Utente 308XXX
Buon giorno a tutti, è da un mesetto che ho problemini con le emorroidi. Non ho perdite ematiche e non ho dolori durante l'evacuazione delle feci, ho bruciore e senso di pesantezza. Prima ho iniziato con la pomata Ruscoroid ma con scarsi e quasi nulli risulatati, quindi il mio medico di base mi ha prescritto delle iniezioni di Prisma mattina e sera per i primi due giorni e l'ultima la mattina del terzo giorno (ogni iniezione era da 2ml)associata a una cura locale con Proctosedyl ho provato subito benefici nonostante le emorroidi fossero ancora gonfie. Dopo due giorni il problema si è ripresentato anche se in maniera più lieve. Allora ho provato con 5 supposte di Topster 3mg. Adesso va molto meglio però non mi è ancora passato del tutto. Ieri ho effettuato una visita specialistica e il chirurgo mi ha detto che ho un po' di emorroidi interne ma niente di preoccupante...e mi ha consigliato dei bagni caldi, ma di solito non si fanno freddi???Grazie buon lavoro

[#1]  
Dr. Giovanni Piazza

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Gentile Utente,
tralascio volutamente le considerazioni sulla terapia medica, e rispondo alla sua domanda: Semicupi Caldi o Freddi?
Annoso problema che fin dalla notte dei tempi affligge la classe medica. Affrontiamo questo suo quesito:
1) Opzione Fredda il freddo vasocostringe ovvero riduce il tono vasale è indicato nei traumi, si è utilizzata come tecnica chirurgica nel trattamento delle emorroidi (sorvoliamo è meglio!!!)
a ragion veduta sembra indicata!
2) Opzione Calda alcune donne usano la borsa dell'acqua calda per gestire i dolori mestruali! sono un uomo non so se funziona!!! forse meglio un buon antinfiammatorio????!!!!! ma una scuola di colleghi riferisce che i semicupi cadi migliorano il quadro emorroidario poichè interagisce con la cinetica sfinteriale (rilassamento dei mm dell'ano)
Cosa fare? Io consulterei un proctologo!!!!! eviterei terapie Kamasutriche con introduzioni di farmaci da una via già infiammata!
La cosa simpatica inoltre è che si prescrivono farmaci con indicazioni ben specifiche per alcune affezzioni(legga bugiardino!)che trovano stranamente anche uso da qualche anno anche per le affezzioni quali le emorroidi!!! esistono da circa 30 anni farmaci che agiscono sulla patologia emorroidaria e non solo con minori effetti sull'organismo e che hanno sempre funzionato più che bene! ma forse costano tropo poco??? e non conviene a qualcuno?
Ma forse questa è un'altra storia!!
Auguri di Buona Guarigione e Santa Pasqua!
Dr. Giovanni Piazza
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Dr. Giovanni Piazza
Chirurgo Oncologo
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[#2]  
Dr. Andrea Coda

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concordo con il collega sulla opportunità di consultare un proctologo cha faccia un buon esame obiettivo e sulle considerazioni sulle terapie anti-emorroidarie.
poi sui semicupi darei una risposta salomonica: tiepidi! così dico ai miei pazienti
Buona Pasqua a tutti
Dr Andrea Coda
Dr Andrea Coda
Specialista in Chirurgia

[#3] dopo  
Utente 308XXX

Forse non si è capito da quello che ho scritto...ma sono già andata da un proctologo e mi ha detto che non ho niente di particolare, solo un po' di emorroidi interne.ho quindi un'altra domanda:ma quando fuoriescono dall'ano non sono quelle esterne? Ma per farle rientrare quanto tempo ci vuole?

[#4]  
Dr. Andrea Coda

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quindi se ne può stare tranquillo. le emorroidi che fuoriescono dall'ano, sono quelle interne che possono rientrare da sole, dopo spinta manuale o non rientrare. Se sono esterne sono permanentemente fuori, ma questo per l o più avviene solo a cicli.
saluti
dr Coda
Dr Andrea Coda
Specialista in Chirurgia

[#5]  
Dr. Lucio Piscitelli

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La distinzione tra emorroidi esterne ed interne è ampiamente superata dalla classificazione in gradi: le emorroidi sono sempre le stesse e cambia l'attitudine a procidere all'esterno e a ridursi più o meno spontaneamente. A giudicare dalla sintomatologia e dal risultato delle terapie cui si è sottoposta è molto probabile che nel suo caso si sia trattato di una flebite emorroidaria. La situazione va pertanto rivalutata "a freddo" e probabilmente un intervento chirurgico andrebbe preso in considerazione dopo opportuna valutazione clinica strumentale per escludere altre affezioni concomitanti (proctite, ragade, ipertono sfinteriale, ecc.). Lasci perdere l'eterna querelle tra caldo e freddo: ambedue sono a mio parere inutili e dannosi per motivi diversi: nella fase acuta è molto utile invece, accanto a presidi farmacologici di tipo generale e locale, igiene accurata con acqua a temperatura ambiente.
Lucio Piscitelli
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[#6]  
Dr. Giovanni Piazza

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Gentile Utente,
a questo punto credo che bisogna intendersi sulla affezzione EMORROIDI!

Classificazione clinica delle emorroidi:

Iº GRADO: aumento di volume di uno o più pacchetti con iniziale impegno nel canale anale.
IIº GRADO: prolasso di uno o più pacchetti sotto ponzamento che si riduce spontaneamente.
IIIº GRADO: prolasso di uno o più pacchetti che necessita di riduzione manuale.
IVº GRADO: prolasso permanente, non riducibile di uno o più pacchetti emorroidari.
La classificazione in gradi è storicamente la più nota ed ancora usata ed è stata proposta dall'Amrican Society of Colon and Rectal Surgeron e distingue le emorroidi interne dalle esterne .
A Verona, ed io c'ero, nel 2000 furono proposte altre 2 classificazioni la PAST e la PASTER

Classificazione PAST
P1 un peduncolo emorroidario
P2 2 o 3 peduncoli emorroidari
P3 emorroidi circonferenziali
A0 assenza di acuzie
A1 presenza di acuzie( edema, trombosi, sanguinamento )
S0 assenza di sepsi
S1 presenza di ascesso o fistola
T0 normale tono sfinterico
T1 Ipertono sfinterico

Classificazione PASTER

P: Emorroidi interne con prolasso
A: Acuzie
S: Sepsi
T: Tono dello sfintere anale
E: Emorroidi esterne
R: Ragade

Alla fine dopo tanto classificare, in medio stat virtus si defini una terza classificazione nota come PATE che non le riporto altrimenti ci confondiamo ancora di più!
Ora sulla scorta di quanto le ho riportato che è quello su cui i Proctologi e Chirurghi Colon-Rettali devono usare per classificare la patologia emorroidaria Lei a quale appartiene?
Il collega che ha formulato una diagnosi a quale di queste classificazioni si è riferito?
Tralasciamo questo aspetto e andiamo avanti, nella sua seconda richiesta di consulto chiede quando rientrano le emorroidi, bella domanda! rispondiamo:
Se Lei è affetta da emorroidi di III grado volere o volare si deve operare! certo può alleviare i sintomi con la terapia medica ma il danno anatomico rimane! e la ciclicità dei sintomi la condurra a risolvere il problema prima dello svilupparsi di complicanze (Trombosi). Detto ciò cortesemente riporti la diagnosi del collega e la classificazione delle sue emorroidi, e cercheremo tutti di darle una mano.
Scusi la prolissità ma era d'obbligo!
Cordialmente Dr.giovanni Piazza.
www. dr. giovannipiazza.blogspot.com

Dr. Giovanni Piazza
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[#7]  
Dr. Giovanni Piazza

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Gentile Utente,
a questo punto credo che bisogna intendersi sulla affezzione EMORROIDI!

Classificazione clinica delle emorroidi:

Iº GRADO: aumento di volume di uno o più pacchetti con iniziale impegno nel canale anale.
IIº GRADO: prolasso di uno o più pacchetti sotto ponzamento che si riduce spontaneamente.
IIIº GRADO: prolasso di uno o più pacchetti che necessita di riduzione manuale.
IVº GRADO: prolasso permanente, non riducibile di uno o più pacchetti emorroidari.
La classificazione in gradi è storicamente la più nota ed ancora usata ed è stata proposta dall'Amrican Society of Colon and Rectal Surgeron e distingue le emorroidi interne dalle esterne .
A Verona, ed io c'ero, nel 2000 furono proposte altre 2 classificazioni la PAST e la PASTER

Classificazione PAST
P1 un peduncolo emorroidario
P2 2 o 3 peduncoli emorroidari
P3 emorroidi circonferenziali
A0 assenza di acuzie
A1 presenza di acuzie( edema, trombosi, sanguinamento )
S0 assenza di sepsi
S1 presenza di ascesso o fistola
T0 normale tono sfinterico
T1 Ipertono sfinterico

Classificazione PASTER

P: Emorroidi interne con prolasso
A: Acuzie
S: Sepsi
T: Tono dello sfintere anale
E: Emorroidi esterne
R: Ragade

Alla fine dopo tanto classificare, in medio stat virtus si defini una terza classificazione nota come PATE che non le riporto altrimenti ci confondiamo ancora di più!
Ora sulla scorta di quanto le ho riportato che è quello su cui i Proctologi e Chirurghi Colon-Rettali devono usare per classificare la patologia emorroidaria Lei a quale appartiene?
Il collega che ha formulato una diagnosi a quale di queste classificazioni si è riferito?
Tralasciamo questo aspetto e andiamo avanti, nella sua seconda richiesta di consulto chiede quando rientrano le emorroidi, bella domanda! rispondiamo:
Se Lei è affetta da emorroidi di III grado volere o volare si deve operare! certo può alleviare i sintomi con la terapia medica ma il danno anatomico rimane! e la ciclicità dei sintomi la condurra a risolvere il problema prima dello svilupparsi di complicanze (Trombosi). Detto ciò cortesemente riporti la diagnosi del collega e la classificazione delle sue emorroidi, e cercheremo tutti di darle una mano.
Scusi la prolissità ma era d'obbligo!
Cordialmente Dr.giovanni Piazza.
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[#8] dopo  
Utente 308XXX

Secondo lo specialista che mi ha visitata non ho niente di particolarmente preoccupante e non ha minimamente accennato alla possibilità di intervenire chirugicamente. Ha solo parlato di emorroidi interne senza specificare il grado e non ho ragadi od altro. Comunque le mie fuoriescono dall'ano e a volte rientrano dopo la defecazione ma per poco tempo. Avrei anche un'altra domanda da porVi: con il ciclo mestruale la situazione peggiora? Inoltre volevo chiedere al Dott. Piscitelli di spiegarmi il significato di felbite emorroidaria.

[#9]  
Dr. Lucio Piscitelli

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La possibilità che con il ciclo mestruale la situazione possa peggiorare è certamente reale e integra un corteo sintomatologico che in epoca relativamente recente è stato inquadrato nella cosiddetta "sindrome da congestione pelvica". Tale affezione, che comporta senso di peso e tensione premestruale del basso addome, coinvolge talvolta anche il circolo venoso degli arti inferiori con senso di peso e talvolta gonfiori.
Poichè le emorroidi sono vene, una delle complicazioni acute cui possono andare incontro è l'infiammazione, denominata appunto flebite; la successiva evoluzione di questa complicazione, particolarmente dolorosa, è la formazione di trombi all'interno dei gavoccioli emorroidari, definita tromboflebite emorroidaria.
Lucio Piscitelli
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[#10]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Cara Utente
In relazione all'esauriente e precisa classificazione fatta dal collega Piazza in merito al prolasso emorroidario e dopo la chiara descrizione sulla patogenesi dei processi tromboflebitici a carico dei plessi emorroidari fatta dal collega Piscitelli,lei dovrebbe avere dei dubbi sulla valutazione fatta dallo specialista in merito alla suo problema emorroiodario.Lei ,più volte precisa e cito le sue parole(le mie fuoriescono dall'ano e a volte rientrano dopo la defecazione ma per poco tempo),se questo corrisponde al vero ,lei ha un serio prolasso emorroidario,che non esprimo in gradi ma che sicuramente necessita di terapia chirurgica.Nessuna terapia medica può permettere al tessuto emorroidario prolassato di ritornare in sede ,il momento patogenetico ,che riconosce nel cedimento della parete mucosa di rivestimento del canale retto-anale la causa della malattia emorroidaria,richiede la rimozione di questo anello,interno, che ha ceduto ,per poter assistere alla risalita dei plessi emorroidari nella sede naturale.
Colgo l'occasione per augurare agli utenti e ai colleghi una serena Pasqua.
Dr.Giuseppe D'Oriano
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com

[#11] dopo  
Utente 308XXX

Ringrazio tutti per le esaurienti risposte. Momentaneamente sto meglio ho solo qualche fastidio ogni tanto. Questo weekend andro' al mare, spero di riposarmi e rilassarmi...Auguro a tutti buona pasqua e Vi lascio con un ultimo quesito...ciambella si o ciambella no???

[#12]  
Dr. Giovanni Piazza

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Gentile Utente,
dipende dall'appetito! e le ricordo di mangiare almeno 3 ore prima di fare il bagno!!!
Auguri sinceri di Buona Pasqua a lei e tutti i cortesi colleghi.
Cordialmente Dr.Giovanni Piazza
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[#13]  
Dr. Lucio Piscitelli

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