Utente 149XXX

Buonasera,
mi sono già rivolta a voi, in questa sezione. Vorrei porre ancora tre domande specifiche:
1- perché il click mandibolare (sia sinistro che destro) scompare portando la mandibola in posizione prognatica, in avanti?
2- è possibile in presenza di II classe dentale e morso profondo, avere contemporaneamente oltre alla mandibola arretrata anche il mascellare arretrato? O entrambi iposviluppati rispetto al resto del viso?
3- è possibile che con un rialzo della dimensione verticale e un peggioramento della II classe, il mento, paradossalmente, si sia reso più evidente come in questa foto? (non sono io, l'ho trovata in rete)

Ringrazio vivamente

[#1] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Signora, rispondo per punto:
1) Molto probabilmente nel suo caso è presente una incoordinazione Condilo- Meniscale all'Articolazione Temporo Mandibolare (ATM).
Nel normale, i condili mandibolari di entrambi i lati sono in rapporto con la parete antero superiore della cavità articolare ( Cavità Glenoide) ; fra le superfici articolari è interposto un menisco . Condilo e menisco dovrebbero muoversi in sinergia ogni volta che muoviamo la bocca, come , ad esempio , nella masticazione: se questa situazione viene mantenuta, non ci sono rumori particolari.
Accade però che, per vari motivi, in parte congeniti, in parte per un anomalo sviluppo scheletrico, per la irregolare eruzione degli elementi dentari decidui e permanenti (malocclusione), alle quali cause è bene aggiungere anche la mano non sempre riguardosa del dentista ed i traumi che il soggetto può subire, i condili possono dislocarsi in una zona più arretrata, perdendo il contatto con il menisco, che , a bocca chiusa, risulta dislocato davanti al condilo. Ogni volta che , aprendo la bocca, il condilo si sposta in avanti, ricattura il menisco , e ciò provoca il tipico rumore di schiocco (click), più o meno acusticamente percepibile: nel chiudere la bocca ,però , il menisco torna a dislocarsi , per lo più in avanti, per cui il click si percepisce praticamente ad ogni movimento.
Se invece, la mandibola viene mantenuta in posizione avanzata, la dislocazione non avviene , e il rumore non si sente.
Sul funzionamento dell''ATM può avere qualche ulteriore informazione aprendo questo link:

http://www.studiober.com/patologie/patologia-dellatm-gnatologia-classic
N.B.: dopo aver aperto il link, si deve clikkare su: "continua e apri il sito.."

2) si: si chiama biretrusione
3) non capisco bene la domanda: le foto mostrano un buon risultato, ottenuto probabilmente con intervento di chirurgia maxillo facciale: il profilo di destra è decisamente più bello di quello di sinistra
Aggiungo che "un rialzo della dimensione verticale" è appunto una modifica in senso verticale, mentre " un peggioramento della II classe" è un evento in senso sagittale (avanti-indietro): se si é verificato a seguito del primo é evento collaterale sfavorevole, di certo non voluto, che va probabilmente corretto.

Cordiali saluti ed auguri
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
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[#2] dopo  
Utente 149XXX

Grazie, Dottor Bernkopf,

rispetto al click mi è tutto chiaro. Anche se l'azione con un bite o una placca di riposizionamento, come quella da lei utilizzata, mi spaventa per un semplice motivo : i miei denti sono stati rialzati con intarsi e protesi (quelli posteriori) e i sei superiori davanti sono stati ingranditi valutando solo l'impatto estetico (avevo diastemi molto pronunciati e quelli dell'arcata superiore non in simmetria con quelli dell'arcata inferiore : certo! si stavano spostando come anche i tessuti molli del viso... Di questo non è stato tenuto conto) e sono stati ingranditi, cercando, otticamente, di centrarli - cosa che ora, a prima vista, falsa la percezione : che io sia in seconda classe è evidente sia ad occhio nudo che guardando la posizione dei molari inferiori e superiori, che abbia un morso profondo non vorrei fosse invece dato dall'ingrandimento e allungamento eccessivo dei denti frontali dell'arcata superiore.
Ora, da un esame kinesiografico pare che l'altezza verticale sia stata aumentata di troppo, e che non ci sia più spazio interarcata. Lei però, tempo fa, mi aveva proposto di alzare ancora di più la dimensione verticale, cosa che però mi porterebbe ad avere un viso molto allungato e sgradevole (ho foto di quando ero in prima classe, verso i 17 anni, in cui avevo guance piene e un viso ovale, ora sembra che il tutto si sia ristretto e allungato). Com'è possibile allungare ancora di più?

Mi chiedo piuttosto se non avrebbe più senso riabbassare la dimensione verticale, togliendo intarsi e capsule, e ripartire da zero, lavorando per riportare il tutto in prima classe, ad esempio con bite o con placche di riposizionamento.

Fosse possibile postare una foto mia qui, si capirebbe meglio di cosa parlo quando mi riferisco alla biretrusione. La foto che ho postato era per mostrare "il prima" - in quel caso un prima pre-operatorio, con intervento di chirurgia ortognatica -, non il dopo, che invece mi sembra appunto un ottimo risultato. Io però parto da una situazione simile alla foto del prima, con entrambi i mascellari (superiore e inferiore) retrusi, una seconda classe, una mandibola deviata, e i tessuti molli che hanno seguito l'andamento di questa deviazione : volto più scavato a sinistra, guancia sinistra ridotta in spessore (come mi ha indicato un suo collega qui nel forum, con la tecnica del pinzamento, si può facilmente notare la differenza di spessore tra sinistra e destra), occhio di sinistra abbassato, e muscoli tesi nella parte destra, come post paresi facciale (non posso chiudere l'occhio destro da solo, né tirare il sorriso, avvertendo una resistenza).

Quando venni da lei mi propose subito un trattamento con il dispositivo da lei realizzato, per un successivo rialzo, una deviazione e un successivo trattamento ortodontico. Mi aveva preso le impronte con lo stampino blu, dicendomi che se ero d'accordo mi avrebbe costruito il dispositivo nell'arco di una giornata. Tutto questo, però, senza avermi prescritto alcuna radiografia, panoramica, tac cone beam eccetera. Mi chiedo - le chiedo da ignorante : è possibile cominciare un trattamento senza prima fare un'analisi cefalometrica? Una TAC dei condili? Una radiografia?
Questo francamente mi ha un po' spaventata. Per carità, l'occhio umano sa vederci bene, ma sicuramente la situazione delle ossa, a meno che non ci siano raggi laser, è difficile da valutare ad occhio nudo.

Mi chiedo - come penso molti pazienti - come sia possibile che per lo stesso problema, ogni dentista/gnatologo, abbia sempre una soluzione diversa, a volte addirittura opposta : tutto questo disorienta. Come decidere a chi rivolgersi, quando ci ritroviamo con quindici proposte diverse?

[#3] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, ovviamente non posso ricordare con esattezza la sua situazione, ma di certo quello che le ho detto e proposto lo confermerei, trattandosi ovviamente della mia opinione clinica.
Di certo ricorderà, perché lo premetto a qualunque proposta , che la mia non vuole essere una critica a qualunque altra opinione o proposta sia stata o sarà fatta da altro Collega, ma solo, appunto, la mia opinione clinica e la mia proposta terapeutica.

"Mi chiedo - come penso molti pazienti - come sia possibile che per lo stesso problema, ogni dentista/gnatologo, abbia sempre una soluzione diversa, a volte addirittura opposta : tutto questo disorienta".

Non è inusuale in medicina che le opinioni di diversi medici possano essere diverse riguardo allo stesso caso, specialmente in quelle problematiche che per loro natura sfuggono ad una precisa codificazione comportamentale: la problematica gnatologica é una di queste.

"Mi chiedo piuttosto se non avrebbe più senso riabbassare la dimensione verticale, togliendo intarsi e capsule, e ripartire da zero"
Glielo sconsiglio vivamente

"lavorando per riportare il tutto in prima classe, ad esempio con bite o con placche di riposizionamento"
E' in linea di massima (ovviamente non posso ricordare con precisione) quello che le avevo proposto. Infatti: "mi propose subito un trattamento con il dispositivo da lei realizzato, per un successivo rialzo, una deviazione.."

" è possibile cominciare un trattamento senza prima fare un'analisi cefalometrica? Una TAC dei condili? Una radiografia? "

Si é possibile: l'approccio gnatologico a problemi come il suo é essenzialmente clinico , e raramente indagini diagnostiche aggiungono informazioni determinanti al fine di risolvere il caso. Ciò non toglie che alcuni Colleghi ritengano invece di prescriverle, evidentemente ottenendone un qualche risultato: la Kinesiografia é una di queste.
TAC e radiografie sono sostanzialmente inutili nella quasi totalità dei casi: ad una immagine diagnostica un medico deve poter chiedere non la foto - ricordo del caso, ma informazioni determinanti che illuminino il suo progetto terapeutico. TAC e RX non ne danno. In alcuni casi, se mai, può essere utile una Risonanza Magnetica: non ne prescrivo più di una o due all'anno
Personalmente se una kinesiografia , si spera ovviamente eseguita da persona esperta (anche qui l'operatore può fare la differenza), dà un'indicazione e l'esame clinico ne dà un'altra, seguo le indicazioni cliniche.

"Come decidere a chi rivolgersi, quando ci ritroviamo con quindici proposte diverse? "
Scelga il professionista che la convince di più, e se non ha successo, lo cambi: come con qualunque altro problema medico. Le suggerirei di....fermarsi prima di arrivare a 15!

Cordiali saluti e siunceri auguri.

Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
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[#4] dopo  
Utente 149XXX

Dottor Bernkopf,
grazie per la risposta. Come si spiega, però, che prima degli interventi di rialzo della dimensione verticale (e prima dell'estrazione degli ottavi, peraltro estrusi perfettamente ma cariati) io avessi un viso gradevole, dolce, e ora mi ritrovo con i tessuti molli cadenti, come fossi invecchiata di dieci anni in meno di sei mesi e visibilmente cambiata in peggio? Potessi mostrarle video o foto del prima e del dopo, capirebbe anche lei che l'aumento della dimensione verticale non ha fatto che rendermi più brutta e asimmetrica. La geniale idea, poi, anziché di conservare gli ottavi perfettamente estrusi, di toglierli in un viso già di per sé magro, mi ha modificato così tanto i lineamenti da sembrare praticamente irriconoscibile : l'osso si è ritirato (ho letto molti studi scientifici sull'argomento, in inglese - in italiano pare non ci siano notizie nel web, del cambiamento della forma del viso con l'estrazione dei denti del giudizio, ma si sa perfettamente che ci sono modelle che li estraggono proprio per dare un aspetto più magro al volto). Con una semplice ricerca in inglese si trovano milioni di lamentele di persone che post estrazione, dopo qualche mese, si sono ritrovate con i tessuti molli "collassati" e un generale invecchiamento facciale.

Perché vedo solo parlare di aumento della dimensione verticale e mai - mai - dei danni che un rialzo eccessivo può causare al volto? La bellezza di un viso non è data solo da un'ottima dimensione verticale, ma anche da proporzioni soggettive. Io so solo una cosa : prima di questo lavoro con bite, rialzo e protesi, mi guardavo allo specchio serenamente. Ora non c'è giorno che io mi senta a mio agio, al punto tale da non voler più uscire di casa per paura di rivedermi in foto che potrebbero scattare. Evito gli specchi, mi vedo invecchiata e con rughe naso labiali che prima non avevo. Strano, con un rialzo della dimensione verticale, non è vero? Se però associata ad un'estrazione degli ottavi e ad un rialzo che non ha tenuto conto della seconda classe, i risultati sono questi : il mio profilo si è appiattito, e nessun bite potrà spostarmi in avanti la mascella superiore. Né, nessun bite, potrà restituirmi lo spessore perduto alle guance. Né, rialzando ancor di più l'altezza (quando dall'esame kinesiografico effettuato a Padova si rilevava assenza di spazio interarcata) potrà migliorarmi esteticamente. Forse funzionalmente. Ma io sono una giovane donna, e aver speso 20.000 euro per non riconoscermi più allo specchio, e vedermi peggiorata - e sapermi (visto che altri l'hanno notato) invecchiata solo a causa di un errore, mi rattrista enormemente.

La clinica in cui venne fatto tutto questo ha chiuso per una malattia della Dottoressa che la gestiva, e io non so più che fare.

[#5] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Signora, ma perché queste domande non me le ha fatte quando potevo risponderle con più aderenza al suo caso personale avendola presente di persona?. Di solito concludo le mia visita, che, come ricorderà, dura più di un'ora, chiedendo al paziente se c'è qualcos'altro che desidera chiedermi o che non è stato chiaro nella mia esposizione: credo di averlo chiesto anche a lei, ma comunque se c'era dell'altro doveva chiedermelo, e le avrei risposto. Mi prendo, di regola, tutto l tempo per farlo, nel pieno rispetto per i comprensibili dubbi di un paziente che esce da un insuccesso.
Ora , per quello che posso capire via rete, credo che lei sbagli nell'interpretazione del suo problema.
Credo anche che interpreti male quel che ha letto sulle estrazioni dei denti del giudizio, e sbagli soprattutto a farsi prendere dallo sconforto e ad azzardare soluzioni fai da te ("Mi chiedo piuttosto se non avrebbe più senso riabbassare la dimensione verticale, togliendo intarsi e capsule, e ripartire da zero"): rischia di trovare qualcuno che, anziché proporle un trattamento frutto di una diagnosi, la segua nelle sue autodiagnosi, colpevolizzandola poi per il probabile nuovo insuccesso.
Purtroppo, poiché durante la mia visita non sono stato convincente nella mia proposta terapeutica, non posso che augurarle di trovarne una migliore, che peraltro, difficilmente troverà via rete.
Cordiali saluti ed auguri.



Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
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[#6] dopo  
Utente 149XXX

"Gentile Signora, ma perché queste domande non me le ha fatte quando potevo risponderle con più aderenza al suo caso personale avendola presente di persona?."

Le domande gliel'ho fatte, ma quando mi ha messo "nella posizione che lei riteneva corretta" e le ho fatto notare come in quel modo il volto si stirasse ma diventasse lungo e sgraziato, mi ha detto che non ci dovevo far caso.

"Purtroppo, poiché durante la mia visita non sono stato convincente nella mia proposta terapeutica, non posso che augurarle di trovarne una migliore, che peraltro, difficilmente troverà via rete."

Dottore, il punto non è stato essere convincente o meno. Il punto è che la previsione di bite+ortodonzia fissa+ricostruzione protesica dei denti, visto già il costo della prima visita che ho trovato francamente imbarazzante, era improponibile da un punto di vista economico. E' stato corretto nel dirmi che "sappiamo dove partire, purtroppo non sappiamo dove si arriva". Capisce però che non tutti possiamo permetterci i costi così alti che propone lei e che propongono altri specialisti.

Sono stata indirizzata da altri dentisti (che non mi hanno chiesto nulla in termini economici) presso un centro universitario essendo il mio un caso che richiedeva un approccio multidisciplinare. In modo completamente gratuito ma molto accurato mi è stato chiesto, prima della visita, di visionare per valutarlo tutto il materiale a disposizione e la mia storia clinica. Non ho pagato nulla e non pagherò nulla.

Ho effettuato anche tac cone beam ed altri esami (suggeriti anche qui da altri suoi colleghi) e dalle teleradiografie e le analisi cefalometriche risulta come il mio profilo da brachifacciale e in I classe dentoscheletrica sia divenuto dolicofacciale in II classe. Per lei, come ha scritto, questo tipo di esami non servono praticamente a nulla.

Leggo che ad ogni risposta da lei fornita in questo sito lei linka ai suoi articoli - che appunto presentano solo casi positivissimi e grandi elogi. Forse il mio approccio alla salute è diverso : ogni soggetto è a sé, e applicare la stessa terapia a tutti mi sembra riduttivo. Ovviamente questa è una mia opinione. Rispetto la sua, ma non posso condividerla.

[#7] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Signora, che nel pubblico, per qualunque prestazione, i costi siano diversi e minimi, perchè assorbiti dalla collettività anziché gravare sul singolo, è evidentemente logico. In particolare sono semigratuiti gli esami diagnostici, nei quali forse si abbonda anche proprio perché sembrano non costare nulla. "Tac cone beam ed altri esami" farebbero (e fanno) già una bella cifra.
Al di là del loro costo, però, andrebbe valutato il loro valore, cioé l'importanza che hanno nell'individuare un percorso terapeutico che porti alla risoluzione del caso: ad oggi mi sembra di capire dal suo racconto che lei si trova ancora in una fase preliminare diagnostica, ricca e allargata, che però non ha ancora espresso una terapia (mi pare nemmeno una proposta terapeutica), tantomeno una terapia efficace.
Ovviamente le auguro di tutto cuore che questo avvenga presto.
Qualche osservazione:
"applicare la stessa terapia a tutti mi sembra riduttivo". In realtà lo schema di approccio ad un qualunque problema medico obbedisce effettivamente a Linee Guida e protocolli abbastanza standardizzati: non credo che i Colleghi si scosteranno di molto dal mio schema di approccio . Ciò però non significa dimenticare che "ogni soggetto è a sé". Anche in un caso come il suo i dispositivi impiegati sono, e di certo saranno, quanto di più individuale si possa prescrivere, a meno di non ricadere in quelli preformati da acquistarsi in farmacia , di basso costo ma forse di efficacia altrettanto bassa.
Sottolineo infine che non erano solo i costi che l'hanno portata a non accettare la mia proposta, ma il fatto che , applicando il bite "il volto si stirasse ma diventasse lungo e sgraziato": ovviamente non concordo con questa che è una abituale sensazione del paziente , nel momento in cui si applica un bite, legata al repentino cambiamento, peraltro di pochi millimetri, di un look al quale era abituato: si tratta di una sensazione soggettiva, comprensibilmente sgradevole, ma che di regola presto sparisce . Su questo punto, peraltro, sarei del tutto privo di soluzione alternativa, anche in assenza del problema economico: poiché mi incuriosirebbe, per mia cultura, conoscere strade alternative, le sarò grato se mi terrà informato dell'evoluzione del suo caso.
Cordiali saluti e sinceri auguri.
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
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[#8] dopo  
Dr. Daniele Tonlorenzi

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Gentile utente forse se legge http://www.danieletonlorenzi.it/?s=click+blocco&x=0&y=0 (vada su "continua ed apri") capirà che il funzionamento dell'ATM si può studiare anche solo con una buona visita e che il click (precoce, intermedio e tardivo) è lo specchio di cosa si vede alla TAC... Anch'io prescrivo prevalentemente RMN in caso di incidenti stradali e TAC per curiosità mia in pochissimi casi.
Come leggerà nell'articolo "La terapia proposta è aumentare la dimensione verticale con bite e successivamente quando non sono più presenti dolori vedere “allungare i denti” su google:"
Che non si possa sopportare questo aumento della dimensione verticale non è vero lo spazio libero tra i denti si riforma.
Di solito con il bite (fatto bene) la sintomatologia scompare e può rivalutare il tutto a distanza di mesi.
Riguardo al prezzo non entro nel merito.
Saluti
PS se non alza la dimensione verticale non cura il click e quando toglie il bite ritornerà alla dimensione normale.
http://www.medicitalia.it/dtonlorenzi/curriculum

[#9] dopo  
Utente 149XXX

Gentili Dottori,
grazie mille per le accurate risposte.

Vedete, io stessa, nel corso degli anni mi sono rivolta a medici facendo presente che probabilmente la dimensione verticale era da rialzare, tant'è che - appunto - è stato fatto.
Quando mi rivolsi al Dott. Bernkopf il rialzo della VDO nei posteriori era già avvenuto, con intarsi e corone protesiche, di ben 5 mm. Il problema è stato questo (e mi fa piacere discuterne con due esperti come voi).

Perché mi venne rialzata? Non per ridurre o rimettere in sede la mandibola, ma per "ritrovare spazio" là dove i due molari sx 36,37 erano stati devitalizzati e mai ricoperti. Questo aveva portato, come potrete immaginare, una ad un'estrusione verso il basso dei molari superiori che trovavano spazio. Come hanno agito nella terapia? Anziché intervenire sulla laterodeviazione che questo aveva provocato, hanno rialzato con un bite molto alto tutta l'arcata. Senza spessoramenti, aggiustamenti o altro. Successivamente ritrovato lo spazio, hanno inserito le due capsule e rimesso rialzato tutti i denti inferiori ad eccezione dei 6 frontali.

Mentre prima, con una dimensione verticale ridotta, tenenvo, per sostegno, la prima mascherina dell'invisalign (trattamento non proseguito perché ci si rese subito conto che mi avrebbe causato peggioramenti sia funzionali che estetici) e mi veniva spontaneo slittare in prima classe, portando la mandibola in posizione leggermente prognatica e profilo e frontale ne guadagnavano, lo spessoramento fatto senza tener conto della II classe e della posteriorizzazione dei condili e della deviazione della mandibola, ha portato ad un peggioramento. Potessi inviarvi delle foto, ve le mostrerei. Se prima il viso era proporzionato, quello che è venuto a crearsi è stato un aumento della seconda classe, un allungamento molto evidente del viso e un cedimento dei tessuti molli. Sono giovane, difficilmente potevo invecchiare di colpo nell'arco di sei mesi.

In questo senso, un ulteriore aumento prospettato da Berknopf mi avrebbe portato ad un volto ancora più lungo. Dottore, è vero : pochi millimetri sembrano un'inezia, ma come lei saprà, pochi millimetri nella dimensione verticale fanno eccome la differenza, tant'è che è diventato d'uso aumentare la dimensione verticale di poco per restituire "freschezza" a donne mature. Ecco, io credo però che l'aumento della VDO sia diventato una risposta un po' troppo veloce che non tiene conto sempre della percezione di sé. Mentre sono (ed ero) assolutamente d'accordo con l'idea di una placca di riposizionamento che mi riportasse la mandibola in asse, avendo anche problemi che questa comporta (come una scoliosi destro concava del setto nasale con conseguente ipertrofia dei turbinati e difficoltà respiratorie), l'idea di alzare di altri mm la dimensione verticale mi sembrava azzardato : di quanto è possibile, vi chiedo, alzare una dimensione verticale? Già l'avevano alzata di 5 mm, si può arrivare ad alzare i denti di un cm? E non credete che questo cambi completamente la fisionomia di un volto?

Non lo so davvero. Ma se fino a una decina d'anni fa e forse più tutti i dentisti parlavano di molaggio selettivo, ora tutti parlano (da siti americani, francesi, italiani, eccetera) di rialzo di dimensione verticale.

Io resto dell'idea che sia più importante, se possibile, riportare una malocclusione in prima classe (se comporta problemi, sia funzionali che estetici) e poi, solo poi, eventualmente, valutare se rialzare il morso. Il molaggio selettivo mi sembra a prescindere sbagliato : perché limare denti sani?
Togliere materiale aggiunto un po' a casaccio com'era avvenuto nel mio caso, l'avrei visto come un primo passaggio importante per poi cominciare una terapia con bite o placca di riposizionamento, ricostruendo, poi, gli elementi, sulla base della posizione trovata e dell'estetica del volto.

Rispetto a lastre e radiografie, capisco la vostra posizione. C'è però da tener conto che - ad esempio nel mio caso (soffro di osteoponia) - valutare le condizioni dell'osso prima di iniziare qualunque tipo di trattamento siano, se non necessarie, strumenti in più per arrivare a fare una diagnosi e decidere una terapia avendo precedentemente considerato tutto. Come dire : non siamo solo denti e condili. Siamo anche corpi, tessuti molli, ossa, ed altro.



[#10] dopo  
Dr. Daniele Tonlorenzi

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Anziché intervenire sulla laterodeviazione che questo aveva provocato, hanno rialzato con un bite molto alto tutta l'arcata. Senza spessoramenti, aggiustamenti o altro.

La risposta ai suoi problemi è tutta in questa frase
http://www.medicitalia.it/dtonlorenzi/curriculum

[#11] dopo  
Utente 149XXX

Infatti, Dottore. Per questo sono demotivata e spaventata all'idea di spendere altri soldi (sono arrivata a 19.000 euro) in una clinica prestigiosa di Milano che poi ha chiuso per malattia per ritrovarmi con problemi funzionali, articolari, e - cosa che mi rattrista - anche e soprattutto estetici. Insomma, un disastro. Hanno poi ingrandito i sei frontali superiori e ora, essendosi accentuata la seconda classe, non solo i diastemi li ho ancora, ma ho due dentoni che tendono a poggiarsi sul labbro inferiore. Capisce che alla luce di tutto questo, senza poter chiedere risarcimenti, prima di ricominciare non solo devo trovare una soluzione per far fronte al problema economico, ma pure l'aiuto di qualcuno di cui io possa fidarmi.

Per ora, quello che mi è stato detto, comunque, è che si tratta sicuramente di un lavoro da fare con bite, forse ortodonzia e sicuramente ricostruzione protesica di tutta l'arcata inferiore. Non avendo più i soldi per farlo privatamente, mi devo rivolgere al pubblico.

Rispetto a quanto lei dice, immagino capirà anche per quale motivo mi sembrava un po' azzardato "alzare ancora di più" la VDO quando già era stata alzata a casaccio. Rialzo su rialzo, dove mi troverei?. Un medico che mi aveva effettuato una kinesiografia aveva ipotizzato ad una rimozione degli intarsi fatti per ripartire, appunto, da zero con una placca di riposizionamento.

[#12] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Signora,
"valutare le condizioni dell'osso prima di iniziare qualunque tipo di trattamento siano, se non necessarie, strumenti in più per arrivare a fare una diagnosi e decidere una terapia avendo precedentemente considerato tutto."
In questa fase non credo proprio che l'eventuale presenza di osteopenia cambi di tanto o di poco il piano di trattamento: se mai, sarà un problema da considerare al momento di applicare gli impianti, per cui forse mai.
Mi preme sottolineare che la dimensione verticale, piaccia o no, risulta aumentata da qualunque dispositivo si introduca nella bocca: o lo si accetta o si rinuncia al trattamento: lei ha optato per la rinuncia.
Sottolineo peraltro che la dimensione verticale è solo uno dei tre parametri spaziali che si considerano in un riposizionamento mandibolare, assieme a quello sagittale (che nel suo caso tenderebbe a correggere la seconda classe), e a quello latero-laterale; sempre a mio parere, hanno pari importanza teorica, salvo diversa espressione caso per caso. Nel suo caso di certo la situazione di seconda classe sarebbe stata tutt'altro che trascurata.
Credo comunque che sia del tutto inutile proseguire un dialogo via rete, quantomeno con me , visto che, nel rapporto diretto, il mio piano di trattamento , che confermerei, non é stato accettato.
Oggi lei si è affidata di certo a ottimi professionisti, che spero le proporranno qualcosa di più gradito, e soprattutto giungeranno a risolvere il suo problema con un diverso trattamento.
Mi creda che ne sarò felice anch’io.
Cordiali saluti e auguri.
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
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