Utente
Buongiorno,
mio padre è stato ricoverato per un intervento chirurgico e proprio in quell'occasione abbiamo saputo che è risultato positivo all'epatite C e che il fegato è tutto normale ma ha consgliato a noi familiari di fare il test per sicurezza.
Non sappiamo nulla su questa infezione per cui le domande sono:

- noi familiari quali rischi corriamo? cosa dobbiamo evitare da oggi in poi per evitare un contagio?(sperando di nn esserlo già).

- cosa può fare il mio papà x distruggere questa infezione?

- quanto tempo impiega questo virus prima di creare problemi?

Il mio papà proprio l'altro ieri ha compiuto 67 anni.

Grazie in anticipo.

[#1]  
Dr. Paolo Montalto

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Carissimo,

cercherò di rispondere brevemente alle sue domande.

1) Rischio Contagio
Il virus HCV si trasmette per via ematica. Per quanto consigliabile uno screening su tutti i familiari, il contagio è oltremodo raro, anche per quanto riguarda il coniuge. Al contrario del Virus dell'Epatite B, il rischio di contagio per l'HCV per via sessuale è estremamente basso (anche se non zero ... in medicina lo zero non esiste praticamente mai ...).
Le norme comportamentali da seguire (che dovrebbero essere regole igieniche generali, ma che in questo caso diventano indispensabili) sono l'uso strettamente personale di oggetti di cura personale quali spazzolino da denti, forbicine da unghie, rasoi, lamette, ...
Potrebbe essere il caso anche di testare il babbo (se non già fatto) e tutti voi per l'HBV (markers HBV completi) in quanto le vie di contagio sono le stesse e non si può escludere a priori una coinfezione; in caso di positività per HBV di qualche componente della famiglia è indicata la vaccinazione dei soggetti non vaccinati (es. tua madre).
Per il contagio dell'HCV è necessario un contatto con il sangue infetto, e solitamente è necessaria una carica virale elevata. Ciò avviene, ad esempio, con la trasfusione di sangue infetto (le trasfusioni effettuate prima degli anni '90 sono potenzialmente a rischio in quanto il virus non era conosciuto ...), l'uso di siringhe infette (esempio tipico nei tossicodipendenti, ma ahimè anche nella vita quotidiana in passato quando era comune l'uso di siringhe di vetro bollite), piccoli interventi odontoiatrici o di piccola chirurgia del passato, ...

2)A questo proposito bisogna fare un bilancio rischio/beneficio. Non esiste infatti una "penicillina" per l'HCV. Le terapie disponibili, per quanto efficaci, registrano ahimè una buona percentuale di insuccessi e sono gravate da effetti collaterali non indifferenti.
Il Virus HCV si divide in vari sottotipi (C1-C2-C3 ...), detti "Genotipi". Ci sono Genotipi più resistenti alla terapia e Genotipi che guariscono in buona percentuale.
Tuo babbo ha una età borderline per iniziare un trattamento antivirale (associazione fra Interferone Peghilato 1 iniezione s.c. alla settimana e 6 compresse/die di ribavirina) e - a quanto scrivi - un fegato "sano" (immagino che i colleghi chirurghi abbiano fatto una biopsia durante l'intervento).

Se così è, soprattutto se si tratta di HCV Genotipo 1 (il più comune da noi, ed il più resistente alla terapia), e tuo babbo è probabilmente portatore di un'infezione di lunga durata, il trattamento non è indicato. Infatti il rischio di progressione della malattia epatica è molto basso, mentre non sono trascurabili la probabilità di effetti collaterali e soprattutto la probabilità di insuccesso che nel genotipo 1 si attesta intorno alla metà dei casi.

3) Il tempo MEDIO della progressione dall'inizio dell'infezione da HCV allo sviluppo di cirrosi epatica è circa 20 anni. C'è chi sviluppa cirrosi prima di tale periodo, e chi molto lentamente, addirittura chi non la svilupperà mai.

Con i miei pazienti faccio sempre l'esempio di un muro fatto di mattoni.
Se si crea un danno architetturale al muro, ma abbiamo il tempo di ricreare l'architettura con i mattoni il nostro muro tornerà come prima.
Se invece i danni si susseguono, tanto che a un certo punto non riusciamo più a ricreare l'architettura iniziale, ma siamo costretti a fare gettate di cemento, il nostro muro a poco a poco inizia a perdere la sua struttura; fino ad arrivare al punto che le gettate di cemento scompaginano completamente l'architettura del muro creando isole di mattoni.
Se paragoniamo il muro al nostro fegato, la comparsa di isole di mattoni circondate da cemento (noduli) e la perdita completa dell'architettura configurano la cirrosi epatica. Gli stadi pre-cirrotici sono le fasi intermedie.

Dalle sue parole evinco che probabilmente suo babbo è portatore di infezione da HCV da molti anni, ma che il "muro" è ancora architetturalmente intatto. Se così è, probabilmente resterà ancora intatto in futuro e la terapia non è necessaria.
Raccomandazioni:
ASTENSIONE DA BEVANDE ALCOLICHE
FOLLOW UP con esami ematici (compresa alfafetoproteina), ed ecografia addominale ogni 6 mesi
CONSULTO AMBULATORIALE annuale con un epatologo di riferimento.

Ovviamente questo cambia in caso di genotipo diverso, biopsia epatica non effettuata, o evidenza di danno architetturale, infezione recente, ...

Spero di esserle stato utile nel mare magnum.

Un cordiale saluto,


Dr. Paolo Montalto
Spec. in Gastroenterologia/Endoscopia Dig
Ospedale Ss. Cosma e Damiano (Pescia, PT, Az. USL 3 Toscana)
Paolo.Montalto@libero.it

[#2] dopo  
Utente
Buongiorno dottore,
finalmente abbiamo effettuato gli esami di controllo noi in famiglia e siamo risultati tutti negativi anche se le transaminasi di mio fratello sono risultate un pò altine.....

Nell'attesa che mio padre inizi a fare tutti gli accertamenti/visite del caso, potrebbe cortesemente indicarmi i comportamenti che dobbiamo adottare noi nella vita quotidiana?

ha già accennato che non dobbiamo usare le stesse forbicine,lamette,rasoi ma dovrà usare anche della biancheria personale(asciugamani)? dovremo lavare gli indumenti separati oppure essendo in lavatrice si può mischiare il tutto? usare guanti nel contatto con biancheria? ed ora che è estate, il contatto con il suo sudore è pericoloso?mentre i lievi residui che vengono lasciati sulle posate (ad esempio se con le sue posate mette qualcosa nel mio piatto) è rischioso?

mi dispiace fare tutte queste domande ma purtroppo siamo impreparati alla cosa.

Per ultimo, di solito mio papà beve del vino solo ai pasti, a questo punto mi può dire se deve eliminarlo completamente oppure, quanti bicchieri sono concessi?

Grazie

[#3]  
Dr. Paolo Montalto

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Carissimo. Molto bene che tutti siete negativi. Il rischio contagio interfamiliare (e la vs famiglia lo dimostra) e' molto basso. Evitate di condividere oggetti taglienti di uso personale - ma solo questi: es. Forbicine unghie,calli, rasoi, lamette, spazzolini denti, ... Ma a tavola non vi fate problemi nemmeno con la biancheria. ... Per l'amor di Dio altrimenti vi ammalate di paura e basta.
Per quanto riguarda la domanda sul vino - ahime' - la mia risposta deve essere categorica. Il consiglio medico in un portatore di hcv deve essere l'astensione da bevande alcoliche. Prima di tutto pero' facciamo al babbo un dosaggio Hcv-rna e il genotipo. Se vi fa piacere poi ci possiamo vedere in ambulatorio (0572-460630 chiedendo di me). Un abbraccio. Paolo Montalto
Dr. Paolo Montalto
Spec. in Gastroenterologia/Endoscopia Dig
Ospedale Ss. Cosma e Damiano (Pescia, PT, Az. USL 3 Toscana)
Paolo.Montalto@libero.it

[#4] dopo  
Utente
Buongiorno dottore,
mio padre finalmente ha effettuato la visita dall'epatologo.
Ha controllato gli esami che ha fatto (ecografia fagato ed addome completo) e la sua valutazione è stata: in base a questi esami lei non ha niente.
Addirittura gli ha chiesto chi gli avesse mai detto di aver contratto il virus!!!
comunque gli ha prescritto degli esami del sangue più approfonditi.
Gli ha detto che è possibile che lui abbia incontrato il virus ma questo non vuol dire che ce l'abbia.
La mia domanda adesso è la seguente: è possibile che sia così? uno può risultare positivo ma non avere il virus.
Grazie mille in anticipo per la risposta.