Utente 224XXX
Mercoledi 7 settembre ho un rapporto con una sconosciuta nel quale si rompe il preservativo................ me ne accorgo solamente alla fine del rapporto.
Mi reco subito in bagno mi lavo e mentre mi asciugo mi accorgo che il panno era leggermente macchiato di sangue .... il suo naturalmente.
Esco dalla sua abitazione e rientrato a casa (molto preoccupato) mi dirigo in bagno e mi rendo conto di avere alcune lussazioni sul grande che si erano leggermente infiammate.
Mi collego su internet: leggo che nei casi a rischio esiste la possibilita di fare una profilassi post esposizione hiv...., contatto il mio medico curante gli spiego l'accaduto, mi tranquillizza dicendomi di stare calmo che non c'è nulla da temere ne tantomeno di eseguire una profilassi.
Dopo circa 7 gg inizio ad avvertire forti dolori ai reni quasi ai muscolari lombari che si sono prolungati per svariati gg. La sera del 18 dopo un bel pranzo e una bella cena a base di cacciaggione e vino, nella notte mi sveglio con una forte sudorazione e necessità di evacuare (naturalmente diarrea), colpito da quanto avevo letto su internet per i sintomi dell'HIV vado in panico, ma PANICO VERO, nel senso che non connettevo come mai accaduto in vita mia, mi rimetto a letto per dormire quando inizio a; non a tremare, a sussultare come avessi preso la corrente per circa 1 minuto. Da qualche giorno sono raffreddato ed ho dolore sotto l'ascella sinistra (senza rigonfiamenti), questa mattina mi sono svegliato con poco muco ma verde , stordito come se fossi febbricitante, mal di gola e forte infiammazione alla faringe sino a sotto il palato. Mi vergogno a dirlo............ sono sposato con figli..... amo la mia famiglia.........................
Per stare lontano dalle donne facili cosa che faccio da circa 1 anno e mezzo (una mallattia?) mi ero promesso da qualche mese di consultare uno psicologo, ora (e solo dopo il fattaccio) sono alla quarta seduta. Vorrei dire tutto a mia moglie ma la cosa la ucciderebbe, se non fosse x il lavoro che mi occupa la mente sarei fuori di testa, a casa non riesco piu ad essere me stesso, a vivere la famiglia, mia moglie mi chiede cosa ho, e poi desiste.......... di me si fida "che vergogna".
Per i sintomi che a differenza di qualche giorno si susseguono non facendomi mai stare tranquillo e dimenticare quanto ho fatto sono convinto di essere hiv+, al n verde AIDS del Ministero mi hanno detto di aspettare almeno 40 gg per il test.
Potreste darmi un consiglio?

[#1] dopo  
Dr. Silvia Suetti

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sebbene il rischio esista e purtroppo non possiamo quantizzarlo, rispetto al caso che descrive, è molto facile che tutto il corollario sintomatologico che descrive sia compatibile con un forte stato di stress psicologico, con una forma gastroenterica o para-influenzale tipica di questi giorni.

Si rassereni soprattutto perchè è inutile entrare in panico, ed effettui assieme al suo dermovenereologo di fiducia lo screening clinico e sierologico nei modi e tempi stabiliti.

Le farà anche bene parlare con la sua partner e chiarire assieme a lei i suoi dubbi.

saluti
Dr.ssa Silvia Suetti, Specialista DermoVenereologo e DermoChirurgo
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[#2] dopo  
Utente 224XXX

Gentile Dottoressa, la ringrazio per l'attenzione e per la rassicurazione, a seguito del mio consulto, la sera stessa ho riscontrato sul mio sterno una macchia cm 1/2 circa tipo rash o dermatite seb., altro panico.
Mi rassegno all'attesa del test.
Su mia insistenza il medico di fam. mi ha prescritto delle analisi generiche (ves, tas, emoc., trans., urine, etc...) risultate tutte nelle tolleranze, il mio intento era quello di ricercare per lo meno qualche tipo di malattia venerea contagiabile per via sessuale almeno a titolo cautelativo, ..... niente sembra che per il mio dottore le analisi generiche bastano ed avanzano...
Volevo chiederle se nel frattempo ritiene necessario che effettui altro tipo di analisi magari x malattie trasmissibili per via sessuale tipo epatiti etc.....
Ancora grazie.

[#3] dopo  
Dr. Silvia Suetti

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ma no, ritengo invece che una visita con l'esperto dermovenereologo la tutelerà non solo dal punto di vista della salute ma anche e soprattutto da quello del l tranquillità: parlare con un esperto di solito mette a riparo da continue ansie che di certo i referti delle analisi benché negativi non possono placare, a mio avviso.

saluti cari
Dr.ssa Silvia Suetti, Specialista DermoVenereologo e DermoChirurgo
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