L'attività fisica aerobica migliora l'asma bronchiale

Dr. Claudio MichelettoData pubblicazione: 20 luglio 2015Ultimo aggiornamento: 08 giugno 2017

L’attività aerobica migliora l’asma bronchiale, anche nei casi più severi.
Lo conferma un recente studio, condotto da un gruppo di ricercatori brasiliani, e pubblicato su Thorax. E’ risaputo che l'attività fisica ha effetti antinfiammatori in molte malattie croniche, ma i benefici dell'allenamento aerobico nei confronti delle principali caratteristiche fisiopatologiche della malattia asmatica, come ad esempio l'infiammazione e l'iperreattività bronchiale, erano sino a questo momento poco conosciuti.

L’asma bronchiale è attualmente definita come una malattia cronica infiammatoria delle vie aeree, caratterizzata da ostruzione bronchiale e da iperreattività bronchiale, associata a ricorrenti episodi di broncospasmo, dispnea, costrizione toracica e tosse.

Generalmente i sintomi sono accentuati dalle attività fisiche quotidiane ed il timore di scatenare l’asma può indurre molti pazienti a condurre una vita sedentaria. Si innesca così un circolo vizioso, che determina una aversione nei confronti dell’attività fisica. A quel punto la difficoltà da sforzo fisico è determinata non solo dall’asma bronchiale, ma anche da uno scadente allenamento.

In alcune precedenti osservazioni si era ipotizzato l’effetto benefico dell’attività fisica, in questo lavoro il gruppo di studio coordinato dal Professor Celso Carvalho dell’Università di San Paolo ha evidenziato gli effetti dell'attività fisica aerobica sull’iperreattività bronchiale, sulle citochine infiammatorie dosate nel siero dei pazienti, sul controllo dei sintomi e sulla qualità di vita usando un questionario specifico.

valutazione otorinolaringoiatricaHanno partecipato allo studio 58 pazienti, affetti da asma persistente da severo a moderato. Successivamente sono stati randomizzati, per cui un gruppo ha eseguito un programma di esercizi di respirazione, mentre il secondo gruppo, oltre ali esercizi di respirazione, è stato sottoposto ad un allenamento aerobico della durata di 12 settimane, con cadenza bisettimanale. L'allenamento era basato su sedute della durata di 35 minuti, divise in 5 minuti di riscaldamento, 25 minuti di allenamento aerobico, 5 minuti di riduzione progressiva del lavoro.
Nel corso del periodo di osservazione in entrambi i gruppi è stato mantenuto il trattamento farmacologico più idoneo alla gravità della malattia, per cui l’allenamento è stato sostanzialmente aggiunto alle consuete cure per l’asma bronchiale.

Al termine dello studio è stato evidenziato che il gruppo di pazienti sottoposto ad allenamento aerobico, rispetto al gruppo di controllo che si limitava a compiere esercizi di respirazione, aveva una significativa riduzione dell'iperreattività bronchiale e dei livelli dei marcatori dell'infiammazione. Inoltre, si evidenziava anche una riduzione delle riacutizzazioni asmatiche e un miglioramento della qualità di vita. Questi risultati suggeriscono che l'aggiunta di un programma di esercizi aerobici alla terapia farmacologica può contribuire a migliorare il controllo dell'asma moderata o grave.

Ovviamente l’entità del lavoro deve essere consigliata dal Medico, un asmatico che da anni non esegue attività fisica non deve riprendere bruscamente, ma con carichi molto progressivi.

Dr. Claudio Micheletto
Direttore UOC di Pneumologia
Ospedale Mater Salutis Legnago (VR)

Autore

claudio.micheletto
Dr. Claudio Micheletto Pneumologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1989 presso UNIVERSITA' DI VERONA.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Verona tesserino n° 5528.

3 commenti

#1
Utente 395XXX
Utente 395XXX

Dottore buogiorno, sono un ragazzo di 28 anni, da quando ne ho 13 soffro di asma da bronchiale, da sforzo e allergica, curata inizialmente solo al bisogno con broncodilatarori e in seguito a una bronchite asmatica all eta di 23 anni con aliflus diskus e broncodilatatori. Premetto che ,sbagliando ,ho fumato per anni sia sigarette che cannabinoidi, circa un mese fa sono dovuto andare in ospedale per crisi respiratoria a causa di lento peggioramente delle mie condizioni, dopo il rilascio e conseguente terapia antibiotica e di farmaci come deltacortene ho deciso di vedere ben due pneumologi in quanto dopo la prima visita non avevo avuto i benefici sperati. Dal primo specialista mi é stato prescritta terapia con klacid deltacortene a scalare e foster, e dal secondo montelukast teva, flutiformo 2 spruzzi mattina sera, medrol a scalare e kestine la sera. Questa é la terapia che sto seguendo tutt'ora e a due settimane dall' inizio trovo ancora dei problemi durante la giornata dovendo ricorrere a volte a broncovaleas. Ho smesso di fumare da ormai piu di un mese, e per lavoro mi sono dovuto trasferire temporaneamente in Australia portandomi dietro scorte dei medicinae sopra elencati. Ho da aggiunge che non faccio attività fisica e che qui il clima é molto caldo e umido per ora con la proapettiva che in due settimana da oggi arriverà la stagione secca. Puo questo fattore portare un cambiamento della mia situazione? Puo l attivita fisica aiutare il mio processo di guarigione? In aggiunta nelle situazioni di stress vado come in agitazione e sintomi di chiusura e di fischi si triplicano creandomi panico. Tra poco iniziero a lavorare e non vorrei trovarmi in quella situazione. Dopo che mangio qualcosa mi sento appena meglio ma com'é possibile? Se mi rispondesse dottore mi farebbe una gentilezza enorme. Un saluto e un ringraziamento in anticipo.

#2
Dr. Claudio Micheletto
Dr. Claudio Micheletto

Buonasera,
posso dirle che la terapia che è stata prescritta è assolutamente corretta. Si trattata di una associazione tra un broncodilatatore e un cortisonico inalatorio, che Lei assume per spray per due volte al giorno, ed un antileucotrienico, che assume per os. Questi farmaci, assunti in contemporanea, controllano la maggior parte delle forme asmatiche. Certamente il fumo fa male a tutti, ma particolarmente ad un asmatico, per cui eviti in assoluto. L'attività fisica fa bene, cerchi tuttavia di riprendere gradualmente, senza arrivare all'iperventilazione. Quello che le serve è una passeggiata prolungata a passo svelto, oppure una corretta senza arrivare alla dispnea, vale a dire la respirazione difficoltosa.
Lo stesso consiglio vale per quelle che Lei chiama le situazioni di stress, cerchi di non iperventilare e controlli il respiro.
Verifichi di usare in modo corretto lo spray, la terapia che sta assumendo è generalmente efficace. Per dare un giudizio più veritiero della sua condizione, in particolare della sua bronco-costrizione, dovrebbe fare una spirometria o almeno misurare quotidianamente il picco di flusso espiratorio.

#3
Utente 395XXX
Utente 395XXX

Dottore buonasera, la ringrazio molto per la sua risposta e per l attenzione al mio caso. Sto preseguendo la terapia ma a distanza di ormai piu di un mese dal suo inizio non trovo quei risultati sperati, ossia la completa guarigione della situazione. Purtroppo mi ritrovo a volte con il respiro ancora affannato sia quando sono a lavoro sia quando sono a "riposo" speravo in un decorso piu veloce invece le cose non sono andate ancora come speravo. Mi chiedo se é solo una questione di tempo oppure se devo fare ulteriori accertamenti. Come le dicevo mi trovo in Australia, molto lontano da casa e non so come comportarmi. Una volta con molto meno e nonostante fumassi riuscivo a tenere queste situazioni sotto controllo. Ora che ho smesso da 2 mesi mi ritrovo paradossalmente a stare peggio. Aspetto sue risposte.

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