RMN encefalo: cosa significano i risultati?
Buona sera, da due settimane circa ho iniziato ad avere difficoltà a mantenere l' equilibrio ad avere sensazione di vertigini al che ho consultato un otorino nel quale facendo la visita ha riscontrato un infiammazione al nervo del equilibrio, da lì ho iniziato la terapia con cortisone nel quale inizialmente ho riscontrato un netto miglioramento; Pochi giorni dopo però è ritornato tutto come prima aggiungendosi come sintomi una sensazione di confusione, di stanchezza, spossatezza e irritabilità, da lì sotto consiglio ho effettuato una RMN ENCEFALO nel quale si evidenzia nella parte finale del referto questo: " forte degradazione del segnale dei nuclei della base e dei nucleo dentati e del cervelletto evidente nelle sequenza swan e flair".
A cosa si riferisce?
Il medico di base mi ha riferito che può trattarsi di un accumulo di ferro, può essere la causa di tutti i miei sintomi?
E leggendo qui e la ho letto che potrebbe trattarsi di una malattia neurodegenerativa?
Aggiungo inoltre che da piccolo soffrivo di crisi di assenza (piccolo male) , poi si sono risolte con la maggiore età circa.
Grazie mille buona serata.
A cosa si riferisce?
Il medico di base mi ha riferito che può trattarsi di un accumulo di ferro, può essere la causa di tutti i miei sintomi?
E leggendo qui e la ho letto che potrebbe trattarsi di una malattia neurodegenerativa?
Aggiungo inoltre che da piccolo soffrivo di crisi di assenza (piccolo male) , poi si sono risolte con la maggiore età circa.
Grazie mille buona serata.
Gentile Utente,
cerco di risponderle con ordine, perché il referto che cita può essere facilmente frainteso se letto senza il giusto contesto clinico.
Il quadro che descrive (instabilità, sensazione di vertigine, confusione, stanchezza, irritabilità) è coerente con una vestibolopatia periferica, come correttamente ipotizzato dall’otorino. È frequente che, dopo un iniziale miglioramento con il cortisone, persistano per settimane sensazioni di instabilità soggettiva, testa ovattata e affaticamento, soprattutto se si associa ansia o eccessiva attenzione ai sintomi.
La dicitura forte degradazione del segnale dei nuclei della base, dei nuclei dentati e del cervelletto evidente nelle sequenze SWAN e FLAIR non equivale automaticamente a una malattia neurodegenerativa. Le sequenze SWAN sono molto sensibili a fenomeni di suscettibilità magnetica,
micro-depositi di ferro, variazioni fisiologiche del contenuto minerale dei nuclei profondi per cui un certo grado di accentuazione del segnale in queste sedi può essere costituzionale, legato a fattori tecnici (campo magnetico, parametri di acquisizione), e deve essere considerato non patologico, soprattutto in assenza di segni clinici focali. Il solo referto RM, in assenza di sintomi neurologici oggettivi, non consente una diagnosi di malattia neurodegenerativa.
Il medico di base ha correttamente citato una possibile interpretazione tecnica, ma è importante chiarire che l’eventuale aumentata suscettibilità magnetica non significa automaticamente malattia,
le vere patologie da accumulo di ferro cerebrale sono rare, esordiscono in modo progressivo e con disturbi motori importanti, che lei non presenta.
Le crisi di assenza dell’infanzia, risolte con la crescita, non hanno relazione con il quadro attuale e non spiegano né i sintomi vestibolari né il reperto RM.
Premesso quanto le ho finora scritto, adesso il passo corretto è una valutazione neurologica diretta con visione delle immagini RM, eventualmente un controllo clinico nel tempo, senza allarmismi,
proseguire il percorso riabilitativo vestibolare se indicato.
Al momento, non emergono elementi suggestivi per una malattia neurodegenerativa, né il quadro RM spiega da solo i suoi sintomi e va interpretato con cautela e non indica, comunque in base a quanto riferisce, una patologia grave o evolutiva.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un cordiale saluto
Dott. Mauro Colangelo
Neurochirurgo / Neurologo
cerco di risponderle con ordine, perché il referto che cita può essere facilmente frainteso se letto senza il giusto contesto clinico.
Il quadro che descrive (instabilità, sensazione di vertigine, confusione, stanchezza, irritabilità) è coerente con una vestibolopatia periferica, come correttamente ipotizzato dall’otorino. È frequente che, dopo un iniziale miglioramento con il cortisone, persistano per settimane sensazioni di instabilità soggettiva, testa ovattata e affaticamento, soprattutto se si associa ansia o eccessiva attenzione ai sintomi.
La dicitura forte degradazione del segnale dei nuclei della base, dei nuclei dentati e del cervelletto evidente nelle sequenze SWAN e FLAIR non equivale automaticamente a una malattia neurodegenerativa. Le sequenze SWAN sono molto sensibili a fenomeni di suscettibilità magnetica,
micro-depositi di ferro, variazioni fisiologiche del contenuto minerale dei nuclei profondi per cui un certo grado di accentuazione del segnale in queste sedi può essere costituzionale, legato a fattori tecnici (campo magnetico, parametri di acquisizione), e deve essere considerato non patologico, soprattutto in assenza di segni clinici focali. Il solo referto RM, in assenza di sintomi neurologici oggettivi, non consente una diagnosi di malattia neurodegenerativa.
Il medico di base ha correttamente citato una possibile interpretazione tecnica, ma è importante chiarire che l’eventuale aumentata suscettibilità magnetica non significa automaticamente malattia,
le vere patologie da accumulo di ferro cerebrale sono rare, esordiscono in modo progressivo e con disturbi motori importanti, che lei non presenta.
Le crisi di assenza dell’infanzia, risolte con la crescita, non hanno relazione con il quadro attuale e non spiegano né i sintomi vestibolari né il reperto RM.
Premesso quanto le ho finora scritto, adesso il passo corretto è una valutazione neurologica diretta con visione delle immagini RM, eventualmente un controllo clinico nel tempo, senza allarmismi,
proseguire il percorso riabilitativo vestibolare se indicato.
Al momento, non emergono elementi suggestivi per una malattia neurodegenerativa, né il quadro RM spiega da solo i suoi sintomi e va interpretato con cautela e non indica, comunque in base a quanto riferisce, una patologia grave o evolutiva.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un cordiale saluto
Dott. Mauro Colangelo
Neurochirurgo / Neurologo
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 1.1k visite dal 19/12/2025.
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