Utente
Buonasera Dottori,
posto in Cardiologia anche se il mio consulto richiederebbe un approccio multidisciplinare.Sono un ragazzo di 27 anni che da circa 3 non vive piu' una vita normale , nonostante il regolare conseguimento di una laurea e un faticoso ingresso nel mondo del lavoro le seguenti problematiche. Circa 3 anni fa , in seguito al forte ingrossamento di un linfonodo, e alla terapia antibiotica con Klacid che mi debilitò parecchio,iniziai ad avvertire forte debolezza,frequentissimi giramenti di testa, tachicardie molto frequenti , un forte malessere e tensione agli arti, e un senso di compressione alla testa con senso di sbandamento che non mi hanno mai piu' abbandonato in questi 36 mesi. In questi anni ho effettuato diverse visite mediche ,con analisi del sangue e urine complete risultate nella norma,visita neurologica e cardiologica con esito negativo. Dal giro di visite risultò come elemento patologico solo l'ernia jatale che curo due volte l'anno con Pantopan da 40 mg, e dall'holter pressorio un paio di rialzi della pressione minima( ca.110) durante la giornata , il tutto condito da un holter cardiaco risultato nella norma ma con una frequenza che durante la giornata si attesta su una media di 90 bpm per calare solo lievemente(78-80 di media) durante le ore di riposo. I medici attribuirono tutto all'ansia e un ritorno in pompa magna dell'emicrania che contraddistingueva le mie giornate ai tempi delle elementari, così e' iniziato il mio incubo attuale: la tachicardia,i giramenti di testa, il senso di ovattamento,la forte compressione che sento al cranio, sono rimasti li' nonostante io abbia cambiato con il mio psichiatra diverse opzioni di cura(attualmente assumo 20 mg di paroxetina e 20 gocce di Rivotril) ma io, a tutt'oggi non ho mai tratto particolare giovamento da nessuna di esse facendomi ormai fortemente dubitare che il problema sia di natura psichiatrica. A supporto di ciò, posso dirvi che nei momenti di cefalea e forti sbandamenti che non mi permettevano di camminare, ho avuto un grosso beneficio da farmaci come il Toradol e il cortisone che mi furono dati nei 2 accessi al pronto soccorso avvenuti in questi 3 anni. Inoltre, da ragazzino, in seguito a visita medica sportiva in cui mi dissero che il mio cuore era sano ma che tendevo ad avere tachicardia sinusale( ho sempre avuto un po' il cuore accellerato sin da bambino) , mi fu prescritto un betabloccante(il propranololo da 40 mg) che effettivamente migliorò di molto la qualità della mia vita anche se poi decisi insieme al mio curante di stoppare ormai anni e anni fa apparentemente senza problemi per un bel periodo di tempo. So quanto sia difficile non potendo visitare direttamente il paziente giudicare una situazione del genere, ma dai dati e dai sintomi che vi ho elencato, è possibile che mi stia sfuggendo qualcosa? Su quali versanti indaghereste ? Perche' io con tutti questi sintomi faccio veramente fatica a convivere.Grazie mille e scusate la lungaggine.Cordiali saluti

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Dr. Maurizio Cecchini

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Se gli esami carnefici che lei ha effettuato sono risultati non vedo motivo di allarme.
Il suo modesto incremento della frequenza puo avere molte cause tra le quali , una volta esclusa una disfunzione tiroidea, l ansia parrebbe essere la più plausibile.

Non vedo il motivo di interrompere una terapia con piccole dosi di beta leccanti

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#2] dopo  
Utente
Grazie mille Dott. Cecchini. La funzionalitá tiroidea è stata analizzata e sembra sia tutto ok. In questi giorni tornerò dal mio curante , quindi secondo lei almeno per la tachicardia e magari per l'emicrania il reinserimento di un betabloccante potrebbe dare una mano? Grazie per la celerissima risposta

[#3]  
Dr. Maurizio Cecchini

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sicuramente si per entrambe le cose

arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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