Utente
Gentili dottori, mia mamma di 72 anni (operata un anno e mezzo fa per femore rotto), a causa del mal di schiena si è sottoposta a RX rachide e anca. Nel referto c'è scritto questa cosa strana (le altre cose sono a posto):

"Estese placche calcifiche e parietali ateromasiche a carico dell'aorta addominale"

Domani dovremmo andare dal medico curante, ma nel frattempo sapete dirmi che significa? E' una cosa grave?

Mia mamma ha 72 anni, peso forma, non fuma da 3 anni e non ha altre patologie, a parte l'ipertensione che tiene sotto controllo con delle compresse

Grazie

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Dr. Vincenzo Caldarola

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Salve,
se sua madre ha 73 anni e non fuma da tre anni significa che ha fumato almeno per 50 anni.
Che cosa si aspettava: putroppo caro signore era prevedibile.
Come è prevedibile che sua madre abbia una ateromasia delle carotidi e delle vertebrali e verosimilmente delle coronarie.
Quindi deve effettuare una valutazione ecografica dell'aorta addominale, un color doppler dei Tronchi Sovraortici, un ecocardiogramma color doppler, una scintigrafia perfusionale basale e dopo stress test famacologico e per completare una valutazione dello stato del circolo arterioso intracranico con Angio RM.
Inoltre la valutazione dell'assetto lipidico, della HS PCR, e se il caso deve essere messa in terapia con una statina di ultima generazione (p. es rosuvastatina) che è un farmaco salvavita riducendo la incidenza di eventi acuti cardiaci e cerebrali del 30% e del 28% rispettivamente.
Se la scintigrafia perfusionale, esame innocuo e semplice, dovesse dare esito per ischemia coronarica poi si penserà ad una coronarografia.
Tutto questo nell'interesse di sua madre che è ancora una donna giovane (ha l'età della mia) e deve vivere a lungo e bene.
Se volesse riferire la terapia per l'ipertensione arteriosa che assume si potrebbe esprimere un giudizio più mirato.
E' comunque importante che la pressione sia a target: < a 120/70mmhg.
Anche piccole dosi di aspirina potrebbero essere molto utili: ne parli con il curante, cioè colui che cura.
Carissimi saluti,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola