Utente 929XXX
Ho letto su vari siti e su diversi forum che il monitoraggio del ritmo cardiaco durante l'attività fisica è indicatore della risposta biologica dell'organismo.
Nella fattispecie ho letto che esiste una fascia cosiddetta "lipolitica" (da calcolarsi mediante varie formule quali quella di Cooper o quella di Karvonen) all'interno della quale si attiva la lipolisi; mentre stando sotto o sopra si esegue rispettivamente un'attività troppo poco intensa oppure un'attività anaerobica troppo intensa.
Stando a queste teorie, in pratica, se si svolge per esempio un'attività di corsa ad un ritmo tale da mantenere la frequenza cardiaca nella suddetta fascia (per un tempo di almeno 20 minuti) si attiva la lipolisi e dunque si inizia a ricavare energia non più dalle riserve di glicogeno; ma dai depositi adiposi.
Tutto ciò è vero oppure è una bufala come tante di quelle che girano in rete?
Nel mio caso per esempio (età 21; battito a riposo 70bpm) si avrebbe che con la formula di Cooper la mia fascia lipolitica è: 129-149 bpm mentre con la formuladi Karvonen: 153-167
Apparte le incongruenze tra i due calcoli; esiste questa fascia?

[#1]  
Dr. Sergio Lupo

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Partendo dal concetto che: ogni calcolo indiretto è solo "indicativo" e che 20 minuti di attività aerobica sono troppo pochi per ottenere una completa efficacia, esistono delle fasce teoriche di impegno metabolico correlate alla frequenza cardiaca, utilizzabili per avere una indicazione di base relativa all'allenamento.
La realtà è poi quella che si verifica dopo un periodo di allenamento: se non avviene quello che ci si aspettava probabilmente la risposta del nostro organoismo è diversa da quella teorica.
Il dimagrimento poi (se questo è lo scopo, visto che parla di "fascia lipolitica" ...) non si può ottenere se non si associano attività fisica ed alimentazione corretta.
Qui trova un articolo sul cardiofrequenzimetro ed il suo uso nell'allenamento: http://www.sportmedicina.com/il_cardiofrequenzimetro.htm
Dottor Sergio Lupo
Specialista in Medicina dello Sport
www.sportmedicina.com

[#2] dopo  
Utente 929XXX

Grazie infinite.
Per quanto riguarda il discorso "dimagrimento" era sottinteso che un tale allenamento fosse supportato da una dieta corretta.
Ho letto con molto interesse l'articolo e mi pare di aver capito che di fatto questa frequenza lipolitica esiste, non mi è chiaro però come si possa attivare il processo lipolitico: partendo dal presupposto che occorre una dieta equilibrata e ipocalorica (o moi sbaglio?) ed un allenamento continuo e costante, possibilmente corredato dall'uso del cardiofrequenzimetro, non mi è chiaro quali sono INDICATIVAMENTE i tempi necessari (che immagino saranno funzione del grado di allenamento, dell'età, delle caratteristiche fisiche ecc. dell'atleta) all'attivazione del processo di riduzione dei grasi.

[#3]  
Dr. Sergio Lupo

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I grassi diminuiscono se vengono consumati con l'attività fisica corretta e ad impegno prevalentemente aerobico (le fasce di frequenza cardiaca sono un metodo INDICATIVO e TEORICO di controllo), se l'apporto dei nutrienti è equilibrato e l'attività fisica costante.
Per avere indicazioni specifiche deve però rivolgersi al medico che, dopo averla visitata e sottoposta agli esami necessari, potrà darle le indicazioni corrette.
Dottor Sergio Lupo
Specialista in Medicina dello Sport
www.sportmedicina.com

[#4] dopo  
Utente 929XXX

Grazie ancora per la tempestività e l'accuratezza della risposta.
Tengo a precisare che comunque il mio dubbio è relativo ad una curiosità più che ad un effettivo bisogno personale, in quanto fortunatamente non ho bisogno di perdere grasso anzi ho il "problema contrario" ovvero metter su qualche chilo.
Di nuovo grazie.