E’ già noto da tempo come l’esposizione in età pediatrica a radiazioni sia associato ad un aumentato rischio di tumori.

Tale rischio è tanto piu’ elevato nel bambino che si trova in una fase di rapida evoluzione di crescita. La TAC cerebrale è uno degli esami radiologici piu’ irradianti in assoluto.

In un recentissimo studio pubblicato sul British Medical Journal nel 2013 e condotto su una popolazione pediatrica di 11 milioni di pazienti nati tra il 1985 ed il 2005, questi ragazzi sono stati seguiti fino alla fine del 2007 per un tempo medio di 10 anni. Circa il 6% di questi pazienti aveva eseguito al meno una TAC cerebrale (e già questo dato è elevatissimo).

Nei bambini esposti ad almeno una TAC cerebrale è stato registrato alla fine del follow up un eccesso di 608 tumori rispetto all’atteso (quindi un aumento del rischio di tumore del 24%! )

Conclusioni

- Il rischio di sviluppare un tumore dopo una TAC è significativamente piu’ alto nei primi 5 anni dopo l’esposizione ed aumenta con l’aumentare del numero delle TAC eseguite.

- La sede di esposizione alla radiazione è molto importante: piu’ male di tutte fanno le TAC del torace e dell’addome (aumento del rischio di tumore del 60%), la TAC della pelvi (aumento del rischio di leucemia del 300%) e la TAC del cranio (aumento del rischio di tumori cerebrali del 250%)

È chiaro quindi che al problema dell’irradiazione medica va data maggiore attenzione specialmente in una classe di pazienti quali i bambini: rinunciando a esami tautologici (se non del tutto inutili), ricorrendo, ogniqualvolta sia possibile, a metodiche diagnostiche di immagine alternative non irradianti quali per esempio la RMN, e confrontandoci sempre noi medici clinici con i radiologici

 

Riferimenti bibliografici: Mathews JD et al bmj 2013 may 21; 346: f 2360 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3660619/