E' noto che il latte materno è l'alimento più indicato per il neonato.
Attraverso il latte, la mamma fornisce al suo bambino tutti i principi nutritivi necessari in quantità ottimale e gli passa  anticorpi naturali che lo proteggono dalle malattie infettive. Sul piano psicologico, il gesto di allattare rinforza il bonding tra lei e il neonato, che è così importante per un corretto sviluppo psicofisico del bambino nei suoi primi anni di vita.

Allattare fa bene anche alla mamma, riducendo il rischio di ammalare di tumore al seno, specialmente se l'allattamento è protratto per lunghi periodi, in particolare sembra che riduca il rischio di ammalarsi delle varianti più aggressive di carcinoma mammario in età fertile.

Un'altra proprietà del latte materno, scoperta in questi ultimi anni da un gruppo di ricerca della University of Western Australia, è che esso è ricco di cellule staminali. Le cellule staminali sono cellule multipotenti in grado di trasformarsi in cellule di vari tessuti.

cancro al seno

Al National Breastfeeding and Lactation Symposium di Londra del 1 novembre di quest'anno, è stato presentato dai ricercatori australiani un interessante lavoro scientifico realizzato sui topi, che ha dimostrato il percorso delle cellule staminali del latte materno dalla madre al topolino allattato.

Sono state ottenute delle femmine conteneti un gene, chiamato Td-Tomato, in grado di colorare le cellule di rosso, se sottoposte a fluorescenza. Queste femmine sono state messe ad allattare dei topolini non modificati. Si è così scoperto che le cellule staminali del latte vengono assorbite nell'intestino dei piccoli e si ritrovano nei topi adulti nel cervello, nella cartilagine, nel fegato, trasformate in cellule adulte.

L'allattamento al seno avrebbe quindi un ruolo importante per lo sviluppo del bambino.  Questa scoperta apre scenari molto interessanti, offrendo una motivazione in più alle mamme per allattare al seno i loro piccoli, minimo per i primi 6 mesi di vita e, secondo le attuali linee Guida dell'OMS, addirittura fino a 2 anni o più.

 

Fonte: http://www.newscientist.com/article/dn26492-breast-milk-stem-cells-may-be-incorporated-into-baby.html#.VGnA_YezSL8