alimentazione

Una spremuta d'arancia al giorno migliora la memoria e potenzia il cervello

Dr.ssa Vincenza De FalcoData pubblicazione: 19 maggio 2015Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2021

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Per migliorare la nostra memoria e potenziare le capacità del nostro cervello, ci vuole una spremuta d’arancia al giorno: specialmente se abbiamo superato una certà età, dopo gli "anta", il succo di questo frutto potrebbe apportare molti benefici sia agli uomini che alle donne.

I benefici del succo d'arancia

È quello che sostiene un recente studio, pubblicato sulla rivista scientifica American Journal of Clinical Nutrition, effettuato su un piccolo gruppo di soggetti sani, 24 donne e 13 uomini di età compresa tra 60 e gli 81 anni, che hanno bevuto ogni giorno 500 ml di succo di arancia per un periodo di 8 settimane.

Alla fine di questo periodo sono stati sottoposti a dei test da cui è risultato un notevole miglioramento, esattamente dell’8%, della memoria, del tempo di reazione e della fluidità verbale.

spremuta arancia

Anche se ancora non è stato capito l’esatto meccanismo con cui le sostanze contenute nella spremuta d'arancia possano migliorare l'efficienza cerebrale, gli autori di questa ricerca pensano che i flavonoidi contenuti nelle arance agiscano sull’ippocampo, una struttura del cervello deputata all’apprendimento e alla memoria, migliorando il flusso sanguigno, proteggendo i neuroni dai danni di tipo ossidativo e aumentando l’efficienza con cui i neuroni trasmettono i segnali.

I ricercatori non raccomandano di bere necessariamente proprio 500 ml di spremuta d'arancia ogni giorno, ma sostengono che, incrementando l’apporto giornaliero delle sostanze contenute nel succo di arancia nella dieta quotidiana, è possibile migliorare le funzioni cerebrali.

Il dott. Daniel Lampert, della Università di Reading, uno degli autori dello studio, sostiene che:

“La popolazione sta rapidamente invecchiando in tutto il mondo. Le stime indicano che entro il 2100 triplicherà il numero di persone di età superiore ai sessanta anni. È quindi imperativo che ci impegniamo per trovare metodi semplici e convenienti per migliorare le funzioni cognitive in età avanzata.

Questo nuovo studio è il primo che abbia dimostrato pur se su un numero veramente esiguo di soggetti, che bere regolarmente succo d’arancia potrebbe migliorare le nostre prestazioni cerebrali. Piccole modifiche facilmente attuabili alla nostra dieta quotidiana, come mangiare frutta e verdura ricche di flavonoidi, hanno il potenziale di apportare benefici al nostro cervello.

Sappiamo che la gente trova difficile sostenere grossi cambiamenti nelle loro abitudini dietetiche, ma semplici modifiche sono molto più facili da osservare e mantenere in modo permanente.

Sono necessarie ulteriori ricerche sugli effetti positivi dei flavonoidi in ambito cerebrale, tuttavia questa è una scoperta importante che conferma ancora una volta che gli alimenti ricchi di flavonoidi possono svolgere un ruolo importante nella lotta contro il declino cognitivo in età avanzata”

Non solo la spremuta d'arancia fa bene

Questa notizia sottolinea la necessità di ricordare come e quanto l’alimentazione possa essere un fattore determinante per raggiungere e mantenere un buono stato di salute.

Mangiare in modo corretto, scegliere tipi di alimenti che ci fanno bene ogni giorno può essere davvero molto importante per rimanere sani e aiutarci anche a risolvere qualche disturbo e migliorare le nostre prestazioni.

L’alimentazione è molto importante anche per la salute del nostro cervello in particolare.

In particolare per le donne che si avvicinano o sono già in menopausa mangiare bene è importante e può aiutare a evitare molti problemi che possono insorgere in questa fase della vita, come le malattie cardiovascolari, il cancro, il diabete, l’osteoporosi, il sovrappeso e l’obesità, la perdita di memoria il declino delle funzioni cerebrali, appunto.

Fonte: Orange juice 'improves brain function'


Autore

defalcovincenza
Dr.ssa Vincenza De Falco Ginecologo

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1991 presso università la Sapienza di Roma.
Iscritta all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 43654.

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