Dai risultati di una recente pubblicazione è stata dimostrata l'efficacia del tacrolimus, somministrato come collirio, per le congiuntiviti allergiche particolarmente resistenti, con lesioni proliferative o con coinvolgimento corneale (cheratocongiuntiviti).

Lo studio prospettico ha incluso 1.436 pazienti con congiuntivite allergica refrattaria che sono stati trattati con una sospensione oftalmica di tacrolimus (un immunosoppressore) allo 0,1%.

L'età media dei pazienti era di poco più di 8 anni all'esordio della malattia e di circa 16 anni al momento dell'arruolamento nello studio.

I pazienti hanno ricevuto una goccia di tacrolimus due volte al giorno e sono stati osservati per un massimo di 6 mesi.

I segni clinici ed i sintomi sono diminuiti in modo significativo già dopo un mese ed i miglioramenti sono proseguiti, mantenendosi poi stabili per tutto il periodo di osservazione.

Dopo il primo mese, si sono notati netti miglioramenti anche in pazienti che avevano precedentemente ricevuto gocce di ciclosporina 0,1%, altro immunosoppressore.

Prima dell'inizio della terapia con tacrolimus, le papille giganti (segno "classico" di congiuntivite allergica, vedi immagine) erano presenti nell'87,2% dei pazienti. Durante l'ultima osservazione, invece, solo il 15,8% dei pazienti mostrava ancora una condizione di congiuntivite giganto-papillare.

La cheratopatia punctata superficiale, spesso riscontrata nelle forme gravi di congiuntivite allergica, è stata identificata nel 67,8% dei pazienti prima dell'inizio della terapia e solo nel 22,3% dei pazienti al controllo finale.

Effetti collaterali del trattamento: una sensazione di bruciore transitorio è stata riportata dal 3,2% dei pazienti.

 

Fonte: Br J Ophthalmol. 2014; 98 (8): 1023-1027.