felice Cosentino il 03/07/2014 ha scritto:
La sintomatologia riferita deve essere valutata con uno studio radiologico della deglutizione e del tratto esofageo. Ne parli con il suo medico o con il gastroentereologo.

Saluti

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