Utente 239XXX
Gentili dottori,
sono una donna di 53 anni, pelle chiara e molto sensibile. Da oltre tre anni mi faccio controllare periodicamente una macchietta rossastra, situata su un lato del naso all'altezza del ponticello degli occhiali. In quella zona avevo già notato che d'estate, quando mettevo gli occhiali da sole, il segno rosso del nasello rimaneva a lungo, ma non ci ho fatto mai troppo caso. Mi sono insospettita quando in seguito ad un problema agli occhi ho dovuto indossare gli occhiali da sole per alcuni giorni continuativamente e mi sono resa conto che la macchia non solo non andava più via ma aveva sopra come delle pellicine che andavano via e poi si riformavano. La prima diagnosi della mia dermatologa, una dott.ssa piuttosto nota a Roma, è stata 'cheratosi solare'. Mi ha prescritto Solaradze ma dopo un paio di mesi di trattamento non era cambiato nulla. Allora mi ha detto di lasciar perdere e che semmai me l'avrebbe potuta bruciare ma giusto per motivi estetici. Dopo alcuni mesi, dato che periodicamente mi pareva migliorare e poi ricomparire me la sono fatta ricontrollare, e questa volta mi ha prescritto oltre al Solaradze anche l'Idrovel oltre a integratori vari per 'rinforzare' la pelle. La macchia però è rimasta sempre li, il Solaradze dopo un po' la faceva arrossare maggiormente, poi dopo la sospensione la pelle appariva per alcuni giorni più liscia e poi si riformavano le pellicine. A giugno 2013 mi ha proposto per dopo l'estate un controllo oncologico per verificare che fosse proprio una cheratosi e non un basalioma. Vedendo che mi allarmavo mi ha rassicurato dicendomi che non c'era fretta, di stare tranquilla etc. A novembre 2013 faccio il controllo con lei e con la l'oncologa che con l'esame dermatoscopico mi diagnostica una cheratosi attinica. Mi viene consigliato ancora Solaradze a giorni alterni e di controllare periodicamente la macchia. A giugno di quest'anno al controllo la dermatologa mi dice che la cheratosi è migliorata, mi fa sospendere Solaradze e mi dà appuntamento a dicembre. Due giorni fa al controllo mi dice che ora si vede chiaramente che si tratta di un basalioma e mi prescrive Aldara o in alternativa l'asportazione chirurgica, lasciando a me la scelta ma dicendomi che, sia pure senza fretta, devo assolutamente toglierlo anche perché essendo un punto dove la pelle è sottile rischio che mi arrivi all'osso ( parole sue). Al mio stupore per questo improvviso cambiamento di rotta mi dice che ora si vedono più chiaramente dei tratti che prima non si vedevano, e che se anche al momento potrebbe essere ancora negativo ad un esame istologico è praticamente la stessa cosa. Sto mettendo la crema, ma sono molto perplessa per questo iter diagnostico (siamo passati da banale problema estetico a carcinoma) e mi chiedo se questa cura sia adeguata o se sia il caso di cambiare medico. Secondo voi è plausibile un percorso di questo tipo? Potrò fidarmi di questa ultima diagnosi? Grazie infinite

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Gentile utente,
Deve sicuramente fidarsi della diagnosi dermatologica posta e non avere alcun dubbio sulla terapie sul proseguio della medesima.
Ovviamente effettua il controllo con lo specialista dermatologo quando stabilito.
Carissimi saluti.
Dr. Luigi Laino DermoVenereologo Tricologo
Già Dirigente Istituto San Gallicano
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[#2] dopo  
Utente 239XXX

Grazie Dottore anche per la celerità della sua risposta. Quel che mi aveva lasciato perplessa è stato il comportamento un po' incerto della dottoressa, che all'inizio mi è sembrata non dare alcuna importanza alla cosa poi mi fa sottoporre a un controllo oncologico che conferma la sua prima diagnosi poi mi dice che la situazione è migliorata e infine cambia diagnosi e opta per un trattamento anche piuttosto 'd'urto'. Il mio dubbio è che vada un po' a tentativi ma non ci abbia capito un granché...in ogni caso la terapia che sto facendo potrebbe arrecarmi qualche danno secondo lei o al massimo sarà inutile? Grazie ancora per l'attenzione

[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Gentile utente,
Da qui non commentiamo gli atteggiamenti che possono trapelare nel comportamento di un singolo professionista, il quale sicuramente avra' posto una corretta diagnosi ed un corretto postulato diagnostico-terapeutico. Continuo a dirle di stare serena. Carissimi saluti.
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