Vestibulodinia: stesse cause sia “prima” che “dopo”

Dr. Marcello SergioData pubblicazione: 20 gennaio 2014

Per vestibulodinia si intende una condizione di dolore localizzata a livello vulvare, in corrispondenza delle ghiandole di Bartolino e Skene, con presenza di bruciore, irritazione con i rapporti sessuali, utilizzo di pantaloni stretti o in concomitanza con attività come andare in bicicletta o a cavallo o stando seduti per molto tempo.

Uno studio pubblicato recentemente sulla rivista Obstetrics & Gynecology ha evidenziato che le cause della vestibulodinia sono molto simili sia in età premenopausale che postmenopausale.

In quest’ultima fase, spesso il problema viene sottovalutato perchè la donna in menopausa è restia a parlarne. In entrambe i casi si verifica una infiammazione cronica più pronunciata con infiltrazione di mastociti. Nelle donne in menopausa i sintomi erano correlati ad una riduzione degli estrogeni.

La vestibulodina deve essere differenziata nella diagnosi rispetto alla dermatite da contatto o varie malattie della pelle come lichen sclerosus o lichen planus. La vaginite da Candida è molto meno comune nelle donne in postmenopausa e la vaginosi batterica di solito non causa dolore o bruciore. Non esiste un test diagnostico per la vestibulodinia: spesso la diagnosi può essere fatta dimostrando la presenza di dolore agli osti delle ghiandole vestibolari minori utilizzando il "test Q-tip" ed escludendo altre possibili cause.

Alcuni precedenti studi istopatologici hanno dimostrato una proliferazione delle fibre nervose nocicettive in biopsie eseguite su donne che presentavano questa condizione.

È stato teorizzato che l'infiammazione cronica di qualsiasi eziologia causa una proliferazione di cellule infiammatorie e dei mastociti, che a sua volta stimola i neuroni nocicettivi a proliferare.

Gli autori hanno evidenziato che bassi livelli di estrogeni sono associati con una maggiore risposta linfocitaria e infiltrazione di mastociti.

Ciò significa che l'atrofia vulvare può predisporre una donna alla vestibulodinia. Purtroppo, una volta che le fibre nervose nocicettive si siano moltiplicate, la terapia con estrogeni non sarà in grado di invertire il processo. Tuttavia, una terapia estrogenica  può invertire l'atrofia vulvare, rendendo la vulva meno suscettibile a quei fattori che possono portare alla vestibulodinia.

 

Fonte: Histopathology of vestibulodinia in pre e post-menopause

Autore

marcellosergio
Dr. Marcello Sergio Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1988 presso la Sapienza roma.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 40414.

2 commenti

#1
Dr. Luigi Stella
Dr. Luigi Stella

La condizione ben descritta è riferibile alla vestibulite vulvare che vede come etiologia primaria uno stato infiammatorio cronico e/o allergico con iperalgesia secondaria.
La vulvovestibulodinia con iperalgesia primaria e dolore pelvico cronico ha cause neuropatiche primarie e può insorgere in ogni periodo della vita.
Sia che l'iperalgesia sia primaria o secondaria una volta instaurata
è e rimane una patologia neuropatica che può trovare sollievo con l'impiego dei farmaci attivi su tale tipo di dolore: antiepilettici e antidepressivi. Questo tipo di patologia ha l'equivalente nel sesso maschile e può presentare le stesse cause.
Sia le forme di iperalgesia primaria che secondaria sono suscettibili di forti interferenze con lo stato dell'umore e l'ansia e tutte quelle condizioni che inibiscono le vie discendenti inibitorie che hanno come neurotrasmettitori la serotonina e la noradrenalina.

#2
Dr. Marcello Sergio
Dr. Marcello Sergio

Grazie per la compiuta precisazione sulla quale mi trovo perfettamente d' accordo. Lo studio pone l' accento sulle basi istologiche del problema e sui risvolti terapeutici, specie in postmenopausa



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