Tutto sul colesterolo

colesterolo

Cos'è il COLESTEROLO: il colesterolo è un alcol secondario, monovalente, insaturo, appartenente alla famiglia degli steroli,una molecola lipidica (di grasso) indispensabile a garantire il buon funzionamento dell'organismo. Svolge un ruolo essenziale nella costruzione delle membrane cellulari, nella produzione di ormoni e della vitamina D.

E' una sostanza vitale prodotta in parte dall'organismo stesso (colesterolo endogeno) e in parte introdotta nell'organismo (colesterolo esogeno) attraverso l'alimentazione. Se accumulato e, quindi in eccesso, può diventare un nemico difficile da combattere.

In Italia oltre la metà delle persone adulte hanno livelli di colesterolo elevato e ciò rappresenta il primo fattore di rischio cardio-vascolare. Spesso il problema non viene affrontato nell'immediato perché l’aumento di questo grasso non si manifesta con sintomi diretti, tuttavia è facilmente controllabile con le normali analisi del sangue. Il controllo e la prevenzione sono fondamentali, sin dall’adolescenza.

 

TUTTO SUL COLESTEROLO

 

ARGOMENTI TRATTATI

 

 

Alimentazione e colesterolo

Da recenti studi è emerso che sempre di più i giovani vanno incontro a questo rischio, soprattutto se in sovrappeso od obesi e, poiché prevenire è meglio che curare, è opportuno intervenire in tempo sullo stile di vita:

- Un'alimentazione sana ed equilibrata, associata all'attività fisica, può preservare da questo problema. La dieta deve sempre essere adeguata, ovvero in diretto rapporto con le diverse condizioni fisiche della persona. Per tenere sotto controllo i valori di colesterolo basta seguire alcune regole alimentari, limitando gli alimenti che contengono un alto tasso di colesterolo: affettati, carne, formaggi, latticini ricchi di grassi, dolci che contengono una grande quantità di acidi grassi saturi; altrettanto importante è utilizzare l’olio extravergine d’oliva al posto del burro e consumare alimenti ricchi di acidi grassi Omega3, come salmone, aringa, sgombro e tonno, e noci. Va bene consumare alimenti ricchi di fibre che contribuiscono a ridurre il tasso di colesterolo nel sangue.

  • Le lipoproteine (o lipoprotidi) sono macromolecole derivanti dalla combinazione di una proteina con lipidi di varia natura: colesterolo, fosfolipidi e trigliceridi. Le sostanze grasse, insolubili in ambiente acquoso, possono infatti essere trasportate nel sangue soltanto se legate a specifiche lipoproteine. Le più conosciute sono VLDL, LDL, HDL. Le lipoproteine VLDL ( very low density lipoproteins) sono lipoproteine a densità molto bassa, le lipoproteine LDL sono a bassa densità (Low density lipoprotein) e le HDL sono lipoproteine ad alta densità (high density lipoproteins). Ognuna di queste lipoproteine ricopre ruoli diversi:
  • VLDL: hanno il compito di trasferire trigliceridi dal fegato ai tessuti; in particolare, dopo essere state sintetizzate nel fegato, vengono riversate nel circolo ematico e cedute soprattutto al tessuto muscolare e a quello adiposo.
  • LDL ed HDL: trasportano il colesterolo nel circolo sanguigno. Mentre le LDL hanno lo scopo di cederlo ai tessuti, le HDL sono deputate alla rimozione del colesterolo presente in eccesso nel plasma. La densità a cui si fa riferimento è legata al loro contenuto lipidico. In particolare la densità è tanto più bassa quanto maggiori sono i trigliceridi racchiusi all'interno della particella. Ne deriva che: le VLDL sono lipoproteine ad alto contenuto in trigliceridi, le LDL sono lipoproteine a basso contenuto in trigliceridi e le HDL sono lipoproteine estremamente povere di trigliceridi.
  • E' certamente utile conoscere quali sono gli alimenti che contengono colesterolo e in che percentuale. In ogni categoria di alimenti ne esistono alcuni da evitare, altri da limitare, altri ancora da preferire. Più precisamente:
  • SALUMI: concessi solo quelli magri;
  • FORMAGGI: concessi solo quelli freschi;
  • LATTICINI: solo quelli magri;
  • DOLCI: evitare quelli a base di latte, panna, burro, uova;
  • CIBI CUCINATI: evitare piatti e condimenti elaborati e fritti.

In conclusione affettati, carne, formaggi, latticini ricchi di grassi e dolci contengono una grande quantità di acidi grassi saturi che fanno decollare il tasso di colesterolo. Utile è eliminare il burro e sostituirlo con olio di oliva e arricchire la dieta con pesci ricchi di Omega 3, come il pesce azzurro in particolare salmone, aringa, sgombro e tonno.

Le fibre, contenute in alimenti quali verdura, legumi, frutta e cereali, possono essere assunte anche tramite integratori. Tutto ciò contribuisce a ridurre il tasso di colesterolo nel sangue. Gli alimenti vegetali sono al primo posto in una dieta anticolesterolo: sono, infatti, privi di colesterolo e grassi. Se anche contengono un po’ di grassi, si tratta di acidi grassi insaturi, preziosi per l’organismo.

Importante è anche scegliere la giusta modalità di cottura: preferire la cucina alla griglia, al vapore, al forno ed evitare i cibi fritti, scegliendo sempre il menu più sano quando si deve mangiare fuori casa. Evitare anche il consumo di cibi precotti.

 

Colesterolo buono e cattivo

In realtà il colesterolo è uno solo, quello che cambia è chi lo trasporta nel sangue e il fatto che lo depositi o meno sulle pareti delle arterie. Le lipoproteine a bassa densità (LDL) sono chiamate colesterolo cattivo. Le lipoproteine ad alta densità (HDL) sono chiamate colesterolo buono.

Le LDL sono fondamentali per distribuire il colesterolo alle cellule ma, se in eccesso, possono andare incontro a modificazioni strutturali e depositarsi sulle pareti dei grossi vasi arteriosi. Ciò produce degli svantaggi come ostacolare il flusso sanguigno, ridurre l'elasticità delle pareti delle arterie e favorire la formazione di trombi (masse solide che si formano durante il processo di coagulazione del sangue).

Dunque le LDL, chiamate colesterolo cattivo, sono pericolose soltanto quando si trovano in eccesso e quando vengono ossidate. In situazioni normali sono invece indispensabili per la buona salute dell'organismo.

Le HDL, al contrario, vengono chiamate colesterolo buono, poiché sono in grado di raccogliere l'eccesso di colesterolo e riportarlo al fegato. Da qui verrà riversato nell'intestino ed in parte espulso con le feci.

Le LDL possono essere presenti in eccesso a causa di un forte consumo di alimenti ad alto contenuto di colesterolo.

 

Prima di andare avanti è bene spendere quache parola sugli acidi grassi

Gli acidi grassi, costitutivi dei lipidi sono classificati in funzione della catena carboniosa e del numero dei doppi legami; sono definiti “saturi” gli acidi grassi senza doppi legami, “monoinsaturi” e “polinsaturi” se possiedono rispettivamente uno o piu’ doppi legami, sono i componenti comuni e fondamentali dei lipidi.

Gli acidi grassi in natura non si presentano quasi mai in forma libera, ma sono sempre legati per formare lipidi semplici o composti, distinguendosi in grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi. Gli acidi grassi saturi hanno due caratteristiche negative: tendono a depositarsi con più facilità sulle pareti delle arterie e ad aumentare il livello di colesterolo nel sangue.

Gli acidi grassi polinsaturi provocano un abbassamento del livello di colesterolo nel sangue e lo rendono più fluido. I più noti sono gli omega-3, omega-6 e gli omega-9. A tal riguardo, vediamo quali sono le proprietà benefiche del pesce.

Il pesce contiene molti principi nutritivi ed è ricco di acidi grassi polinsaturi, in particolare i grassi omega-3 ed omega-6. Gli omega 3, presenti nel pesce crudo, sono utili nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Andrebbe consumato almeno 4-5 volte la settimana. E' un alimento magro: il pesce più grasso è comunque da preferire alla carne magra. Ottimo è il consumo del pesce azzurro, del salmone, del pesce spada e del tonno.

Attraverso una semplice analisi del sangue si possono conoscere i livelli del colesterolo totale, HDL e LDL. Il colesterolo totale è la somma di HDL + LDL + VLDL (VLDL = TRIGLICERIDI/5) delle concentrazioni nel sangue del colesterolo HDL e LDL.

Inoltre, si deve tenere presente la quantità di colesterolo HDL, che è invece un fattore protettivo.

 

Valori normali

- Colesterolo totale, fino a 220mg/dl (fino a 240mg/dl oltre i 50 anni);
- HDL, da 40 a 80 mg/dl negli uomini adulti e da 50 a 60 mg/dl nelle donne;
- LDL, da 70 A 180 mg/dl.

E' più preoccupante un basso livello di colesterolo HDL che un alto livello di colesterolo totale.

Per conoscere il rapporto tra colesterolo totale e colesterolo HDL basta dividere il colesterolo totale per il valore del colesterolo HDL. Un rapporto compreso tra 4 e 5 non rappresenta un fattore di rischio per la malattia coronarica. Riassumendo: l'indice di rischio cardiovascolare è il rapporto fra colesterolo totale e colesterolo buono HDL.

 

Quando preoccuparsi?

Quando i valori di colesterolo “cattivo” sono troppo alti perché, in tal caso, c'è la possibilità che nel sangue si formino dei coaguli che portano via via ad ostacolare il corretto scorrere del sangue, con conseguente possibilità di avere degli infarti e disturbi cardiaci di vario genere.

Le uova sono un alimento prezioso, contengono ferro, calcio, vitamina A, E, D, B6, B12, iodio e minerali. Nel tuorlo di un uovo si concentrano circa 250 mg. di colesterolo, mentre esso è assente nell'albume, che è a sua volta ricco di proteine. Quindi, le uova devono essere presenti nella nostra dieta, ma nella giusta misura (mediamente si consiglia il consumo di 2 uova settimanali in soggetti sani adulti). Evitarne il consumo nell'eventualità si abbia il colesterolo un po' alto.

ll termine iperlipidemia indica un generico aumento dei livelli di uno o più grassi (o lipidi) nel sangue.

L' apolipoproteina B è la principale componente proteica della lipoproteina a bassa densità (LDL o colesterolo "cattivo"), che ha il compito di trasportare il colesterolo ai tessuti. I valori dell'apolipoproteina B, unitamente a quelli di altri indicatori ematici, permettono di quantificare il rischio di avere malattie arterio-coronariche. I livelli di apolipoproteina B vengono spesso considerati in relazione a quelli di apoliporoteina A1 (che caratterizza il colesterolo HDL o colesterolo "buono").

I trigliceridi sono lipidi formati per esterificazione del glicerolo con 3 molecole di acidi grassi. Si distinguono trigliceridi semplici (nei quali il glicerolo e’ esterificato con 3 molecole dello stesso acido grasso) e misti (contenenti 2 o 3 acidi grassi diversi).Rappresentano la principale forma di deposito lipidico nelle cellule animali. Anch’essi sono trasportati nel sangue sotto forma di lipoproteine.

Nel nostro organismo i trigliceridi rappresentano i principali componenti del tessuto adiposo, svolgendo una funzione energetica di riserva. Con il termine trigliceridemia si intende la quota di trigliceridi presente nel sangue, che è compresa tra valori di 40 – 170 mg/dl in situazione di normalità. Se si riscontrano valori superiori, aumenta considerevolmente il rischio di malattie cardiovascolari come angina, infarto ed aterosclerosi. La dieta per i trigliceridi ha molto in comune con quella per il colesterolo. E' essenziale mantenere il peso forma riducendo l'apporto di cibo e avere quindi un buon rapporto tra calorie e consumo di energie. Va bene un largo consumo di verdure, fibre, pesce. Inoltre è indispensabile cercare di ridurre drasticamente il consumo dell'alcool.

L’ipercolesterolemia familiare (dall’inglese FH “Familial Hypercholesterolemia”) è una malattia ereditaria assai frequente, caratterizzata dal difetto di un singolo gene, il gene del recettore LDL (LDL-R). La trasmissione della malattia e’ di tipo autosomico codominante. Può colpire indifferentemente maschi e femmine ed è presente fin dalla nascita.

La malattia può presentarsi in forma lieve (FH eterozigote), quando un solo gene è difettoso ed il numero di recettori è ridotto del 50%; in forma più grave (FH omozigote), quando entrambi i geni sono difettosi ed il recettore non viene praticamente prodotto.

Il colesterolo basso o ipocolesterolemia è un disordine metabolico caratterizzato da basse concentrazioni di colesterolo nel sangue. Si parla di ipocolesterolemia quando i livelli di colesterolo nel sangue scendono al di sotto dei 120 mg/dl. Tra le cause ricordiamo l'ipertiroidismo (iperattività della tiroide), le malattie epatiche (cirrosi, epatiti e insufficienza epatica), la celiachia (intolleranza al glutine), le leucemie ed alcuni tumori (come quello al cervello), la sindrome di SMITH-LEMLI-OPITZ (SLOS), alcune rare malattie genetiche come l’abetalipoproteinemia e l’ipobetaproteinemia, l’ipocolesterolemia falsa o iatrogena o da farmaco (per es. uso di statine) e la malnutrizione.

 

Colesterolemia: la quantità di colesterolo presente nel sangue

Nell'adulto si attesta mediamente tra i 120 ed i 220 mg/dl. Quando i valori superano quelli ritenuti normali si parla di ipercolesterolemia.

La sintesi del colesterolo si svolge soprattutto a livello epatico, ma sono coinvolti anche altri numerosi organi (surrene, testicolo, aorta ecc.). Il colesterolo viene invece eliminato con la bile, trasformato in acidi biliari e poi in sali biliari. Bisogna sottolineare che la quantità di colesterolo contenuta nei cibi non è determinante ( il 75% circa del colesterolo è infatti sintetizzato all'interno dell'organismo). Un fattore che influenza la sintesi di colesterolo è invece la qualità dei grassi che si assumono con la dieta.

L'indice di aterogenicità degli alimenti è un parametro messo a punto per quantificare la capacità dei singoli cibi di promuovere la crescita delle placche aterosclerotiche all'interno delle arterie. Il potere aterogeno di un alimento non dipende soltanto dal contenuto in colesterolo, ma anche e soprattutto dalla ricchezza in grassi saturi. L'aterogenicità di un alimento dipende soprattutto dalla concomitante presenza di elevate quantità di colesterolo ed acidi grassi saturi, ed in particolare dalla concentrazione di questi ultimi.

 

Conversione colesterolo da "mg/dl" a "mmol/L"

Sappiamo che i valori del colesterolo sono di solito indicate come milligrammi per decilitro di sangue (mg / dL). L'unità di misura mmol/L rappresenta lo standard di riferimento a livello internazionale, l'unità scientifica comune in Europa e nel resto del mondo. Se i valori di colesterolo sono molto bassi (1-7), il tecnico di laboratorio userà il millimol unità per litro (mmol / L). Mmol / L resta attualmente l'unità di misura più usata. Per convertire le unità di misura si deve moltiplicare ciascun valore di misurazione per il fattore di conversione corrispondente.

 

Indice di aterogenicità del plasma

L'indice di aterogenicità del plasma (AIP) è un parametro predittivo di rischio cardiovascolare, specie in alcune categorie di pazienti (è stato studiato soprattutto nei diabetici): più semplicemente, per prevedere la possibilità di rischio cardiovascolare. I valori di trigliceridi e colesterolo HDL sono espressi in mmoli/L; per operare la conversione da mg/dL a mmol/L, o viceversa, si utilizza un modulo di calcolo.

 

Calcolo colesterolo LDL ideale

Il colesterolo LDL è un importantissimo segnale del rischio cardiovascolare.

Alcuni laboratori rilevano esclusivamente la concentrazione plasmatica di colesterolo totale, colesterolo HDL e trigliceridi, calcolando poi il colesterolo LDL attraverso la semplice formula di Friedwald:

Colesterolo LDL = colesterolo totale - (colesterolo HDL + (trigliceridemia/5)): tutto avviene rapidamente, in base a moduli di calcoli predefiniti.

 

Attività fisica per abbassare il colesterolo

E’ scientificamente dimostrato che una regolare attività fisica contribuisce direttamente a ridurre il colesterolo e i trigliceridi, aumentando quello che viene chiamato il colesterolo buono. I migliori esercizi per abbassare il colesterolo sono quelli aerobici: camminare a passo svelto, correre, fare nuoto o andare in bicicletta. E' normale che si procederà per gradi: prima la camminata, poi un passo più svelto, infine la corsa. Affinché questi esercizi risultino efficaci è importante praticarli costantemente. Basta dedicare almeno 40 minuti per 3 volte a settimana.

 

Aumentare il colesterolo HDL

Come abbiamo accennato sopra, i grassi polinsaturi e monoinsaturi sono molto utili per aumentare il colesterolo buono (HDL). Alimenti grassi ricchi di polinsaturi (ad esempio il salmone) e monoinsaturi (come le olive) sono ottimi per il controllo del colesterolo. I grassi idrogenati (grassi trans) causano un aumento del colesterolo cattivo per cui è bene eliminarli completamente dalla dieta.

Come già accennato, per aumentare il colesterolo buono (HDL) è estremamente utile praticare una regolare attività fisica. E' chiaro che i risultati si avranno nelle persone che normalmente svolgono una vita sedentaria. Un altro aiutino lo possiamo trovare in alcuni prodotti oggi presenti sul mercato, come gli yogurt ritenuti anticolesterolo per la presenza di fitosteroli, sostanze di origine vegetale con la proprietà di ridurre l'assorbimento intestinale del colesterolo. Quando non si riesce a riportare i valori HDL alla normalità non resta che la terapia farmacologica.

Le noci sono considerate un toccasana per il cuore e per le arterie e aiutano a correggere la sindrome metabolica. Le loro proprietà benefiche sono riconosciute da sempre: combattono i danni causati dalle infiammazioni e dalle reazioni ossidative dovuta al circolo dei grassi e preservano elasticità e flessibilità alle arterie. Il frutto della noce contiene i grassi omega-3 e si dice che "pulisce" le arterie. E' bene consumare poche noci al giorno, senza esagerare perché, avendo un alto contenuto calorico, possono causare un aumento di peso.

 

Trasporto inverso del colesterolo

Il trasporto inverso del colesterolo (RCT: reverse cholesterol transport) è quel processo con cui il colesterolo viene rimosso dai tessuti periferici, incorporato nelle lipoproteine HDL e successivamente trasportato al fegato per l'escrezione biliare.

Le cellule periferiche, come tutte le cellule non intestinali od epatiche, non sono in grado di distruggere il colesterolo in eccesso; perciò, è essenziale la presenza di un meccanismo dedicato alla rimozione del colesterolo dalle cellule. Questo meccanismo, che ha lo scopo di recuperare a livello epatico il colesterolo periferico in eccesso, è detto "trasporto inverso del colesterolo".

 

Colesterolo e ciclo mestruale

Gli ormoni femminili influenzano i livelli di colesterolo e trigliceridi. Durante il ciclo mestruale, i valori di colesterolo variano in base ai fisiologici mutamenti dei tassi plasmatici di estradiolo e progesterone. Di conseguenza, è importante valutare anche la fase del ciclo mestruale in cui ci si sottopone ai test di colesterolemia e trigliceridemia.

Solitamente, i livelli di colesterolo aumentano durante la prima metà del ciclo mestruale e diminuiscono nella fase luteinica. Più precisamente, i crescenti livelli di estrogeni nella prima metà del ciclo mestruale portano un graduale incremento delle lipoproteine HDL (colesterolo buono), che raggiungono il massimo nel momento dell'ovulazione. Il colesterolo totale, colesterolo LDL e trigliceridi invece tendono a diminuire con l'aumentare dei livelli estrogenici. Le donne in età fertile quindi devono prestare attenzione quando pensano di fare i prelievi del sangue: i valori del colesterolo e dei trigliceridi durante le fasi del ciclo mestruale subiscono una variazione minima ma sufficiente a determinare un'oscillazione del valore intorno agli indicatori di normalità.

 

Colesterolo in gravidanza

Dopo una prima riduzione, il tasso di colesterolo nel sangue aumenta leggermente durante le prime otto settimane di gravidanza, per crescere sensibilmente a partire dal quarto mese. I livelli massimi di colesterolo si raggiungono intorno all'ottavo mese e rimangono elevati durante gli ultimi mesi di gestazione. Il colesterolo è essenziale sia per la salute della mamma che per quella del feto. L'organismo in formazione, infatti, per svilupparsi correttamente, soprattutto a livello nervoso, ha un forte bisogno di colesterolo.

 

Colesterolo e pillola anticoncezionale

L'uso della pillola può influenzare i valori di colesterolo nel sangue, a seconda del tipo assunto. Le pillole anticoncezionali che hanno un contenuto maggiore di estrogeni possono migliorare la situazione lipidemica della donna, può invece peggiorare se si fa uso di pillole a base di soli progestinici. Va detto comunque, che queste modifiche sono piuttosto lievi e non influenzano lo stato generale di salute della paziente.

 

Colesterolo endogeno

La maggior parte del colesterolo presente nel corpo umano viene prodotto all'interno dell'organismo (colesterolo endogeno). I livelli di colesterolo prodotti direttamente dal corpo umano sono legati a quelli di origine alimentare (colesterolo esogeno). Esiste una relazione inversamente proporzionale: quando il colesterolo esogeno diminuisce si riscontra un conseguente aumento del colesterolo endogeno, volto a compensare la situazione organica.

 

Funzioni del colesterolo

A questo punto cerchiamo di riassumere le funzioni del colesterolo. Abbiamo già detto che il colesterolo svolge nell’essere umano delle funzioni di primaria importanza per la sua stessa sopravvivenza. Più precisamente diciamo che il colesterolo contribuisce alla normale formazione e riparazione delle membrane cellulari, permettendo il passaggio di tutte le sostanze che hanno il compito di rendere possibile il regolare svolgimento di procedimenti fisiologici. Il colesterolo è precursore (cioè interviene nel processo di sintesi) della vitamina D e di alcune categorie di ormoni, steroidei e sessuali, come androgeni, testosterone, estrogeni e progesterone. Assume inoltre un ruolo fondamentale nella corretta formazione del feto nel grembo materno.

Ipercolesterolemia poligenica: è una malattia derivante da un insieme di fattori ambientali (dieta ad alto contenuto di grassi saturi e inattività fisica) che agiscono in presenza di fattori genetici predisponenti; i deficit genetici alterano la capacità dell'organismo di compensare in modo adeguato l'eccesso lipidico della dieta (causa conseguente è l'aumento della colesterolemia).

 

Assorbimento del colesterolo

L'assorbimento del colesterolo alimentare avviene a livello dell'intestino tenue, soprattutto nel duodeno e nel digiuno. Del colesterolo che introduciamo ogni giorno con gli alimenti, ne viene assorbito soltanto il 50% percentuale che varia in base alle riserve di esso presenti nell'organismo; più alte sono le riserve di colesterolo nel sangue, tanto minore sarà l'assorbimento. Al colesterolo proveniente dagli alimenti si unisce quella contenuta nella bile. L'organismo assorbe la metà di tutto il colesterolo mentre la parte rimanente viene eliminata con le feci.

 

F.A.Q. o domande frequenti sul colesterolo

  • E' vero che gli alimenti integrali aiutano ad abbassare il livello di colesterolo?

Certo, gli alimenti integrali contengono fibra solubile, aiutano a riportare a livelli normali il tasso di colesterolo e svolgono azione di protezione per il cuore (riduzione rischio infarto).

 

  • Quanto incide lo stress sull'aumento del colesterolo cattivo?

Lo stress è indubbiamente un fattore di rischio e incide soprattutto indirettamente, condizionando l’individuo nella scelta di cibi piu’ calorici e ricchi di grassi. Si può migliorare la condizione di stress con una rilassante attività fisica.

 

  • E' opportuno eliminare il vino dalle nostre tavole?

Niente affatto. Un buon bicchiere di vino rosso ai pasti svolge un'ottima azione antiossidante. Bere vino sì, ma con parsimonia!

 

  • Si può ricorrere agli integratori alimentare?

Tutti gli integratori, ovviamente, possono risultare utili soltanto se assunti nel contesto di un regime alimentare equilibrato e consigliati sempre dal medico.

 

Cosa sono le statine?

Le statine sono dei farmaci che riducono il livello di colesterolo nel sangue inibendo con meccanismo competitivo l’HMG-CoA-REDUCTASE (Idrossimetilglutaril-Coenzima A Riduttasi), enzima capace di regolare la velocita’ di sintesi del colesterolo endogeno. Inoltre le statine rallentano la progressione dell'aterosclerosi. E' chiaro che le statine, come tutti i farmaci, possono essere assunti solo dietro prescrizione medica!

 

 

Revisione scientifica

Dr. Serafino Marcolongo, Dietologo.

Articolo pubblicato il 24/11/2011

 

 

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