cuore  
Utente 185XXX
Buona sera, scrivo perché ho bisogno di un parere, meglio un consiglio, su come procedere per aiutare mio padre.
Maschio, età 71, corporatura robusta, gode di buona salute e recentemente ha subito un piccolo intervento alla mano che l'ha mandato letteralmente in tilt.
Non so se necessiti di un supporto psicologico o medico di altro tipo, la mia speranza e che intanto vedendo "nero su bianco" delle risposte ad alcuni quesiti, la sua forma di forte ipocondria possa avere beneficio.
Dopo l'intervento, datato Giugno 2017, è stato un lento scivolare in uno stato (penso) depressivo e ipocondrico apparentemente senza motivo. Credo che se avesse avuto una qualche patologia, o il dubbio che ve ne fosse una, lo avrebbero sottoposto a esami di approfondimento oltre a quelli pre operatori.
Ma nulla, da lì fino ad arrivare al periodo natalizio dove ci ha fatto impazzire è stato un lento peggiorare.
E' ovviamente convinto di essere malato di cuore e che ogni situazione sia un viatico per un imminente infarto.
Oltre a fare le cose lentamente e senza sforzo alcuno perché guai a sentire il cuore che batte più veloce, si è convinto che:
- Un emozione troppo forte, positiva o negativa, e le naturali risposte che il fisico dà a certi stimoli lo facciano stare male e infartare.
- Che ogni attività sessuale sia insostenibile perché lo sforzo e le emozioni portano lì.
- Litigare e arrabbiarsi o gioire di un qualsiasi evento siano insostenibili perché sennò…
Insomma tutto quello che è sforzo fisico, emotivo, psicologico, pare diventato insostenibile a qualsiasi livello, per primo quello percettivo.
Sembra che abbia perso la capacità di percepire e capire, ascoltare e ascoltarsi, che ogni cosa lo porterà a infartare.
Ho provato, abbiamo provato, in mille modi a cercare di spiegare a lui che se non hai una qualche patologia, un cuore a pezzi, questi eventi normali e naturali non possono ledere alla sua persona in nessun modo, ma non c'è verso.
Ovviamente non vuole andare nemmeno dal medico di base per paura di sentirsi dire che sta male o è malato; però è immobile, rifugge qualsiasi attività e cose, vive in un specie di bolla.
Non guarda più il calcio (sua grande passione), non gioca più coi nipoti, non si espone a qualsiasi tipo di interazione o altro per paura che le emozioni possano nuocerli; non litighiamo nemmeno più perché sennò pensa che morirà al punto da farsi venire un attacco di panico (almeno a mio avviso) tanto che riesce a stare male davvero.
Poi tutto rientra con qualche goccia (placebo) e un po' di "riposo" e calma.
Capite che non posso nemmeno più litigarci?! Era il nostro pane, il punto di confronto, e non so cosa fare e dove sbattere la testa.
Non posso lasciarlo andare così alla deriva e vedergli buttare questa parte di anni e di vita!
Io, mio fratello, mia madre, i suoi nipoti abbiamo bisogno di lui!
Grazie mille per qualsiasi risposta e consiglio, soprattutto se inizierà a leggere nero su bianco che le sue paure sono illogiche e infondate.

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

Referente scientifico Referente Scientifico
36% attività
20% attualità
16% socialità
PISA (PI)

Rank MI+ 72
Iscritto dal 2009
Deve prendere coscienza della sua patologia che e' di pertinenza psichiatrica.
Uno psichiatra lo puo' aiutare con farmaci, un cardiologo no


Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
www.cecchinicuore.org
Medicina di Emergenza ed Urgenza

[#2] dopo  
Utente 185XXX

Grazie per la risposta. Cercherò di convincerlo, e immagino che chiederle di rassicurarlo un po' rispetto alle cose che ho scritto sia fuori luogo e inutile. Andrò nella direzione che mi consiglia. Grazie ancora