Utente 307XXX
Buongiorno chiedo consulto per mio papà 62 anni affetto dal 2010 di k retto operato. Nel 2014 diagnosticato k colon destro e tre metastasi epatiche, operato. Pluritrattato in questi anni con chemioterapia, ulteriore intervento per rimozione nuova metastasi epatica e radioterapia stereotassica per trattamento linfonodi metastatici addome.
Oggi diagnosticato nuova recidiva di 18mm lungo le clips chirurgiche di resezione del lobo sinistro. Riporto referto:
Rm fegato eseguita senza e con mdc priomovist. Esame confrontato con precedente TC del 6 settembre eseguita in altra sede.
Fegato disomorfico in rapporto ad esiti di resezione del lobo sx e metastasectomia a liv del V, VIII. In corrispondenza del parenchima epatico lungo le clip chirurgiche di resezione del lobo sx si documenta lesione focale di 18mm che si estende all’ilo E al ramo portale dx causando dilatazione aumentata rispetto tc delle vie biliari intraepatiche in particolare del iv viii e vi segm. Si associa netta progressione linfonodale nel retroperitoneo (plurime formazioni max 32mn paraortiche) e dei linf lungo tripode celiaco. Esami ematochimici: bilirubina 1,62, ast 122, alt 337, alp 651, gamma gt 1864. Due cicli chemio effettuati con folfiri+bvz, no irinotecan per elevata tossicità.
Oncologa non ci da speranze. In attesa di consulti chirurgici. Ci sono possibilità di cura e di rallentare malattia? Siamo disperati. Grazie

[#1] dopo  
Dr. Sergio Sforza

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Gentile utente, la situazione è come può comprendere avanzata, ma esiste sempre la possibilità di curare la problematica, anche se fosse pure a scopo palliativo, ora lei e chi sta vicino a suo papà si deve interessare più della sua qualità di vita rispetto alla quantità della stessa.
Saluti
Dr. sergio sforza
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[#2] dopo  
Utente 307XXX

La ringrazio.
Sappiamo che la malattia è avanzata e che dobbiamo preservare una buona qualità di vita, ma vogliamo capire se ci sono delle chances affinché la malattia rallenti e a mio papà venga concesso ancora del buon tempo. Grazie

[#3] dopo  
Dr. Sergio Sforza

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Il rallentamento della malattia lo può stabilire solo l'oncologo in base alla risposta alla chemioterapia. Sul nodulo residuo epatico si potrebbe esplorare l'eventuale indicazione alla radiofrequenza che comunque rimarrebbe sempre un trattamento palliativo.
Saluti
Dr. sergio sforza
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