Utente 391XXX
Mio figlio, di 5 anni e mezzo, ha da circa 3 anni episodi frequenti di parotite che si presenta con un rigonfiamento doloroso, a volte con febbre, alla guancia destra. Quando si gonfia, la pelle si arrossa leggermente, l'alito cambia e nella bocca è visibile il dotto di Stenone dal quale fuoriesce tipo "pus". Il tutto dura circa 24/48 ore. Intervengo con borsa di acqua calda, facendolo bere molto e somministrando una bustina al di' di Flogeril Junior. Se ha tanto dolore gli do anche la tachipirina. I primi episodi si verificavano in situazione di congestione nasale. Ultimamente invece gli capita anche se non è raffreddato. Il bimbo inoltre riferisce che gli fa male la guancia dopo aver fatto un movimentoche mi mostra (porta la mandibola sotto in avanti). Fin dai primi episodi mi sono rivolta alla mia pediatra che, con sospetto di parotite pneumatica, mi ha indirizzato presso due differenti otorini. Sono state effettuate due ecografie alle ghiandole salivari. Il referto della prima, fatta a ottobre 2014, è "parotide dx ingrandita e disomogenea (flogosi); modica ectasia dei dotti intraghiandolari con ristagno di secreto. Presenza di adenopatie reattive laterocervicali a dx del diametro massimo di 2 cm". Con il secondo otorino consultato abbiamo iniziato una terapia antibiotica a lungo termine con Azitromicina per 3 giorni alla settimana per tre settimane più il Flogeril bustine per un mese. Successivamente è stata effettuata una terapia di mantenimento con lo stesso antibiotico per 4 mesi, i primi 3 giorni del mese. Al termine della terapia antibiotica gli episodi di parotite si sono ripresentanti con la stessa frequenza. Ci è stato detto quindi di aumentare l'idratazione del bambino. L'ultimo episodio di parotite, in remissione spontanea, la scorsa settimana, il settimo dall'inizio del 2015. Da nuova ecografia risulta lo stesso referto di quella effettuata nel 2014. A questo punto, dietro consiglio della mia pediatra, chiedo il presente consulto al fine di comprendere meglio le cause di questa fastidiosa patologia e per capire come intervenire.
Ringraziandovi fin da ora per il prezioso contributo, saluto cordialmente

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Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Signora, il suo bambino ha una Parotite Ricorrente Giovanile, patologia che , in letteratura, non presenta possibilità di trattamento specifico, al di la dell’episodio acuto. Come per l'Otite Ricorrente, anche in questo caso si spera nell’autolimitazione spontanea che, come nell’Otite , può non avvenire sempre: Personalmente ritengo che la parotite ricorrente, come tutte le patologie ricorrenti, trovi un'indispensabile e determinante elemento patogenetico nel terreno piuttosto che nell'agente eziologico. Per terreno intendo una struttura sfavorevole, che in questa patologia può essere costituita dall'ipertono del massetere legato alla sfavorevole occlusione dentaria. Il massetere comprime il dotto di Stenone, che decorre in intimo contatto con il muscolo, causando gonfiore e ristagno salivare . Il ristagno favorisce l'infezione e a volte la formazione dei calcoli. Tutti questi quadri, dal semplice gonfiore alle infezioni più gravi, però, sono le complicanze e non la vera patologia: infatti ricorrono nonostante le terapie.(come l’Otite, nella quale l’ostruzione riguarda la Tuba) Anzi, se i calcoli non vengono riscontrati dalla scialografia (nel bambino non ci sno quasi mai) lasciano incompreso il caso clinico, ma se riscontrati portano fuori strada, come tutte le volte che si confonde la causa con l'effetto: non è il calcolo che crea il ristagno, ma il ristagno che fa precipitare in calcolo, innescando un circolo vizioso. Come per l’Otite, una mandibola retrusa favorisce un problema bilaterale, una laterodeviata favorisce un quadro monolaterale o prevalentemente monolaterale.
L'interlocutore tecnico in questi casi é, a mio parere, un dentista che si occupi di disfunzioni cranio mandibolari, cioé di quella problematica che ruota attorno alla malocclusione dentaria e alla malposizione mandibolare e, nell’adulto , alle disfunzioni dell'Articolazione Temporo Mandibolare. La terapia é semplice e rapidamente risolutiva se il caso é ben inquadrato, specie nel bambino, tristissima se il caso, anziché evolvere verso la sperata autolimitazione , non viene compreso e il danno tissutale si ripropone troppe volte: nell'adulto prima o poi si va alla sialoectasia e alla parotidectomia, oltretutto con grave rischio di lesione del nervo facciale.
Su questa problematica ho pubblicato uno studio pilota sul bambino, l’unico lavoro che, in letteratura , propone una terapia mirata (fra gli Autoiri il Prof. De Benedictis, primario di Pediatria del Salesi di Ancona). :
Bernkopf E. Colleselli P. Broia V De Benedictis F.M.: Is recurrent parotitis in childhood still an enigma? a pilot experience. Acta Paediatrica 2008 97, pp. 478–482
Purtroppo, come nel caso dell’Otite il messaggio non è riuscito ad incuriosire né i Pediatri né i Colleghi ORL, tranne pochissime eccezioni.
Cordiali saluti ed auguri
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
www.studiober.com edber@studiober.com