Con il riaffacciarsi della bella stagione tornano di attualità i problemi legati ad una insufficienza venosa magari trascurati durante l’inverno perché occultati dall’abbigliamento o meno avvertiti sul piano funzionale per l’effetto favorevole delle basse temperature.

Ora che le gambe tornano ad essere visibili in più occasioni ci si ricorda di quei fastidiosi capillari, di quelle antiestetiche venule bluastre o di vere e proprie varici, di cui non ci si è potuti occupare prima (http://www.medicitalia.it/luciopiscitelli/news/1511/Vene-e-Capillari-La-stagione-migliore-per-curarli).

Allo stesso modo l’inizio della primavera sembra far risvegliare i sintomi funzionali dell’insufficienza venosa con sensazione di peso, crampi ed edema serale. D’altra parte comincia anche ad approssimarsi il momento in cui le calze elastiche eventualmente indossate cominceranno a non essere più tollerate e dovranno necessariamente essere dismesse.

Altri invece avranno avuto cura delle proprie gambe durante la stagione fredda mediante ricorso alla Chirurgia o alla Scleroterapia e si preoccupano ora di osservare le giuste precauzioni per il mantenimento dei risultati e la prevenzione di danni ulteriori.

Premesso che un controllo specialistico “stagionale” potrebbe essere in ogni caso consigliabile, ecco allora un breve memorandum:

  • l’utilizzo delle calze elastiche va interrotto quando non più tollerato, salvo casi particolari su segnalazione dello Specialista (Linfedema, Sindrome Posflebitica, ecc.).
  • Evitare la esposizione prolungata al calore, mantenendo le gambe al fresco e per quanto possibile bagnate. Non è opportuno, anzi dannoso, ricoprirle con asciugamani o altro.
  • Evitare il contatto con sorgenti di calore diretto (sabbia, ciottoli, ecc.).

Con le precauzioni suddette non è necessario eliminare l’esposizione al sole, ma essa va contenuta, evitando i danni da eccessivo irraggiamento (dermiti, ustioni).

Eventuali postumi di un recente intervento chirurgico o della scleroterapia (cicatrici, ecchimosi, ematomi) non ancora stabilizzati, non vanno esposti al sole, pena la possibilità di una duratura pigmentazione; l’uso circoscritto di filtri ad elevata “schermatura” potrebbe essere indicato.

Passeggiare nell’acqua è utilissimo, poiché si associano l’azione antigravitazionale del fluido e gli effetti favorevoli dell’idromassaggio dolce e del fresco.

Indossare abiti freschi e larghi e calzature comode non troppo basse, né troppo alte, che offrano una adeguata stabilità all’appoggio plantare e non esercitino compressioni anomale sulla cute.

Un supporto farmacologico potrebbe essere indicato, ma va in ogni caso integrato da una dieta ricca di sali minerali e da un adeguato apporto idrico. Potrebbe essere necessario rimodulare l’uso eventuale di diuretici assunti per altre patologie sotto il controllo del relativo Specialista.

Prevenire per quanto possibile le punture di insetti.