Utente 259XXX
Buonasera, vi scrivo per chiedere un consulto dopo essere stata vittima di un fatto molto spiacevole: circa due mesi fa, purtroppo, ho avuto un aborto spontaneo all'ottava settimana di gestazione, per il quale sono stata ricoverata in ospedale. Del mio stato erano a conoscenza solo i miei genitori e quelli del mio fidanzato, visto che avevamo deciso di attendere per dare l'annuncio della gravidanza.
Invece ora, a distanza di mesi, veniamo a scoprire che diverse persone nel nostro paese sono venute a conoscenza di ricovero e aborto, notizie queste che sono sicuramente trapelate dal reparto di ostetricia. Abbiamo provato a indagare su chi sia il responsabile della fuga di notizie ma non siamo riusciti a scoprirlo, sappiamo solo che si tratta di un'infermiera. Ci sentiamo profondamente delusi e sconvolti da ciò che è successo, anche perchè eravamo già stati profondamente turbati dalla tragedia che ci era capitata e certo l'ultima cosa che volevamo era che diventasse pettegolezzo di paese. Come possiamo muoveri adesso perchè un simile, secondo noi gravissimo comportamento venga punito?

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Dr. Nicola Mascotti

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Gentile Signora,

secondo quanto riferisce non mi pare che Lei sia in possesso di elementi che possano portare ad una querela penale, per la quale sarebbe necessaria una prova certa della violazione da parte del personale del reparto.
L'unica azione possibile a mio parere è un reclamo scritto indirizzato alla Direzione Ospedaliera.
Ma anche un'inchiesta interna nel reparto, se non dovesse emergere alcuna circostanza probatoria, non porterebbe ad alcun risultato.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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