Utente 459XXX
Gentili Dottori,

vi scrivo in quanto il medico che mi ha operato al momento è in ferie è vorrei delle delucidazioni in merito al processo di recupero dopo un intervento di circoncisione. Capisco che un consulto a distanza ha le sue limitazioni, ma spero di poter essere abbastanza chiaro.

Il 30 giugno sono stato sottoposto ad un intervento di circoncisione per una fimosi serrata, sono riuscivo a scoprire il glande né a riposo né in erezione.
A seguito dell'intervento un lembo di pelle è rimasto, quindi col pene a riposo una parte del glande rimane coperta; in erezione tuttavia questa pelle non scorre interamente. Ci sono stati dei gonfiori che per lungo tempo mi hanno impedito di scoprire interamente il glande anche a riposo e quindi - immagino - anche di poter effettuare una buona pulizia della ferita. Questi gonfiori da circa una settimana sono quasi spariti e quindi oggi riesco a scoprire il glande interamente in stato di riposo.
Nel corso di questo mese ho effettuato delle visite di controllo e lo specialista mi ha sempre detto che stava andando tutto bene e che una decina di giorni fa sarei completamente guarito.
Il problema è che sono passati 40 giorni dall'intervento e trovo ancora le garze della medicazione macchiate ad ogni cambio: da tempo non trovo più tracce di sangue "fresco" di colore rosso, ma di un liquido giallo-marroncino. A volte appena alcune macchie, altre volte in modo più consistente.
La terapia che mie era stata prescritta per il post-operatorio prevedeva Agilev per 5 giorni, Flogovis per 10 giorni (ma lo specialista mi ha consigliato di continuare a prenderlo anche nell'ultimo consulto) e il lavaggio della zona con Candinet.
Visto che lo specialista che mi ha operato è andato in ferie e che mi trovo costretto ad affrontare un viaggio prima del suo rientro, tre giorni fa ho parlato col mio medico curante che mi ha suggerito, per provare ad accelerare i tempi di guarigione, di usare Connettivina plus e Calendula Tintura madre per le disinfezioni.

Dopo questo lungo preambolo di cui mi scuso, vorrei chiedervi:

Cosa potrebbero essere queste macchie che trovo sulle medicazioni?
Quanto tempo ancora potrebbe volerci per una completa guarigione?
Il fatto che in erezione la pelle non scorra interamente può indicare la necessità di un nuovo intervento o è possibile che col tempo la situazione migliori?

Capisco di avervi sottoposto tanti quesiti e che non avete il quadro completo vista la mancanza di una visita diretta.
Ma vi ringrazio per ogni indicazione che riuscirete a darmi.
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

generalmente nell'arco di 30 - 60 giorni anche eventuali edemi post-chirurgici tendono a sparire e a risolversi spontaneamente.

Alle altre questioni poste purtroppo, per avere una risposta corretta e mirata, bisogna avere sotto i propri occhi la sua particolare situazione post-chirurgica.

Bene ora, appena possibile, risentire in diretta il suo urologo o chirurgo di riferimento.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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[#2] dopo  
Utente 459XXX

La ringrazio molto dottor Beretta.

Due giorni fa sono stato in visita dallo specialista che mi ha operato: a suo giudizio sono guarito e potrei riprendere con le normali attività. Naturalmente mi fido del parere dello specialista, tuttavia ci alcuni dubbi che ho esposto anche al chirurgo che però - forse la fretta per altre visite in attesa - mi ha fornito risposte abbastanza vaghe e lapidarie.

In particolar modo mi riferisco a delle macchie che continuo a trovare sulla medicazione. Ho notato infatti che esce ancora del liquido bianco/giallastro o trasparente e lui mi ha risposto semplicemente di non preoccuparmi che non è niente.

Con tutte le precauzioni che un consulto via web impone, la mia domanda è questa: di cosa potrebbe trattarsi? Mi conviene aspettare che queste secrezioni si fermino per ricominciare con le attività sessuali?

La ringrazio nuovamente per ogni informazione che potrà fornirmi.

[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Sì conviene che la ferita chirurgica sia ben guarita.

Ancora un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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[#4] dopo  
Utente 459XXX

Buonasera,
scrivo di nuovo in quanto c'è stato un avvenimento imprevisto.
Ieri, durante un rapporto sessuale, ho notato sangue nel preservativo: non mi è sembrato ne uscisse molto, ma temo che questo indichi o una riapertura della ferita o una sua non perfetta guarigione. Il che, dopo quasi 3 mesi dall'intervento sarebbe abbastanza fastidioso da sopportare.
Come dicevo nel mio precedente aggiornamento, il chirurgo che mi ha operato mi ha dichiarato a suo parere perfettamente guarito e in grado di riprendere le attività sessuali, ma al primo rapporto ho notato appunto questa fuoriuscita di sangue.

Ora io mi sono trasferito a Milano, molto lontano da casa, quindi un consulto diretto col medico mi risulta impossibile. Cosa posso fare per tenere sotto controllo la ferita? Farmi prescrivere medicinali mi risulta quindi difficile, pertanto mi chiedevo se c'era qualche rimedio di più immediato accesso (penso a saponi, creme e prodotti del genere, per esempio, ma certamente voi saprete dirmi meglio).

Inoltre ne approfitto per una domanda, alla quale capisco possa essere difficile rispondere da tale posizione: sul lato interno della pelle noto come delle piccole escrescenze, lingue o lembi di pelle che spuntano dal tessuto. Anche in questo caso il chirurgo, al tempo della visita, mi disse di non preoccuparmene, ma al di là del fatto che siano veramente antiestetiche, mi preoccupa che possano essere sintomo di una cattiva cicatrizzazione, visto quanto successo ieri.

Vi ringrazio nuovamente per il tempo dedicatomi.
Buonasera.

[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Non si pasticci con saponi, creme od altro; i suoi dubbi, anche quelli di natura estetica, possono essere risolti pure a Milano, dove non mancano strutture dedicate e specialisti ben preparati.

Ancora un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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