La depressione è una patologia in costante aumento nella popolazione in generale e nel sesso femminile in particolare.

Un recente studio, pubblicato sul British Medical Journal, è stato condotto su 106.000 donne in gravidanza con un’età compresa tra 12 e 55 anni tra il 2000 e il 2007.

Queste donne presentavano una patologia ansioso-depressiva ed hanno ricevuto una terapia con antidepressivi (inibitori del reuptake della serotonina e non) in prossimità del parto e più specificamente al momento del parto, 1 mese prima, 1-5 mesi prima, rispetto ad un gruppo di controllo che non aveva assunto farmaci antidepressivi.

Questo studio ha dimostrato che le donne che avevano ricevuto un trattamento con antidepressivi in gravidanza, ed in particolar modo in prossimità del parto, presentavano un rischio da 1,4 a 1,9 volte superiore alla norma di emorragia postpartum.

L’emorragia postpartum è una delle principali cause di mortalità materna, con ricorso a trasfusioni di sangue e terapia intensiva per la donna che ha partorito. L’incidenza si è andata progressivamente ad aumentare dagli anni 90, specie negli Stati Uniti.

La causa di questo aumentato rischio può essere dovuta ad un meccanismo di interazione tra la serotonina (e quindi i farmaci antidepressivi) e le piastrine (fondamentali per i meccanismi di coagulazione del sangue).

Di solito, un sanguinamento eccessivo viene bloccato dalla contrazione dell’utero al momento del parto (contrazione del miometrio) e l’uso di farmaci antidepressivi che interagiscono con la serotonina interferirebbe in senso negativo con questo meccanismo, favorendo i processi emorragici (atonia postpartum).

Gli Autori concludono dicendo che il rischio assoluto di emorragia postpartum è relativamente basso, ma le donne ed i loro ginecologi devono essere consapevoli dei potenziali rischi di utilizzo di questi farmaci in gravidanza.



Fonte: British Medical Journal - Use of antidepressants near delivery and risk of postpartum hemorrhage: cohort study of low income women in the United States