Utente 236XXX
Buongiorno

A causa di una eredità mi ritrovo invischiato in una situazione che non riesco acomprendere, chiedo a Voi esperti di consigliarmi per poter decidere al meglio.

La situazione:

- La persona in questione eta 83 anni
- operata a settembre di bypass
- ad ottobre vengono eseguiti test fra i quali un MMSE con valore 15 e decadimento cognitivo ad eziologia mista

- a febbraio dimessa da ospedale
- ad agosto ricoverata in ospedale in condizioni gravi
- a settembre trasferita ad un RSA eseguito test MMSE con valore 18.4
- ad ottobre decesso

I miei dubbi sono questi:

- Un test MMSE con valore 15 è di per se sufficiente x dichiarare una persona incapace.
- Mi sono consultato con un neurologo il quale sostiene che il primo test è stato eseguito in un periodo nel quale la persona era ancora instabile e comunque troppo vicino all'intervento di bypass, questo medico sostiene che a fronte di tale operazione, soprattutto in un anziano, è necessario un tempo più lungo per riacquistare parte delle capacita cognitive.
- E' presumibile pensare che il soggetto sia migliorato a seguito del primo intervento e successivamente sia peggiorato ad agosto in seguito al secondo ricovero e che quindi a giugno fosse in condizioni psico/fisiche migliori?

So che non è facile dare una risposta a questa situazione ma non sono riuscito a capire se la persona era capace/incapace o in una condizione al limite.
Questo per me è importante perchè visti i costi della giustizia se a vs giudizio è palesemente incapace desisterò dal continuare.

Vi ringrazio anticipatamente.


[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Signora,

poiché la persona è deceduta, è logico che la valutazione sulla capacità o meno di intendere e di volere va fatta sulla dominazione clinica.
Vero è che un MMSE inferiore a 18 è indice di una grave compromissione delle capacità cognitive, ma Il MMSE a mio parere non è sufficiente per un corretto giudizio sulla capacità mentale.
Giusta è la considerazione del neurologo sulla fallibilità del primo test, perché occorre verificare quali fossero le condizioni generali del paziente al momento della somministrazione del test, soprattutto se reduce da un intervento chirurgico rilevante.

Può valere, invece, l'esame complessivo della documentazione clinica, in particolare quanto è annotato nel diario clinico circa le condizioni sia fisiche che psichiche del paziente.

Oltre a ciò, va analizzato, se possibile, il giorno in cui il paziente ha fatto il testamento, se lo ha fatto di proprio pugno o se ha semplicemente firmato un testo dattiloscritto.

Buona giornata.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
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[#2] dopo  
Utente 236XXX

La ringrazio per la risposta.

La persona a febbraio dimessa dall'ospedale e rientrata a casa, è stato nominato un amministratore di sostegno, ed era seguita da una badante alla mattina.
per il resto del tempo viveva da sola, andava dal parrucchiere ed al ristorante la sera alcune volte.
Il testamento è stato scritto interamente di suo pugno in maniera ordinata e comprensibile.

Questo stile di vita non è sintomo di una ripresa delle capacità cognitive?

Inoltre mi domando come è possibile che ad agosto dopo un ulteriore aggravamento causa del secondo ricovero il test MMSE era 18.4 (forse 19.4 in quanto nel disegno i poligono anche se di poco comunque si intersecavano), questo significa che a giugno probabilmente era superiore a 18.4?

La ringrazio nuovamente

[#3] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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se il testamento è stato scritto di suo pugno in maniera ordinata e leggibile, mi sembra più facile provare che fosse "capace" in quel momento

la capacità di intendere e di volere va valutata nel momento in cui ha scritto il testamento,
non importa se dopo dovesse avere perso le capacità cognitive
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
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[#4] dopo  
Utente 236XXX

La ringrazio...

Se ho capito correttamente, i primi test eseguiti ad ottobre sono indicativi della situazione della paziente in quel momento, ma vista la vicinanza con l'intervento di bypass e la mancanza di ulteriori test comparativi non escludono una ripresa anche parziale delle capacità cognitive nel breve/medio periodo.
Può spiegarmi cosa intende quando parla del diario infiermieristico, quali sono le indicazioni a favore di una eventuale infermità permanente?
Il fatto che lei vivesse in autonomia anche se aiutata da una badante alla mattina è un fattore significativo visto che può esssere comprovato da testimonianze e più in generale le testimonianze di conoscenti ed amici che valore possono avere nella valutazione finale, più in breve è possibile confutare le cartelle mediche e gli esami eseguiti immediatamente dopo l'operazione con testimonianze di conoscenti ed amici?
La situazione al momento è che il giudice ha dichiarato la persona incapace, senza avvalersi di nessuna consulenza, legali e neurologi da me consultati mi dicono che a loro avviso il giudice è stato troppo SUPERFICIALE ma a questo punto, prima di proseguire, vorrei avere un quadro più chiaro.

La ringrazio nuovamente per la disponibilità.

cordiali saluti

[#5] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Signora,

dai pochi elementi che mi ha fornito non è possibile per me darle chiarimenti maggiori rispetto a quelli che le ho già dato.

Buona giornata
Mario Corcelli, MD
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