Utente 579XXX
Buongiorno.
Soffro di emicranie da quando avevo circa 16 anni e ho portato l'apparecchio ai denti per alcuni anni durante l'adolescenza (oggi ne ho 32)
In seguito alla formazione di una recidiva, mi sono rivolta in ospedale, dove, dopo avermi diagnosticato un morso crociato, mi hanno fatto eseguire una stratigrafia temporo mandibolare, di cui vi riporto i risultati.

Nei due lati si osserva appiattimento superiore delle teste dei condili; labbro glenoideo anteriore a sinistra.
Conservata la ripidità delle eminenze articolari.
cavità glenoidi a botte.
Nella posizione funzionale di intercuspidazione massima le teste dei condili sono in netta posizione craniale.
In apertura massima l'escursione protrusiva condilare è di ampiezza asimmetrica, ridotta a destra.


Soffro di scoliosi (la spalla e il fianco destro sono "rialzati") e soffro di emicrania sempre e solo dal lato destro. Ho dolore alla zona temporale, al collo e alla scapola vicino alla colonna vertebrale.

Per anni mi hanno curato l'emicrania come emicrania "pura", ma lo gnatologo che mi ha visitato in ospedale mi ha detto che molto probabilmente la mia situazione (sia l'emicrania che la scoliosi) dipenda dall'occlusione.

Da una parte mi sono sollevata, dall'altra innervosita perché sono anni che convivo con il dolore (un attacco dura circa 3 giorni e risponde solo ad antiemicranici che, in seguito a crisi ipertensive, non posso più assumere) e NESSUNO ai centri cefalea mi ha mai paventato l'ipotesi di visionare l'occlusione, se non mi fossero tornati i denti storti non sarei mai andata in ospedale. Avevo fatto una visita da uno gnatologo anni fa che, dopo avermi visitata, senza avermi fatto fare alcun esame, aveva escluso che la malaocclusione potesse procurarmi emicrania.

Potete darmi un parere? Tornerò in ospedale tra un mese e questo tempo mi pare infinito, sono impaziente di avere una risposta :-)

Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, il referto della stratigrafia, esame poco adatto in casi come il suo, non aggiunge nulla a quanto già si può probabilmente ricavare da un esame clinico, se condotto da gnatologo esperto: se mai può servire a confermarlo, ma è sostanzialmente inutile.
Credo che lei abbia già ricevuto risposta in precedente consulto, ovviamente nei limiti di un consulto on line.
Se crede, mi faccia sapere l'esito del prossimo consulto (in che reparto?), sopratutto relativamente alle proposte di trattamento, visto che avverrà fra non molto.
Cordiali saluti ed auguri
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
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[#2] dopo  
Utente 579XXX

La ringrazio molto dottore.
Mi hanno richiesto sia la stratigrafia sia una radiografia del cranio e dei seni paranasali, spero che il confronto dei due esami possa servire a qualcosa...
Il prossimo consulto sarà al reparto di Odontoiatria e ortodonzia dell'Ospedale.
La ringrazio per la disponibilità, le farò sapere gli sviluppi.
Cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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"NESSUNO ai centri cefalea mi ha mai paventato l'ipotesi di visionare l'occlusione"

Purtroppo, salvo lodevoli eccezioni, quella che lei racconta è la regola.




"Avevo fatto una visita da uno gnatologo anni fa che, dopo avermi visitata, aveva escluso che la malaocclusione potesse procurarmi emicrania".

Il fatto di autodefinirsi gnatologo non significa necessariamente esserlo.
Anche una capra può definirsi tale se lo decide.

La stratigrafia, personalmente parlando, non aggiunge nessun dato a quelli che posso raccogliere durante una visita.
E lo stesso altri eventuali esami strumentali.

Occorre ridare funzionalità alla sua bocca, e questa in genere la ottengo con un bite di tipo particolare che mi permette di condizionare i movimenti mandibolari mediante una serie di ritocchi in tempi successivi.

La diagnosi "emicrania pura" nasconde in realtà l'incapacità di capire il meccanismo con cui questa si genera.
E molte volte l'origine sta in bocca (non sempre...), a volte anche in situazioni di normoocclusione.
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[#4] dopo  
Utente 579XXX

Buongiorno Dottori,
sono andata in ospedale per la visita di controllo.
Mi hanno detto che ho una situazione anomala, che io bruxo da destra a sinistra (se non ricordo male) e che di fatto, guardando le radiografie, dovrei avere dolore a sinistra, invece io ho emicrania a destra. La mandibola fa click a destra, come se l'osso uscisse dalla capsula articolare, ma non ho dolore all'articolazione, ho dolore solo alla muscolatura.
Il mento è leggermente spostato verso sinistra e mi hanno detto che il morso crociato non è in realtà così importante.
Nessuno mi ha spiegato nulla, ma dai discorsi che hanno fatto i medici tra loro mi è sembrato di capire che i condili siano consumati, più a destra che a sinistra e che ci sia un osso (?) più lungo dell'altro.

Mi hanno detto che non ci sono le condizioni cliniche per fare chirurgia maxillo facciale perché non ho dolore all'articolazione e che per raddrizzare i denti dovrei fare un intervento maxillo facciale ESTETICO, ma "può andare bene come può andare male" e quindi me l'hanno sconsigliato.

Dicono che dovrei mettere un bite per un anno, giorno e notte, e tenermi i denti storti.

Sono abbastanza delusa, spero che almeno il bite possa migliorare l'emicrania, ma sono scettica. Il primario stesso ha detto che "la mia situazione non è chiara" e che vuole rivedermi due o tre volte e sicuramente si chiarirà le idee. Nel frattempo facciamo il bite e vediamo dove lo consumo.

Grazie per la vostra attenzione, al momento sono piuttosto scoraggiata.

Cordiali saluti

[#5] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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Gentile utente,

la cosiddetta "situazione anomala" è la normalità nei pazienti con nevralgie atipiche e inccordinamenti cranio-mandibolari.

Quando si bruxa si bruxa e basta, e il bruxismo è una malattia ad origine centrale (cervello) , e non dipende dall'occlusione.

Guardando da una radiografia non si può sapere da che parte si ha dolore.

Il fatto che lei non abbia dolore dalla parte in cui ha il click non mi sorprende.

Il fatto che ci sia un condilo più grosso e uno più piccolo eventualmente consumato è un dato di fatto non modificabile a cui bisognerà adattarsi.

Non ci sono le condizioni cliniche per la chirurgia maxillofacciale ma non perchè non da dolore alle articolazioni.
Non ho MAI finora riscontrato indicazione alla chirurgia maxillofacciale nei pazienti disfunzionali, ANCHE con dolore importante.
Anzi, ritengo il dolore una CONTROINDICAZIONE ASSOLUTA alla chirurgia.

Il bite lo prescrivo quando la "situazione è chiara", non prima, perchè una volta chiarite le idee, il bite potrebbe necessitare di una forma diversa.
Un pò come il medico che, nell'attesa di capire cosa è la malattia, le da una pillola, dicendole: "proviamo questo".
Esattamente come potrebbe fare una portinaia (con tutto il rispetto per le portinaie).
Purtroppo lo fanno spesso i medici...

Il bite non lo faccio mai da mettere giorno e notte (ma non è una regola per tutti i professionisti), ma solo di notte e ricentrando la mandibola, e mi aspetto forti miglioramenti in pochi giorni.

Detto tutto questo, la terapia, indipendentemente dalla diagnosi, è sempre la stessa: ridare funzionalità alla sua bocca, lasciando i denti esattamente dove sono.
Almeno fino alla totale scomparsa dei sintomi.

Ho l'impressione che lei non sia stata visitata da uno gnatologo (sono rari quanto un quadrifoglio negli ospedali), ma da un chirurgo maxillo-facciale.
Mi dica se sbaglio.

La figura dello gnatologo la descrivo qui:
www.medicitalia.it/blog/gnatologia-clinica/439-gnatologo-costui.html
E più prolissamente qui:
www.studioformentelli.it/pagine/articoli/lo-gnatologo-questo-sconosciuto


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[#6] dopo  
Utente 579XXX

Grazie per la sua risposta dott. Formentelli.

Pur da profana la proposta del "facciamo il bite e vediamo dove lo consumi" era sembrata strana pure a me, più che altro perché mi aspettavo che, dovendo farmi intraprendere una terapia, avesse più o meno in mente quale strada percorrere.

Il medico che mi ha visitata in ospedale mi è stato presentato come dentista gnatologo, di più non saprei dirle: di fatto ha detto che per ragioni "funzionali" non è il caso di affrontare un intervento, per ragioni "estetiche" il discorso cambierebbe, ma lui (almeno per il momento) non lo consiglia.

Io ho un'emicrania strana (non ho mai avuto fotofobia, sensibilità ai rumori o vomito), ma che insorge o durante l'ovulazione o durante il ciclo, il primo giorno è un dolore diffuso che si concentra nei successivi due giorni sulla tempia destra.

Immagino che ci sia anche una componente ormonale, come se più fattori andassero ad unirsi insieme, scatenando la crisi. A questo proposito mi chiedo quanto il bruxismo possa influire, quanto il problema alla mandibola possa andare a peggiorare se non trattato adeguatamente. Ovviamente non le chiedo di darmi delle risposte, sarebbe impossibile per via telematica; questi sono solo i dubbi che l'ultima visita mi ha sollevato e per i quali non ho avuto una spiegazione.

Ho rifiutato di prendere le impronte, dicendo che avrei voluto pensarci su e nel frattempo sentire un altro parere. Secondo lei quindi l'approccio migliore sarebbe riassestare l'occlusione e poi, eventualmente, correggere il posizionamento dei denti?

La ringrazio per la sua disponibilità.


p. s. Dopo aver visionato i link che mi ha evidenziato, avrei un'altra domanda da farle.
Credo di aver avuto degli episodi di apnea notturna (mi sono svegliata in qualche occasione con la sensazione di non poter respirare, nausea e un'orribile sensazione di morte imminente). Possono essere in qualche modo collegate al bruxismo?

Cordiali saluti


[#7] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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C'è un collegamento fra apnea e bruxismo.

Entrambi sono misurabili.

Per il bruxismo:
www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1363-bruxismo-diagnosi-terapia.html

Per l'apnea:
www.studioformentelli.it/pagine/articoli/l-apnea-ostruttiva-del-sonno
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