Continuiamo a parlare di correlazioni tra gravidanza e rischio di sviluppo di autismo nei bambini.

Dopo i dati circa eventuali correlazioni con l’induzione del parto, un recente studio ha posto l’attenzione sull’utilizzo di alcuni grassi nella dieta della gestante e la possibilità di una riduzione del rischio di autismo.

Lo studio si è basato sull’analisi di 317 madri con figlio autistico e 17.728 donne studiate tra il 1991 e il 2007.

Gli Autori hanno osservato che l’utilizzo di acido linoleico nella dieta della gestante è correlata inversamente al rischio di autismo, con una riduzione del 34%.

In particolare, come era da aspettarsi, uno stile di vita particolare, come una scarsa attività fisica, un aumento di peso eccessivo, un consumo di alcol e sigarette era associato con un ridotto consumo di grassi ed in particolare di omega-3.

Questi grassi, il cui utilizzo è dimostrato che abbiano una funzione protettiva anche per il sistema cardiocircolatorio, assunti in gravidanza in maniera adeguata, sembrerebbero proteggere dal rischio che si possa manifestare una patologia autistica nei bambini.

Il rischio risulta particolarmente elevato nel caso di un consumo inferiore al 10% di acido linoleico. Gli omega-3 sembrerebbero avere un ruolo nello sviluppo del cervello, nei processi infiammatori e immunitari. Questi grassi si trovano in quantità elevata nel pesce ed esistono studi che hanno dimostrato che un consumo elevato di pesce in gravidanza può determinare un migliore sviluppo intellettivo nei bambini. Tuttavia bisogna considerare anche la quantità di mercurio, quest’ultima nociva, eventualmente presente nel pesce consumato.

Gli Autori sottolineano che sono necessari ulteriori studi per confermare queste ipotesi, ma si può considerare valido il consiglio di incrementare l’utilizzo di omega-3 in una dieta equilibrata nella gestante.

 

Fonte: Maternal Dietary Fat Intake in Association With Autism Spectrum Disorders