Utente 490XXX
Buongiorno,
Dal 2002 soffro di tachicardia parossistica. Durante una visita il cardiologo parlò anche di lieve insufficienza mitralica con prolasso del lembo destro che però è scomparso nelle visite successive (è possibile?) Negli ultimi due anni ho avuto più episodi e molti dei quali sono stati attacchi più ravvicinati. Soprattutto dopo una banale influenza ho avuto episodi lunghi che sono durati anche tutto il giorno. Mi hanno detto semplicemente di far scendere la febbre perchè non sarebbe accaduto nulla. In realtà ho iniziato a vedere appannato e non avevo forza neanche per mangiare dal momento che erano 24 ore col battito acceleratissimo. Sono andata a visita e mi hanno detto che, nonostante la pillola che prendo per l’ipertensione, non c’era nessun altra cura se non ricorrere all’ablazione cardiaca. Ora vi chiedo: la tachicardia parossistica, può provocare danni o problemi quando si presenta cosi e soprattutto può trattarsi di tachicardia parossistica con questa violenza e durata? Grazie

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Dr. Maurizio Cecchini

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Non e' chiaro che tipo di aritmia lei abbia.
Se fosse stata posta diagnosi di tachicardia parossistica sopraventricolare (all' ECG) lei dovrebbe sottoporsi a studio elettrofisiologico per valutare la opportunita' di una ablazione.
Se fosse una banale tachicardia sinusale potrebbe bastare una terapia medica.

Arrivederci

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
www.cecchinicuore.org
Medicina di Emergenza ed Urgenza