Utente
Salve, ho 35 anni.
A qualche mese fa mi è stata diagnosticata esofagite da reflusso di grado A, con lingua di mucosa gastrica di 1 cm. Esofago, faringe, stomaco, mucosa e piloro tutto regolare. No hp e non eseguita biopsia, forse non ritenuta necessaria.
Tutti le analisi del sangue ed urine sono nella norma. Solo il ferro dacchè alto (210-luglio) si è abbassato ( 61 settimana scorsa -ferritina 106).
eco addome tutto regolare se non per due piccoli calcoli al rene sx di 4mm, andrò dall'urologo a breve.
Ho emorroidi di 2do grado ed una piccola ragade che fanno fatica a disinfiammarsi con fuoriuscite di sangue alla defecazione, anche dalla colonoscopia tutto in regola.
Sono in cura con esomeprazolo 40mg da metà luglio e i bruciori retrosternali sono diminuiti, praticamente annullati, ma non riesco ancora a scendere a 20 mg se non per qualche giorno. Ora accuso solo un lieve dolorino alla schiena all'altezza del cardias, ma delle volte non sento nulla. Purtroppo però alla minima pressione dell'addome (in auto, allacciare scarpe..per esempio) mi sento risalire l'acido sino in gola.
Ora accuso solo dei lievi singhiozzi dopo che erutto aria dalla bocca e tanta flatulenza dopo mangiato, movimenti intestinali e doloretti addominali che si risolvono dopo la fuoriuscita di aria dal retto.
I miei problemi sono dovuti al vomito che mi sono indotto per alcuni periodi della mia vita, per molti anni ma saltuariamente. Sono stato anche molto sportivo ma ora non riesco più a fare neanche una corsa che sento risalire l'acidità, questa cosa per me è molto invalidante.
Per favore non giudicatemi, è bastato l'esito della gastro, la paura e lo sgomento per farmi capire che non accadrà mai più, inutile scriverlo.
vi chiedo la cortesia di porre attenzione alla mia situazione clinica anziche sulla mia psiche, sono una persona normale a cui piaceva molto mangiare.
non ho mai stimolato il vomito con le dita in gola, bastava una pressione addominale a stomaco pieno (direi meglio quando era pienissimo) e non ho mai abusato di lassativi. Ingerivo molti liquidi.
ora ho una dieta regolare: orari, quantità da nutrizione anziché da riempimento evitanto i soliti cibi nelle liste anti-reflusso.
ho letto molto in questo periodo, anche riguardo agli effetti sul lungo periodo degli IPP (polipi, malassorbimento vit. B12 e ferro ecc.). In fin dei conti seppur sicuri questi medicinali, l'acidità, entro certi limiti, serve al nostro stomaco.
capisco che dalla diagnosi sono passati solo 3 mesi ma, seppur non acido, sento risalita di liquidi che ora abbassando l'acidità sono più innocui per l'esofago/faringe/ecc.. ma comunque li sento.
Nella gastroscopia c'è scritto che il cardias è continente, farò ph impedenziometria a breve.
volevo sapere: potrò mai riuscire a tornare una persona normale senza medicine?
Andrebbe ben valutata e Sarà anche azzardato ora per parlare di fundoplicatio/nissen ma ho letto che è sconsigliata o meglio evitata in casi di bulimia nervosa. Vero?
Grazie

[#1]  
Dr. Felice Cosentino

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Non comprendo il "dramma" di avere un reflusso con il rischio di prendere il farmaco per lungo tempo. Si tranquillizzi. Per adesso continui con il 40 mg se la dose più bassa é inefficace. Per il futuro si vedrà. Io assumo il farmaco da quasi 30 anni......


Cordialmente

Dr Felice Cosentino, Gastroenterologia ed Endoscopia - Milano (Clinica La Madonnina), Roma, Calabria (Crotone,Reggio)
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio dottore.
L'idea di dover dipendere prendere una medicina per il resto della mia vita non la vedo di buon occhio, sono dei medicinali sicuri ma a dose di 40 mg per anni alza di molto la probabilità di effetti collaterali (polipi, malassorbimento b12, osteoporosi ecc.)

1- Per favore mi potrebbe consigliare la condotta clinica che dovrò avere per i prossimi anni?.
Intendo dire, quali esami dovrò fare periodicamente e soprattutto con quale cadenza temporale per prevenire effetti collaterali? (Gastroscopia?specifici analisi del sangue, speciali analisi ossee ecc...)
Mi dia per favore un'indicazione di tutti gli esami/analisi che vanno costantemente monitorati dato che qua si parla di periodi molto lunghi e gli effetti collaterali potrebbero essere soggettivi.

2- Volevo comunque sapere se avete esperienze chirurgiche per casi simili e le possibili complicanze post operatorie.

Grazie per una sua risposta a queste mie domande.

[#3]  
Dr. Felice Cosentino

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Ci chiede un po' tanto via web, sono quesiti a cui dovrebbe rispondere il suo medico. Ad ogni modo posso aiutarla con degli articoli:


https://www.medicitalia.it/salute/gastroenterologia-e-endoscopia-digestiva/44-reflusso-gastroesofageo.html

https://www.medicitalia.it/minforma/chirurgia-dell-apparato-digerente/954-reflusso-gastroesofageo-terapia-medica-o-chirurgica.html

https://www.medicitalia.it/minforma/scienza-dell-alimentazione/787-il-reflusso-gastro-esofageo-a-tavola.html
Dr Felice Cosentino, Gastroenterologia ed Endoscopia - Milano (Clinica La Madonnina), Roma, Calabria (Crotone,Reggio)
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[#4] dopo  
Utente
La ringrazio dottore, avevo già letto tutti questi articoli, per questo facevo delle domande specifiche in base alle vostre esperienze passate.
Ad ogni modo sarei curioso di sapere se nella vostra esperienza avete mai affrontato dei casi simili e quali sono stati i risultati.
Grazie

[#5] dopo  
Utente
Mi riferisco in particolare alla soluzione chirurgica, naturalmente valutata e ben ponderata preventivamente
Grazie ancora

[#6]  
Dr. Felice Cosentino

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I casi come i suoi esistono. Purtroppo la chirurgia può non risultare efficace totalmente e nel 20% dei casi ci possono essere complicanze e/o insuccessi o necessità di continuare la terapia con IPP anche se ha dose ridotta. Quindi, bisogna valutare bene la necessità della chirurgia (grosse ernie iatale con rigurgito, intolleranza o inefficacia degli IPP, ecc.).

Dr Felice Cosentino, Gastroenterologia ed Endoscopia - Milano (Clinica La Madonnina), Roma, Calabria (Crotone,Reggio)
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[#7] dopo  
Utente
Grazie dottore per la cortese risposta.
Le volevo solo aggiungere che non mi è stata diagnosticata ernia istale dalla EGDS e che sto accusando dolori addominali e forte flatulenza e come le dicevo sono una persona giovane. Probabilmente dovrei sottopormi a qualche altro esame specifico per capire meglio la mia patologia che come risultato ha dato l'esofagite. Probabilmente ho un cardias che non funziona correttamente. Dalla manometria esofagea si capirebbe.
Non so come comportarmi per la flatulenza. Breath test per valutare la carica batterica del tenue?
Mi dia un consiglio per favore.
Grazie

[#8]  
Dr. Felice Cosentino

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Per la corretta valutazione del reflusso sarebbe utile eseguire la pH-impedenzometria esofagea e per il meteorismo il breath test al lattosio e lattulosio.


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[#9] dopo  
Utente
Grazie per l'informazione. La terrò aggiornato sull'esito degli esami

[#10] dopo  
Utente
Gentile dottore, ho fatto gli esami di cui sopra da cui ne è risultata una ipotonia basale del SEI con mobilità della zona sfinteriale (tono basale SEI 5,5 mmhg) con reflussività acida biposturale patologica, ridotta clearance esofagea in clinostatismo. La reflussività impedenziometrica totale e di tipo acido patologica, aumento del tempo medio di transito del bolo in esofago (16 sec.). I reflussi acidi in un giorno sono stati 55, debolmente acidi 27 e senza reflussività non acida. Il reflusso più lungo è durato 24 min.
La terapia farmacologica mi ha migliorato di molto i sintomi e menomale che esiste, si sono ripresentati dopo aver interrotto per l'esame, tuttavia volevo chiederle; quale dovrà essere la mia condotta (oltre ai soliti accorgimenti dietetico/comportamentali) per i prossimi anni dato che sono giovane? Sono in cura con esomeprazolo 40m ed ancora non riesco ad abbassare a 20mg, ne tantomeno ad eliminare dopo 4 mesi di cura ininterrotta. Da quanto ho capito dovrei autogestirmi le dosi in base ai sintomi se persistono o si aggravano
C'è possibilità che il tono sfinteriale migliori dopo mesi/anni di terapia farmacologica? Oppure potrà solo peggiorare con gli anni?
La ringrazio per una sua risposta.

[#11]  
Dr. Felice Cosentino

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É difficile prevedere il futuro, questo lo si potrà sapere dopo almeno un anno di terapia.


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