Angioma cavernoso nel ponte

Innanzi tutto buona sera e grazie per le indicazioni che potrete fornirmi;
mi scuso in anticipo per la terminologia non corretta; al momento sono in attesa di ricevere copia della cartella clinica da parte dell'ospedale per verificare meglio tutte le attività fatte.

Giovedì 7 agosto ho accompagnato mio padre al pronto soccorso perchè accusava un forte male alla testa localizzato tra la nuca e l'orecchio destro, dopo una risonanza magnetica, una TAC, una lastra ai polmoni ed esame del sangue ci è stato comunicato che mio padre mostrava una macchia, presumibilmente un angioma a livello della corteccia ed uno più profondo in corrispondenza della nuca che gli generavano questo mal di testa.
A seguito di questo responso mio padre il giorno giovedi 7 agosto è stato ricoverato in attesa poi di fare il lunedi successivo 11 agosto un esame più approfondito di AngioTAC con liquido di contrasto. Nell'attesa di effettuare questo esame gli è stato somministrato tramite flebo del Contramal per attenuare il dolore.
Il sabato e la domenica li ha trascorsi muovendosi autonomamente per l'ospedale ma affaticato e lamentando sempre male alla testa.
Il giorno lunedi 11 ha effettuato al mattino l'esame di AngioTAC che è durato alcune ore; al ritorno in reparto mio padre mostrava una elevatissima dispnea, non era in grado più di parlare ne di muoversi autonomamente nel letto; era in grado di aprire e chiudere solo lentamente le mani. Il neurologo ci ha comunicato che l'esame aveva evidenziato un Angioma cavernoso in corrispondenza del midollo, le sue condizioni fisiche erano date dall'esame e che una volta ripresosi da anestesia e liquido di contrasto si sarebbe stabilizzato, solo successivamente ci saremmo dovuti rivolgere ad una struttura specializzata.
Il martedi 12 le sue condizioni sono rimaste tali ed è stato tenuto in osservazione, gli sono state somministrate flebo con paracetamolo, più applicata maschera per ossigeno in quanto la dispnea era aumentata e si era formato una notevole quantità di catarro nei polmoni.
Il giorno mercoledi 13 alle ore 7,30 gli è sopraggiunta la polmonite e problemi del battito cardiaco trattato subito eparina; alle 12,35 mio padre è deceduto per arresto cardiaco.
A seguito di quanto descritto vorrei sapere se l'esame di Angiotac è un esame che deve essere effettuato subito dopo il primo riscontro che evidenzia post risonanza e TAC una anomalia o macchia nella zona dolorante oppure è consuetudine attendere per gli approfondimenti;
vorrei inoltre chiedere se l'esame di Angotac può produrre sanguinamenti o effetti collaterali oppure se è un esame sicuro; esiste una prassi di trattamento per gli angiomi cavernosi cerebrali?
Inoltre vorrei sapere se dopo AngioTAC che evidenzia Angioma cavernoso in corrispondenza del ponte con sanguinamento è possibile procedere con intervento oppure non è una soluzione percorribile;
Vi ringrazio molto per le indicazioni che vorrete fornirmi
un cordiale saluto



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Dr. Alessandro Rinaldi Neurochirurgo, Neurologo 377 20 7
Gentile signore,
Gli angiomi cavernosi, o cavernomi, sono malformazioni vascolari sul versante venoso/capillare a basso flusso. La loro natura quindi li pone ad un livello di rischio decisamente inferiore rispetto alle malformazioni con shunt arterovenoso, con un rischio generico di morbilità e mortalità basso.
Nella valutazione del caso particolare da Lei descritto, il problema principale è la sua localizzazione, nel ponte, area anatomica estremamente delicata perchè piccola e ricca di strutture nervose, anche vitali. In questo senso qualunque tipo di lesione in quest'area sarebbe ad elevato rischio chirurgico.
La diagnosi avviene normalmente con risonanza magnetica, in grado di mostrare tutte le caratteristiche dell'angioma cavernoso. Diciamo a questo punto che lo studio angioTC sarebbe utile solo come completamento atto a visualizzare più gli aspetti collaterali (intorno alla malformazione) o a dimostrare la portata del flusso nel caso di dubbi sulla reale natura della malformazione.
Nel caso di suo padre, a cui rivolgo i miei più sinceri auguri di pronta ripresa, credo vi siano stati eventi acuti, casualmente corrisposti con l'esame TC, che potrebbero anche aver determinato una emorragia nell'ambito dell'angioma, cosa che giustificherebbe le condizioni di suo padre dopo l'esame.
Ma appunto imputerei l'esito più ad una coincidenza, vista la relativa innocuità dell'esame angioTC, il cui unico rischio è una reazione a mezzo di contrasto in caso di allergie.
In conclusione credo che la delicatezza del caso di suo padre dipenda dalla posizione anatomo-topografica, dalla sensibilità delle strutture circostanti anche a minime variazioni, come può accadere appunto nelle microemorragie che caratterizzano gli angiomi cavernosi, ma con una frequenza di occorrenza inferiore all'1% annuo!
L'intervento chirurgico, dalle premesse, si presenta ad alto rischio, ma non è da escludere. Tutto questo è da valutare in ambito di neurochirurghi superesperti e dopo accurata visione della documentazione radiologica, ben consci dei rischi di mortalità legati al solo approccio chirurgico.
Cordiali saluti.

Dr. Alessandro  Rinaldi

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