coronavirus

Come funziona l'immunità innata e come si può stimolare per contrastare il COVID19?

Prof. Beniamino PalmieriData pubblicazione: 11 dicembre 2020

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Come funziona l'immunità nel caso della pandemia in atto e di quelle prossime future? Per comprenderlo meglio parliamo dei due bracci di cui si compone l'immunità.

Immunità innata

La prima è la immunità innata, quella di cui ci stiamo occupando, la quale da millenni, perfino negli invertebrati (inclusa la drosophila!), consente a tutte le specie viventi di non soccombere alle pandemie. Tale immunità innata è preminentemente cellulare (monociti, macrofagi, cellule dendritiche, neutrofili...), a rapida e potentissima chemiotassi.

Ordinariamente l'immunità innata fa pagare alle specie un prezzo di vita elevato consentendo la selezione degli individui più resistenti che riescono a sopravvivere.

Il nostro comprovato suggerimento strategico è di utilizzare un trigger amplificatore che potenzi a tal punto la immunità innata da ridurre al minimo la mortalità, potenziando al massimo la capacità di interrompere le infezioni pandemiche ai primi stadi, fungendo in primo luogo da impedimento all'ingresso dei virus all'interno dei soggetti infettati.

sicurezza covid immunita

Immunità adottiva

Il secondo braccio della immunità è quella definita "adottiva" che induce - nel giro di 3/4 settimane attraverso il sistema dei linfociti B e T - la produzione di anticorpi che conferiscono perenne protezione nel tempo ma purtroppo sopperiscono tardivamente alla difesa della vita: è il caso dei vaccini prossimi futuri e del modo naturale di divenire resistenti agli agenti patogeni che ci infettano.

I due bracci delle immunità dialogano tra loro, poichè l'immunità innata facilita la risposta anticorpale e la accelera, armonizzandola, quindi non sono in contrapposizione né in antagonismo, intervenendo oltretutto in tempi diversi: tempestivo immediato e potentemente attivo il primo, tardivo e progressivo il secondo

Per il Covid-19 non solo vaccini

Il nostro messaggio scientifico quindi è rivolto ad allertare l'attenzione dei medici e dei caregivers della salute in senso lato ad utilizzare anche questo braccio immunitario (anche per se stessi, vedesi il network Medico Cura Te Stesso), anzichè basarsi esclusivamente sull'utilizzo di vaccini che rischiano, quando resi disponibili sul mercato, di imbattersi in modifiche genetiche del virus, tali da diminuire almeno in parte la loro funzione terapeutica.

Questa lunga premessa è necessaria affinchè si possa recepire il concetto che non esistono ad oggi trials clinici conclusivi (ne abbiamo uno in programma in Brasile perchè ivi il prodotto è registrato, mentre in Italia AIFA ha negato l'autorizzazione allo studio proprio a causa del decadimento della antica registrazione del prodotto Corynebacterium parvum in qualità di immuno-modulante oncologico e microbiologico-virale).

Possiamo però riportare una tabella relativa ad altri trials in corso, basati su richiami vaccinali (anti TBC, anti morbillo, anti-influenza) i quali fungono da vaccinazione surrogata proprio sulla immunità innata.

Più sicurezza anche per il personale sanitario

Il nostro contributo quindi, ha valore di esortazione a dar corso a questa amplificazione di immunità innata, che abbiamo dimostrato essere totalmente safe e (grazie all'autosperimentazione aneddotica di un gruppo di medici), efficace al punto da non permettere l'ingresso del virus e la produzione di anticorpi pur essendo esposti ad alto rischio.

Il messaggio finale è ovviamente indirizzato anche alla nostra personale sicurezza dal rischio di malattia e di morte (per inciso, la totalità dei nostri medici autovaccinati non ha nemmeno prodotto anticorpi pur vivendo ad alto rischio espositivo, il che significa che non è stato permesso l'accesso del virus).

Sottolineiamo che la salvaguardia della vita di medici in Italia non è stata sino ad ora sufficientemente tutelata, come invece accaduto in Cina; infatti incontrando al Policlinico di Modena il capo della delegazione cinese di Wuhan (Dr. Hua Zhou dell'Università di Zhejiang) in visita alle strutture anti-covid, abbiamo avuto conferma che durante l'episodio pandemico gli infettivologi avevano protetto tutti gli addetti alla salute con un vecchio prodotto di una azienda italo-americana (estratto timico) che potenzia appunto l'immunità innata, con il risultato che solo 6 medici sono deceduti nell'intero arco della pandemia.


Autore

beniaminopalmieri
Prof. Beniamino Palmieri Chirurgo generale, Chirurgo maxillo facciale, Chirurgo plastico, Ematologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1972 presso Università di Modena.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Modena tesserino n° 2015.

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