Utente
Buonasera, sono una ragazza di 27 anni.
Vi scrivo in quanto negli ultimi mesi ho riscontrato alcuni "problemi" a livello del colon.
Premessa: sono sempre stata stitica, anche da bambina, ma tendo a somatizzare tantissimo lo stress soprattutto a livello del colon, con episodi di diarrea (ad esempio durante una giornata particolarmente stressante a lavoro, o prima di un esame universitario), ma non è mai stato nulla di preoccupante.
Spesso inoltre i miei disturbi erano associati al periodo mestruale (diarrea il primo o il secondo giorno di ciclo).
Lo scorso anno e mezzo ho fatto una visita dal gastroenterologo (a seguito di un periodo molto stressante della mia vita iniziai ad avere episodi di diarrea molto frequenti), che dopo un'ecografia mi ha diagnosticato una colite da curare con spasmomen per circa 2 mesi.
Dopo la cura ho iniziato a stare meglio, il tutto fino a quando non è iniziato il lockdown lo scorso marzo.
Faccio un lavoro che svolgo al pc e non potendo uscire nemmeno per andare in ufficio la mia vita è diventata parecchio sedentaria.
Da lì ho iniziato a soffrire di stitichezza in maniera più intensa di prima: feci caprine, evacuazioni rare.
Durante l'estate ho addirittura avuto 2 episodi di emorroidi (a distanza di più di un mese tra l'una e l'altra), probabilmente per la durezza delle feci.
Un mese fa mi sono recata da un altro specialista che mi ha prescritto esami del sangue/urine/feci: tutto regolare, VES proteina reattiva, sangue occulto negativo, tranne che per la calprotectina: 210.
Visto il valore così alto mi ha prescritto di fare una colonoscopia che farò a dicembre; nel frattempo come cura mi ha dato magnesio, probiotico e antispastico (perché a volte avverto dolore al fianco dx).
Da quando seguo questa cura benché "blanda" sto abbastanza meglio (vado in bagno tutti i giorni, e dolore e gonfiore benché sporadici sono comuqnue sopportabili), ma a volte (NON dopo ogni evacuazione) noto che dopo qualche evacuazione trovo nella carta igienica come dei residui di muco rossastro, in quantità minime.
Non sembra esserci nel sangue, ma è proprio il colore del residuo che lo ricorda.
Le feci hanno un colore normale.
Tutto ciò accade specialmente se le feci sono più dure del normale.

Sarebbe il caso di ripetere l'esame delle feci per vedere se c'è sangue occulto, o a questo punto mi conviene aspettare l'esame endoscopico?
Potrebbe essere stato un falso negativo?
E soprattutto: da che cosa potrebbe dipendere il valore della calprotectina così alto?
Ho letto che potrebbe essere dovuta da morbo di Chron o da colite ulcerosa, ma negli ultimi mesi non ho avuto chissà quanti episodi di diarrea (forse un paio ma niente di rilevante), e soprattutto mi chiedo se non sarebbe emerso qualcosa già dall'ecografia fatta un anno e mezzo fa?

Ringrazio in anticipo.

Saluti

[#1]  
Dr. Felice Cosentino

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Direi di non allarmarsi e non pensare a Crohn o RCU, Potrebbe trattarsi semplicemente di un colon irritabile

Cordialmente
Dr Felice Cosentino, Gastroenterologo/Endoscopista - Milano (Clinica La Madonnina), Roma, Calabria (Crotone,Reggio)
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[#2] dopo  
Utente
Grazie mille dottore per la celere risposta.
Dalla mia ignoranza anche io avevo pensato che il valore potesse essere dovuto al mio colon irritabile, ma è stata il mio medico curante che, quando ha visto questi risultati, ha ritenuto indispensabile fare una colonoscopia quanto prima dicendo che potrebbe essere per l'appunto rettocolite ulcerosa o qualcosa del genere, perché ritiene che il valore di 210 sia troppo alto per essere ricondotto esclusivamente al colon irritabile...

[#3]  
Dr. Felice Cosentino

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[#4] dopo  
Utente
Salve dottore, scusi se torno a disturbarla, ma sono un po' preoccupata. Da quando faccio la cura di magnesio+probiotici+antispastico, vado in bagno quasi tutti i giorni, anche se le feci continuano ad essere dure e caprine. Oggi dopo la defecazione ho di nuovo visto sulla carta igienica un piccolo filamento rosso sangue. Non capisco se questi filamenti vengano dalle feci o dall'ano (dal momento in cui le feci sono dure). Cosa potrebbe essere?