L'emergenza sanitaria ha costretto tanti bambini di tutte l'età a rinunciare alla scuola, al gioco e al confronto con i pari, a sport e uscite. Questo oltre a rappresentare un carico emotivo e fisico per i genitori, alle prese in tanti casi anche con lo smart working, ha senz'altro destabilizzato i minori, che hanno visto stravolgere le loro abitudini.

famiglia felice

Nei casi migliori i bambini hanno beneficiato di una situazione familiare agiata, che gli ha consentito di vivere in case grandi, con spazi all'aperto, ricche di giochi e strumenti tecnologici che hanno potuto connetterli con il mondo, con la presenza costante di almeno un genitore.

I meno fortunati hanno dovuto vivere in situazioni sicuramente più sacrificate, in alcuni casi al centro di conflitti intrafamiliari inaspriti a causa della situazione altamente stressante e traumatica qual è appunto l'emergenza sanitaria.

In questo articolo ho voluto pensare alle famiglie, e ho pertanto elencato una serie di "consigli" per tutti i genitori su come aiutare in questa seconda fase i bambini, favorendo il loro benessere psico-fisico. Non si vuole sostituire un consulto specialistico, nè esaurire l'argomento che è vasto considerando le tante situazioni specifiche, ma solo offrire spunti di riflessione.

Cosa possiamo fare per i nostri bambini?

  •  Diamo loro una routine!
    Scandire la giornata e creare delle abitudini aiuta a placare l’ansia, a combattere l’apatia e il senso di destabilizzazione dovuto alla situazione, dona stabilità e sicurezza.
     
  • Ascoltiamoli sempre, anche quando non parlano!
    Mettiamoci in ascolto non giudicante, proviamo a capire cosa sentono, cosa tentano anche inconsapevolmente di comunicare. Prestiamo attenzione ai cambiamenti del comportamento che possono essere campanelli d’allarme di un disagio (ad esempio nel sonno, nell’alimentazione, etc.).

  • Aiutiamoli ad esprimere le loro emozioni!
    Evitiamo di dire “non piangere”, “non arrabbiarti”, le emozioni sono utili, tutte! Sono quanto di più prezioso abbiamo per conoscere noi stessi e gli altri. Accogliamo le loro emozioni, così come le nostre, senza giudizio.

  • Siamo sinceri con loro, senza inondarli di informazioni!
    A seconda dell’età, parliamo con loro di ciò che sta accadendo fornendo poche informazioni ma chiare, cercando di trasmettere sempre speranza e tranquillità.

  • Prendiamoci cura di noi!
    I bambini hanno bisogno di adulti quanto più possibile sicuri e sereni, pertanto dobbiamo assumerci la responsabilità del nostro benessere psico-fisico. Loro sentono le nostre paure (e le altre emozioni), ne vengono contagiati e in tanti casi le esprimono al nostro posto. Pertanto chiedere aiuto per gestire l’ansia, un umore altalenante o problemi con il partner è un atto di cura nei confronti di noi stessi e dei nostri figli.

  • Coltiviamo un pensiero positivo!
    Ricordare loro che presto tutto tornerà alla normalità: torneranno a scuola, giocheranno nei parchi, anche al chiuso, incontreranno i parenti e gli amici lontani, riprenderanno quindi anche i viaggi. Incoraggiarli ad avere pazienza, manifestando sempre comprensione e affetto (ad es. “anche mamma ha tanta voglia di incontrare i nonni che vivono al nord, ti capisco sono triste come te, ma sono sicura che presto li incontreremo e saremo tanto felici di riabbracciarci”)

  • Stabiliamo dei confini!
    Regole, poche ma ferme, donano sicurezza e offrono contenimento.

  • Trascorriamo con loro del tempo piacevole!
    Divertiamoci insieme, leggiamo, raccontiamo storie, costruiamo, creiamo...senza interferenze (tv, cellulare, pc, etc). Il tempo da dedicare alla relazione è tempo prezioso, di nutrimento, aiuta a crescere.

  • Abbracciamoli!
    L’affetto va dimostrato con il contatto fisico: “Abbiamo bisogno di 4 abbracci al giorno per sopravvivere. Abbiamo bisogno di 8 abbracci al giorno per sostenerci. Di 12 abbracci al giorno per crescere...” Virginia Satir.

  • Crediamo nelle loro capacità!
    Aiutiamoli a fare da soli...e ci stupiranno. Così faremo in modo che imparino ad essere sempre più autonomi e sicuri di sè.
     
  • Consentiamogli di fare movimento, soprattutto all’aperto!
    I bambini hanno bisogno di correre, saltare, giocare soprattutto nella natura.

  • Favoriamo il più possibile la socializzazione e l’incontro con i coetanei.
    Nel rispetto delle ordinanze, creiamo occasioni di gioco con i pari e di contatto con altri bambini in generale. Anche semplicemente una videochiamata può aiutare un bambino a sentirsi parte di un gruppo, in relazione con altri bimbi.
     
  • Apprezziamoli nella loro unicità!
    Ogni bambino è diverso dall’altro, osserviamo e ascoltiamo attentamente nostro figlio...che è diverso anche da noi genitori e dai bambini che siamo stati! Lui ci darà le risposte.