Sembra incredibile, eppure a qualcuno la matematica non piace. Al punto da sviluppare una vera e propria reazione d'ansia (in inglese Math Anxiety, MA).

La MA colpisce tutte quelle persone che, per motivi scolastici o professionali, devono confrontarsi quotidianamente con matematica e statistica: chi ne soffre riporta tensione, paura, apprensione e angoscia.

Nel 2012 un gruppo di ricercatori della University of Chicago ha pubblicato un interessante studio di brain imaging basato su un cambione di studenti: il cervello di chi soffriva di MA manifestava reazioni del tutto simili a quelle di chi prova un dolore fisico. In questo caso l'attivazione di tali aree cerebrali non avveniva durante l'esecuzione di una prova matematica: era sufficiente immaginarsi di dover affrontare l'odiato compito, ed ecco le tipiche reazioni di dolore, evidenziate dall'attivazione di aree normalmente convolte nella percezione del dolore (insula dorsale posteriore, corteccia cingolata mediale).

Appare chiaro che soffrire di MA (proprio per le esperienze emotive assimilabili all'anticipazione del dolore fisico) può portare il soggetto ad evitare quando possibile tutto ciò che comporta calcolo, tabelle, ecc.

E' probabilmente da queste premesse che sono partiti gli studiosi della Penn State University. Nell'articolo pubblicato sul Journal of Health Communication gli Autori riportano che le persone con un'intensa ansia per la matematica tendono a sforzarsi il meno possibile nel tentativo di comprendere dati e numeri. Questo determina un progressivo peggioramento nelle abilità matematiche.

Il problema, sottolineano i ricercatori, non riguarda solo gli studenti, ma tutti noi.

La difficoltà a comprendere tabelle e statistica potrebbe infatti avere ripercussioni sulla nostra salute, in quanto abbassa la probabilità che le persone leggano e comprendano, ad esempio, i dati riguardanti i cibi geneticamente modificati. Altro dato interessante: i partecipanti a questo studio riportano una maggiore attenzione e considerazione verso statistiche presentate nel testo rispetto a quelle rappresentate nei grafici. Essi quindi ritengono maggiormente persuasivo il messaggio contenuto nel testo.

Secondo gli Autori una buona preparazione matematica potrebbe aiutare le persone ad avvicinarsi maggiormente alle statistiche relative ai fattori di rischio per la salute. Oltre all'apprendimento, andrebbero anche implementate strategie per comunicare e gestire l'ansia legata alla performance.

Un approccio meno ansioso alle statistiche ed ai grafici potrebbe aiutare le persone a prendere decisioni in modo sicuro ed informato. Questo dovrebbe convincerci ad affrontare più serenamente il mondo dei numeri.

D'altra parte, se chi si occupa di informazione sanitaria scrivesse in modo più comprensibile forse le persone sarebbero anche invogliate a visitare i siti istituzionali. Non sempre le tabelle sono fondamentali. O no?

 

FONTE: Journal of Health Communication