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Tre passi per una efficace strategia nella diagnosi precoce del carcinoma prostatico

Dr. Alessandro SciarraData pubblicazione: 10 aprile 2021

Una diagnosi precoce del carcinoma prostatico, il tumore più frequente nell'uomo, permette alle nuove terapie chirurgiche (robotica e laparoscopia), di ottenere degli ottimi risultati in termine di cura e di completo recupero funzionale sia sulla continenza che sull'aspetto sessuale. Tutto questo non risuta più possibile in caso di un ritardo nella diagnosi.

Quali controlli periodici effettuare per prevenire il cancro alla prostata

Ecco perché è fondamentale che tutti gli uomini, nella fascia a rischio di sviluppare un cancro alla prostata, dai 50 anni (45 anni se familiarità o altri fattori predisponenti) fino ai 75 anni, eseguano regolarmente e periodicamente 3 passi ormai standardizzati da tutte le linee guida e in funzione nei centri specializzati per la gestione uro-oncologica di questi tumori:

  1. Primo passo: controllo periodico almeno annuale del PSA totale. Non è possibile eseguire una autovalutazione sui range di normalità segnalati dal laboratorio, ma il valore del PSA totale va interpretato dallo specialista in base al suo andamento nel tempo e altre variabili come la presenza di una iperplasia prostatica, età. Un valore inferiore a 4.0 ng/ml può comunque indicare un rischio per tumore prostatico se è presente un progressivo aumento nel tempo. Sono in corso studi per migliorare la performance del PSA totale ad esempio attraverso la determinazione del PSA esosomiale, ma al momento ancora sperimentali.
  2. Secondo passo: se il marcatore indica un sospetto bisogna necessariamente proseguire con il secondo livello eseguendo una moderna risonanza magnetica multiparametrica della prostata. Questo esame radiologico ha completamente sostituito l'ecografia transrettale e rappresenta l'unico strumento radiologico per la diagnosi precoce del tumore prostatico. È necessario eseguire l'esame in centri specializzati ad alto volume che permettano di determinare un punteggio di rischio PIRADS score che indicherà la localizzazione, le dimensioni ed il grado di sospetto di un area all'interno della prostata 
  3. Terzo passo: a conferma del sospetto con il marcatore attraverso la localizzazione e sede con la risonanza magnetica multiparametrica, si dovrà necessariamente procedere a una biopsia prostatica che permetterà di avere una diagnosi di certezza istologica. La biopsia modernamente viene eseguita con alcune tecniche particolari fusione d'immagine fra risonanza ed ecografia, in maniera mirata sulle zone indicate dalla risonanza e con un controllo diretto dell'ago da parte dell'operatore sulla zona da colpire. Rispetto alla vecchia biopsia permette una migliore precisione, minore invasività con un esame ambulatoriale.

Questi 3 passi ormai standardizzati nei centri specializzati permettono una valida diagnosi precoce del carcinoma prostatico con importanti vantaggi per i pazienti.

Autore

alessandro.sciarra
Dr. Alessandro Sciarra Urologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1990 presso Sapienza Universita' DI ROMA.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° -142872.

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