Post-quarantena: cosa possiamo fare per i nostri bambini?

Dr.ssa Cristina Di FonzoData pubblicazione: 22 maggio 2020

L'emergenza sanitaria ha costretto tanti bambini di tutte l'età a rinunciare alla scuola, al gioco e al confronto con i pari, a sport e uscite. Questo oltre a rappresentare un carico emotivo e fisico per i genitori, alle prese in tanti casi anche con lo smart working, ha senz'altro destabilizzato i minori, che hanno visto stravolgere le loro abitudini.

famiglia felice

Nei casi migliori i bambini hanno beneficiato di una situazione familiare agiata, che gli ha consentito di vivere in case grandi, con spazi all'aperto, ricche di giochi e strumenti tecnologici che hanno potuto connetterli con il mondo, con la presenza costante di almeno un genitore.

I meno fortunati hanno dovuto vivere in situazioni sicuramente più sacrificate, in alcuni casi al centro di conflitti intrafamiliari inaspriti a causa della situazione altamente stressante e traumatica qual è appunto l'emergenza sanitaria.

In questo articolo ho voluto pensare alle famiglie, e ho pertanto elencato una serie di "consigli" per tutti i genitori su come aiutare in questa seconda fase i bambini, favorendo il loro benessere psico-fisico. Non si vuole sostituire un consulto specialistico, nè esaurire l'argomento che è vasto considerando le tante situazioni specifiche, ma solo offrire spunti di riflessione.

Cosa possiamo fare per i nostri bambini?

  •  Diamo loro una routine!
    Scandire la giornata e creare delle abitudini aiuta a placare l’ansia, a combattere l’apatia e il senso di destabilizzazione dovuto alla situazione, dona stabilità e sicurezza.
     
  • Ascoltiamoli sempre, anche quando non parlano!
    Mettiamoci in ascolto non giudicante, proviamo a capire cosa sentono, cosa tentano anche inconsapevolmente di comunicare. Prestiamo attenzione ai cambiamenti del comportamento che possono essere campanelli d’allarme di un disagio (ad esempio nel sonno, nell’alimentazione, etc.).

  • Aiutiamoli ad esprimere le loro emozioni!
    Evitiamo di dire “non piangere”, “non arrabbiarti”, le emozioni sono utili, tutte! Sono quanto di più prezioso abbiamo per conoscere noi stessi e gli altri. Accogliamo le loro emozioni, così come le nostre, senza giudizio.

  • Siamo sinceri con loro, senza inondarli di informazioni!
    A seconda dell’età, parliamo con loro di ciò che sta accadendo fornendo poche informazioni ma chiare, cercando di trasmettere sempre speranza e tranquillità.

  • Prendiamoci cura di noi!
    I bambini hanno bisogno di adulti quanto più possibile sicuri e sereni, pertanto dobbiamo assumerci la responsabilità del nostro benessere psico-fisico. Loro sentono le nostre paure (e le altre emozioni), ne vengono contagiati e in tanti casi le esprimono al nostro posto. Pertanto chiedere aiuto per gestire l’ansia, un umore altalenante o problemi con il partner è un atto di cura nei confronti di noi stessi e dei nostri figli.

  • Coltiviamo un pensiero positivo!
    Ricordare loro che presto tutto tornerà alla normalità: torneranno a scuola, giocheranno nei parchi, anche al chiuso, incontreranno i parenti e gli amici lontani, riprenderanno quindi anche i viaggi. Incoraggiarli ad avere pazienza, manifestando sempre comprensione e affetto (ad es. “anche mamma ha tanta voglia di incontrare i nonni che vivono al nord, ti capisco sono triste come te, ma sono sicura che presto li incontreremo e saremo tanto felici di riabbracciarci”)

  • Stabiliamo dei confini!
    Regole, poche ma ferme, donano sicurezza e offrono contenimento.

  • Trascorriamo con loro del tempo piacevole!
    Divertiamoci insieme, leggiamo, raccontiamo storie, costruiamo, creiamo...senza interferenze (tv, cellulare, pc, etc). Il tempo da dedicare alla relazione è tempo prezioso, di nutrimento, aiuta a crescere.

  • Abbracciamoli!
    L’affetto va dimostrato con il contatto fisico: “Abbiamo bisogno di 4 abbracci al giorno per sopravvivere. Abbiamo bisogno di 8 abbracci al giorno per sostenerci. Di 12 abbracci al giorno per crescere...” Virginia Satir.

  • Crediamo nelle loro capacità!
    Aiutiamoli a fare da soli...e ci stupiranno. Così faremo in modo che imparino ad essere sempre più autonomi e sicuri di sè.
     
  • Consentiamogli di fare movimento, soprattutto all’aperto!
    I bambini hanno bisogno di correre, saltare, giocare soprattutto nella natura.

  • Favoriamo il più possibile la socializzazione e l’incontro con i coetanei.
    Nel rispetto delle ordinanze, creiamo occasioni di gioco con i pari e di contatto con altri bambini in generale. Anche semplicemente una videochiamata può aiutare un bambino a sentirsi parte di un gruppo, in relazione con altri bimbi.
     
  • Apprezziamoli nella loro unicità!
    Ogni bambino è diverso dall’altro, osserviamo e ascoltiamo attentamente nostro figlio...che è diverso anche da noi genitori e dai bambini che siamo stati! Lui ci darà le risposte.

 

Autore

cristinadifonzo
Dr.ssa Cristina Di Fonzo Psicoterapeuta

Laureata in Psicologia nel 2008 presso La Sapienza di Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Lazio tesserino n° 24951.

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