Utente
Buonasera, scrivo perché vedo mia madre, quasi novantenne, ormai incapace di sopportare una situazione per cui, quasi ogni volta che mangia anche minime quantità di cibo, o che si corica per dormire, viene colta da crisi di fibrillazione, con frequenze che arrivano anche ai 170 battiti, forte dispnea, nausea e vertigini con vomito.
Non le succede quasi mai al mattino.
Oramai mangia e dorme pochissimo.
Spesso si sente tanto male da dover chiamare il 118 e non può essere seguita da un cardiologo dell'ospedale perché la libera professione è bloccata.
Ovviamente ha consultato diversi cardiologi privatamente, l'ultimo dei quali le ha fatto aumentare il dosaggio di bisoprololo.

Soffre di fibrillazione atriale parossistica da circa 5 anni.
All'inizio le crisi erano sporadiche, poi sono diventate sempre più frequenti (assumeva lacidipina, aprovel, cardicor, statine, lixiana.
) Due mesi fa ha avuto una ischemia cerebellare che si è manifestata con vertigini fortissime e vomito, che però non ha provocato lesioni gravi e disabilità.
Le è stato impiantato un pace maker (alternava bradicardia a frequenze molto alte quando era in fibrillazione) e le è stata cambiata la terapia: ora assume 10 mg di bisoprololo al giorno, dabigatran 110mg x2, lansoprazolo 30 mg, atorvastatina 40 mg, xanax.
Da tutti gli accertamenti non sono emersi problemi di scompenso o di insufficienza cardiaca, anzi, i medici affremano che il cuore abbia una buona funzionalità, fibrillazione a parte).

Ora, io mi chiedo in che modo l'assunzione di anche minime quantità di cibo possa scatenare reazioni simili, se tale sintomatologia sia diffusa, se la causa principale sia presumibilmente di natura cardiaca, gastrica, neurologica.
Ho letto che il Dabigatran può provocare nausea ed in effetti questa concomitanza di fibrillazione, vertigini e nausea è cominciata con l'assunzione della nuova terapia.

Mi rendo conto che il problema sia complesso, ma mi farebbe molto piacere avere un parere.

Grazie

[#1]  
Dr. Maurizio Cecchini

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Non capisco perche' la Signora non assuma alcun antiaritmico per rpevenire le fibrillazioni.
Inoltre sarebbe opportuno conoscre il risultato della ecografia cardiaca, perche' a seconda delle dimensioni dell'atrio puio' essere intelligente mantenere la f.a. cronica , trattando la frequenza e non il ritmo , coperti da un anticoagulante che sta facendo

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#2] dopo  
Utente
Gent. mo dottore, quando si manifestarono i primi episodi di fibrillazione, alcuni cardiologi presero in esame la possibilità di prescrivere a mia madre il cordarone, ma poi di fatto glielo sconsigliarono, dicendo che i pesanti effetti collaterali spesso non erano compensati da una sicura prevenzione della fibrillazione. Col senno di poi, alla luce della situazione attuale, penso si sia trattato di una decisione sbagliata.
Gli episodi di fibrillazione ora durano a volte anche un paio di giorni, a volte poche ore. Il cuore torna a ritmo spontaneamente. Il cardiologo che abbiamo consultato ultimamente ha pensato in effetti ad abbassare la frequenza, portando la dose di bisoprololo a 5mg x2. Oggi ci ha consigliato di aggiungere Dilzene 60 mg x3. Stasera mia madre mi ha chiamata per dirmi, dopo aver preso i 5 mg di bisoprololo e la prima compressa di Dilzene, di essere in fibrillazione da un'ora e di avere la pressione minima sui 100 e la massima sui 180. La frequenza, rilevata con l'apparecchio casalingo, che non so quanto sia affidabile nelle misurazioni in presenza di fibrillazione, era sui 100, ma mia madre la percepiva molto intensamente.
Mi scuso per la prolissità, ma trascrivo il referto di un ECG e dell'ECOCARDIOGRAMMA:
ECG: blocco completo di branca destra. Ipertrofia ventricolare sinistra.
Esame obiettivo: soffio sistolico eiettivo 2/6, non scompenso, Sat. O2 97%
Ecocardiogramma: ventricolo sinistro di normali dimensioni (Dd 46 mm, VTD 85ml), con lieve ipertrofia, alterato rilasciamento diastolico e normale funzione sistolica, FE=66%, calcificazione mitro-aortica con stenosi aortica moderata; atrio sinistro normale, sezioni destre normali ( minima insufficienza tricuspidale), aorta ascendente aterosomatica 36 mm.
Conclusioni: cardiopatia ipertensiva con normale funzione sistolica ventricolare sinistra, stenosi aortica moderata.

Io sono preoccupata anche per gli effetti del Pradaxa sullo stomaco ( mia madre ha una esofagite erosiva) e non so quanto possa essere sicuro il Levopraid.

Dottore, la ringrazio moltissimo per l'attenzione e le auguro una buona serata

[#3]  
Dr. Maurizio Cecchini

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In realta il cordarone sarebbe probabilmente efficacissimo per sua madre anche perché problemi tiroidei compaiono solo nel 6 per cento dei, dei quali la,maggior parte guarisce con la,sola sospensione del farmaco.
ne parli con il suo Medixo
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#4] dopo  
Utente
Ne parlerò sicuramente col medico. Grazie mille per il consiglio.

Cordiali saluti