Operatori obbligati alla guerra contro il Covid19 senza protezione: come difendersi con l'astensione

Dr. Antonio ValassinaData pubblicazione: 07 aprile 2020

Questa epidemia verrà ricordata non solo per i morti, l'isolamento a casa e la depressione economica, ma anche per la vera e propria strage di medici in ospedale e sul territorio, infermieri, tecnici, operatori delle ambulanze e farmacisti obbligati ad andare a questa guerra a mani nude, senza dispositivi di protezione individuale o non adeguati.

Come fare per difendersi dagli errori, bugie e pressioni di datori di lavoro che invitano/costringono questi operatori a una malattia annunciata che può sfociare nella morte?

Ritengo indispensabile, pertanto, che i lavoratori della Sanità di ogni ordine e grado sappiano come comportarsi senza ricorrere in ulteriori conseguenze disciplinari o punitive di sorta.

Qui a seguire riprendo l'articolo pubblicato da poterealpopolo.org

 

"Sul posto di lavoro non mi vengono fornite i necessari dispositivi di sicurezza e/o c’è una generale situazione che può mettere in pericolo la salute e la sicurezza di chi lavora.

Che cosa posso fare in questo caso?

 

Di fronte a un contesto che rischia di mettere in pericolo la salute dei lavoratori vogliamo qui riportare, prima di tutto, l’articolo 2087 del codice civile:

Il datore di lavoro è obbligato ad assicurare condizioni di lavoro idonee a garantire la sicurezza delle lavorazioni ed è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

 Inoltre il decreto legislativo n. 81/2008 (TU sulla salute e sicurezza sul lavoro) in particolare all’art. 44 prevede l’astensione per pericolo grave e immediato:

  1. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, si allontana dal posto di lavoro o da una zona pericolosa, non può subire pregiudizio alcuno e deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa.
  1. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave e immediato e nell’impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, prende misure per evitare le conseguenze di tale pericolo, non può subire pregiudizio per tale azione, a meno che non abbia commesso una grave negligenza.

 

 

- Nel caso non dovessero essere presenti le condizioni di sicurezza generali o quelle relative all’emergenza del Covid-19, il lavoratore può astenersi dal lavoro? Come?

 

  1. in caso di rischi per la propria salute e sicurezza è bene astenersi, motivandone esplicitamente le ragioni, da tutti i compiti e le mansioni che possono mettere in pericolo la propria salute e la propria sicurezza, tramita l’1460 c.c. che è la norma con la quale il dipendente può eccepire l’inadempimento del datore di lavoro (mancate misure sicurezza) e metterlo in mora rispetto ai crediti retributivi.

  2. consigliamo ai lavoratori di dichiarare allo stesso tempo che si resta disponibili a lavorare e di restare a disposizione del datore di lavoro per svolgere tutte quelle mansioni che gli competono ma limitatamente a quelle che possono essere svolte in sicurezza (ad esempio: tutte quelle mansioni che possono essere svolte con la garanzia che si rispetti la distanza di sicurezza di almeno un metro; solo quelle mansioni che si svolgono negli ambienti sanificati, ecc…)

  3. consigliamo di rimanere nel proprio posto di lavoro (se questo non mette in pericolo la propria salute e la propria sicurezza) oppure – se ciò non fosse possibile senza porsi sostare in maniera visibile nelle immediate vicinanze. Lo scopo è dimostrare la propria disponibilità a lavorare (qualora ci fossero le condizioni di sicurezza)

  4. consigliamo ai lavoratori di non firmare nessuna dichiarazione fornita dal datore di lavoro o da altri superiori o responsabili

  5. consigliamo ai lavoratori di evitare di affermare – sia “a voce” di fronte a responsabili e datori di lavoro, sia in forma scritta – che ci si sta “rifiutando” di lavorare.
    Per la propria tutela è meglio dichiarare che ci si “astiene”: cioè si è sì disponibili a lavorare, ma per la mancanza di dispositivi e condizioni di sicurezza risulta impossibile svolgere il lavoro.

  6. consigliamo ai lavoratori di provare ad segnarsi/appuntarsi e (nei luoghi di lavoro dove sia possibile/permesso) raccogliere prove fotografiche o video in merito alle carenze e alle mancanze dal punto di vista della salute e della sicurezza

  7. come maggiore tutela trovate qui un modello di autocertificazione da consegnare compilata e firmata al datore di lavoro (o caposquadra, caporeparto, preposto, direttore, responsabile, superiore, ecc…).

Ovviamente per maggiore tutela è necessario conservare una copia per sé oltre a quella consegnata.

 

Se vuoi ricevere altre informazioni o segnalare la tua situazione"

 

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Dalle 11,30 alle 13,00 – 3283965965

Dalle 13,00 alle 15,00 – 3208719037

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Autore

antonio.valassina
Dr. Antonio Valassina Ortopedico, Chirurgo vascolare

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1978 presso Università Cattolica del S. Cuore.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 34117.

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