Lombosciatalgia dx + sintomi neurologici: terapia adeguata?
Gentili dottori,
Vi scrivo per avere un parere medico, considerati i limiti di un consulto a distanza.
Sto vivendo una situazione complessa, poiché da circa 2 mesi soffro di una lombosciatalgia lato dx con dolore localizzato perlopiù nella bassa schiena, gluteo e tallone.
Ho svolto due RX - rachide lombo/sacrale e bacino - che di per sé non hanno evidenziato nulla di significativo, se non un lieve disallineamento tra L5-S1, poi confermato da RMN senza contrasto per modesta protrusione focale (quindi neanche un ernia conclamata) allo stesso livello vertebrale.
Attualmente sono seguito da una terapista del dolore e anestesiologa, oltre che da un chiropratico.
La prima mi ha prescritto tabumol 1 cp x 10gg (poi al bisogno), pregabalin 25mg 1 cp/sera, clonazepam 3+5 gtt.
, Levotens in bustine, con in programma un breve ciclo di mesoterapia antalgica da eseguire a gennaio oltre a eventuale EMG.
Più che altro, ai sintomi tipici della sciatica, si associano spesso e volentieri vertigini con leggera nausea (ho avuto 3/4 episodi di conati senza vomito), diarrea frequente e alcune rapide parestesie, oltre che alla gamba interessata, anche a braccia e mani.
Ho sperimentato anche più di una volta un modesto intorpidimento a entrambi i piedi (come insensibilità a caldo/freddo), passato con deambulazione di qualche minuto e lavaggio con acqua fredda.
La stessa cosa mi è successa con quella che ho letto essere una "proctalgia fugax", quindi un dolore molto forte in zona perianale accompagnata da finta evacuazione che mi ha svegliato nel cuore della notte, non senza spavento (anche questa risolta con un po' di "avanti e indietro" per casa e un leggero auto-massaggio).
Questi ulteriori sintomi, sempre transitori e mai fissi, si attenuano abbastanza bene con la combinazione farmacologica, ma allo stesso modo del dolore è da alcune settimane che non scompaiono mai del tutto, presentandosi di tanto in tanto anche la notte.
Mi rendo conto che il quadro può essere complesso da valutare virtualmente, la mia domanda a voi Specialisti è semplicemente questa: secondo la Vostra competenza, sto seguendo il percorso giusto per risolvere il problema nel suo insieme?
Ringrazio in anticipo per gli eventuali riscontri.
Età: 34
Altezza: 170cm
Peso: 58kg
Fumatore
Terapie assunte (oltre alle già citate):
- Resilient 83mg 1cp.
/sera
- Lobivon 2, 5mg
- Omeprazen 20mg (limitato a periodo assunzione FANS/paracetamolo)
Vi scrivo per avere un parere medico, considerati i limiti di un consulto a distanza.
Sto vivendo una situazione complessa, poiché da circa 2 mesi soffro di una lombosciatalgia lato dx con dolore localizzato perlopiù nella bassa schiena, gluteo e tallone.
Ho svolto due RX - rachide lombo/sacrale e bacino - che di per sé non hanno evidenziato nulla di significativo, se non un lieve disallineamento tra L5-S1, poi confermato da RMN senza contrasto per modesta protrusione focale (quindi neanche un ernia conclamata) allo stesso livello vertebrale.
Attualmente sono seguito da una terapista del dolore e anestesiologa, oltre che da un chiropratico.
La prima mi ha prescritto tabumol 1 cp x 10gg (poi al bisogno), pregabalin 25mg 1 cp/sera, clonazepam 3+5 gtt.
, Levotens in bustine, con in programma un breve ciclo di mesoterapia antalgica da eseguire a gennaio oltre a eventuale EMG.
Più che altro, ai sintomi tipici della sciatica, si associano spesso e volentieri vertigini con leggera nausea (ho avuto 3/4 episodi di conati senza vomito), diarrea frequente e alcune rapide parestesie, oltre che alla gamba interessata, anche a braccia e mani.
Ho sperimentato anche più di una volta un modesto intorpidimento a entrambi i piedi (come insensibilità a caldo/freddo), passato con deambulazione di qualche minuto e lavaggio con acqua fredda.
La stessa cosa mi è successa con quella che ho letto essere una "proctalgia fugax", quindi un dolore molto forte in zona perianale accompagnata da finta evacuazione che mi ha svegliato nel cuore della notte, non senza spavento (anche questa risolta con un po' di "avanti e indietro" per casa e un leggero auto-massaggio).
Questi ulteriori sintomi, sempre transitori e mai fissi, si attenuano abbastanza bene con la combinazione farmacologica, ma allo stesso modo del dolore è da alcune settimane che non scompaiono mai del tutto, presentandosi di tanto in tanto anche la notte.
Mi rendo conto che il quadro può essere complesso da valutare virtualmente, la mia domanda a voi Specialisti è semplicemente questa: secondo la Vostra competenza, sto seguendo il percorso giusto per risolvere il problema nel suo insieme?
Ringrazio in anticipo per gli eventuali riscontri.
Età: 34
Altezza: 170cm
Peso: 58kg
Fumatore
Terapie assunte (oltre alle già citate):
- Resilient 83mg 1cp.
/sera
- Lobivon 2, 5mg
- Omeprazen 20mg (limitato a periodo assunzione FANS/paracetamolo)
Gentile Utente,
ho letto con attenzione quanto descrive.
Il dolore lombare con irradiazione a gluteo e tallone destro è coerente con la modesta protrusione L5-S1 evidenziata alla RM. È importante sapere che anche quadri radiologicamente poco rilevanti possono causare dolore significativo, soprattutto se protratto nel tempo. Il percorso impostato è corretto e appropriato. I sintomi associati che riferisce (vertigini soggettive, nausea, diarrea, parestesie diffuse e transitorie, proctalgia fugax) non sono spiegabili dalla patologia lombare e non indicano una malattia neurologica strutturata. La loro variabilità, la transitorietà e il miglioramento con il movimento orientano piuttosto verso una attivazione neuro-vegetativa/funzionale, spesso sostenuta da stress e da una prolungata condizione dolorosa.
Il fatto che non vi siano deficit neurologici fissi, che i disturbi regrediscano spontaneamente e che rispondano in parte alla terapia è un elemento rassicurante.
È indicato rivalutare solo in caso di comparsa di deficit di forza, disturbi sfinterici o sintomi neurologici persistenti e progressivi.
Un cordiale saluto
Dott. Mauro Colangelo
Neurochirurgo / Neurologo
ho letto con attenzione quanto descrive.
Il dolore lombare con irradiazione a gluteo e tallone destro è coerente con la modesta protrusione L5-S1 evidenziata alla RM. È importante sapere che anche quadri radiologicamente poco rilevanti possono causare dolore significativo, soprattutto se protratto nel tempo. Il percorso impostato è corretto e appropriato. I sintomi associati che riferisce (vertigini soggettive, nausea, diarrea, parestesie diffuse e transitorie, proctalgia fugax) non sono spiegabili dalla patologia lombare e non indicano una malattia neurologica strutturata. La loro variabilità, la transitorietà e il miglioramento con il movimento orientano piuttosto verso una attivazione neuro-vegetativa/funzionale, spesso sostenuta da stress e da una prolungata condizione dolorosa.
Il fatto che non vi siano deficit neurologici fissi, che i disturbi regrediscano spontaneamente e che rispondano in parte alla terapia è un elemento rassicurante.
È indicato rivalutare solo in caso di comparsa di deficit di forza, disturbi sfinterici o sintomi neurologici persistenti e progressivi.
Un cordiale saluto
Dott. Mauro Colangelo
Neurochirurgo / Neurologo
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Utente
Gentile Dott. Colangelo,
la ringrazio per la risposta dettagliata e rassicurante.
Mi è chiaro che il dolore lombare con irradiazione sia compatibile con la modesta protrusione L5-S1 e che gli altri sintomi riferiti non indichino una patologia neurologica strutturata. Piuttosto credo anch'io che lo stress prolungato, associato a dolore quasi costante, mi abbia dato qualche sintomo aggiuntivo di natura ansiosa o somatoforme, come peraltro suggerito dalla dottoressa che mi segue, la quale ravvisa perlopiù una causa di carattere meccanico-strutturale piuttosto che di competenza neurologica in senso proprio.
Accolgo con favore il fatto che il percorso terapeutico impostato sia appropriato.
Le chiedo cortesemente se, alla luce di quanto descritto, ritenga utile proseguire esclusivamente con l’approccio conservativo (farmaci+stretching/fisioterapia) o se consiglia eventuali ulteriori accertamenti o integrazioni terapeutiche in caso di persistenza dei sintomi, dato che questi continuano ormai da 2 mesi. Preciso che i farmaci sopraindicati dovrò prenderli almeno fino al ciclo mesoterapico previsto per gennaio e al momento non sono del tutto risolutivi (direi che siamo al 40/50% dopo 2 settimane di assunzione).
La ringrazio ancora per la disponibilità e la chiarezza.
Cordiali saluti
la ringrazio per la risposta dettagliata e rassicurante.
Mi è chiaro che il dolore lombare con irradiazione sia compatibile con la modesta protrusione L5-S1 e che gli altri sintomi riferiti non indichino una patologia neurologica strutturata. Piuttosto credo anch'io che lo stress prolungato, associato a dolore quasi costante, mi abbia dato qualche sintomo aggiuntivo di natura ansiosa o somatoforme, come peraltro suggerito dalla dottoressa che mi segue, la quale ravvisa perlopiù una causa di carattere meccanico-strutturale piuttosto che di competenza neurologica in senso proprio.
Accolgo con favore il fatto che il percorso terapeutico impostato sia appropriato.
Le chiedo cortesemente se, alla luce di quanto descritto, ritenga utile proseguire esclusivamente con l’approccio conservativo (farmaci+stretching/fisioterapia) o se consiglia eventuali ulteriori accertamenti o integrazioni terapeutiche in caso di persistenza dei sintomi, dato che questi continuano ormai da 2 mesi. Preciso che i farmaci sopraindicati dovrò prenderli almeno fino al ciclo mesoterapico previsto per gennaio e al momento non sono del tutto risolutivi (direi che siamo al 40/50% dopo 2 settimane di assunzione).
La ringrazio ancora per la disponibilità e la chiarezza.
Cordiali saluti
Gentile Utente,
la ringrazio per il riscontro e per aver chiarito ulteriormente il contesto clinico.
Alla luce di quanto descrive, l’approccio conservativo resta la strategia corretta. Nei quadri di lombalgia con irradiazione radicolare lieve moderata, anche in presenza di protrusioni modeste, tempi di recupero di alcune settimane o pochi mesi sono del tutto compatibili con un’evoluzione favorevole.
Il beneficio parziale che riferisce (40 50% dopo due settimane) è un segnale positivo e suggerisce che il percorso intrapreso stia agendo, seppur gradualmente. In questi casi è spesso più efficace insistere sulla continuità del trattamento (fisioterapia mirata, esercizi di stretching, recupero del movimento), piuttosto che cambiare precocemente strategia. Al momento, in assenza di deficit neurologici, disturbi sfinterici o peggioramento progressivo, non vi è indicazione a ulteriori accertamenti neurologici o neuroradiologici. Eventuali approfondimenti vanno presi in considerazione solo se il dolore dovesse diventare ingravescente, persistente oltre un congruo periodo di trattamento conservativo, o associarsi a segni neurologici obiettivabili.
È inoltre importante considerare che una componente ansiosa o di iper-attenzione somatica, come lei stesso osserva, può amplificare la percezione del dolore e rallentare la sensazione di recupero funzionale, pur in assenza di un peggioramento organico.
Continui quindi con il percorso impostato e mantenga un atteggiamento attivo, evitando il riposo prolungato.
Resto a disposizione e le auguro una buona prosecuzione del trattamento.
Un cordiale saluto
la ringrazio per il riscontro e per aver chiarito ulteriormente il contesto clinico.
Alla luce di quanto descrive, l’approccio conservativo resta la strategia corretta. Nei quadri di lombalgia con irradiazione radicolare lieve moderata, anche in presenza di protrusioni modeste, tempi di recupero di alcune settimane o pochi mesi sono del tutto compatibili con un’evoluzione favorevole.
Il beneficio parziale che riferisce (40 50% dopo due settimane) è un segnale positivo e suggerisce che il percorso intrapreso stia agendo, seppur gradualmente. In questi casi è spesso più efficace insistere sulla continuità del trattamento (fisioterapia mirata, esercizi di stretching, recupero del movimento), piuttosto che cambiare precocemente strategia. Al momento, in assenza di deficit neurologici, disturbi sfinterici o peggioramento progressivo, non vi è indicazione a ulteriori accertamenti neurologici o neuroradiologici. Eventuali approfondimenti vanno presi in considerazione solo se il dolore dovesse diventare ingravescente, persistente oltre un congruo periodo di trattamento conservativo, o associarsi a segni neurologici obiettivabili.
È inoltre importante considerare che una componente ansiosa o di iper-attenzione somatica, come lei stesso osserva, può amplificare la percezione del dolore e rallentare la sensazione di recupero funzionale, pur in assenza di un peggioramento organico.
Continui quindi con il percorso impostato e mantenga un atteggiamento attivo, evitando il riposo prolungato.
Resto a disposizione e le auguro una buona prosecuzione del trattamento.
Un cordiale saluto
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Utente
Buongiorno dott. Colangelo,
torno a scriverle, per aggiornarla su qualche elemento. Sebbene la sofferenza muscolo-scheletrica sia diminuita, grazie anche al ciclo infiltrativo, ci sono alcuni sintomi di nuova comparsa e che continuano. Mi spiego meglio. Da circa 3 giorni ho formicolii e bruciori persistenti e diffusi soprattutto a piedi e mani (palmi e alcune dita). Questi vanno e vengono ma continuano anche per ore, dandomi una sensazione di instabilità posturale e "stanchezza" alle gambe specialmente in stazione eretta e se cammino un po' di più. La sciatica comunque è passata anche se in alcuni momenti della giornata ho molta rigidità a entrambi gli arti. Contestualmente sono dimagrito circa 6kg e, non so se può servire ma mi è stato diagnosticato anche colon irritabile (sintomi come nausea, alternanza diarrea/stipsi, tanto gonfiore e meteorismo associato talvolta a dolori addominali).
Parametri vitali sempre nella norma (pressione arteriosa, saturazione ecc.), no febbre vomito cadute o cose simili. Glicemia OK.
Mi scusi ma non so più dove "sbattere la testa", nel senso che il tutto va avanti da ormai 3/4 mesi...
Secondo Lei di cosa potrebbe trattarsi? È il caso di fare anche una visita neurologica?
La ringrazio in anticipo,
Un cordiale Saluto
MC
torno a scriverle, per aggiornarla su qualche elemento. Sebbene la sofferenza muscolo-scheletrica sia diminuita, grazie anche al ciclo infiltrativo, ci sono alcuni sintomi di nuova comparsa e che continuano. Mi spiego meglio. Da circa 3 giorni ho formicolii e bruciori persistenti e diffusi soprattutto a piedi e mani (palmi e alcune dita). Questi vanno e vengono ma continuano anche per ore, dandomi una sensazione di instabilità posturale e "stanchezza" alle gambe specialmente in stazione eretta e se cammino un po' di più. La sciatica comunque è passata anche se in alcuni momenti della giornata ho molta rigidità a entrambi gli arti. Contestualmente sono dimagrito circa 6kg e, non so se può servire ma mi è stato diagnosticato anche colon irritabile (sintomi come nausea, alternanza diarrea/stipsi, tanto gonfiore e meteorismo associato talvolta a dolori addominali).
Parametri vitali sempre nella norma (pressione arteriosa, saturazione ecc.), no febbre vomito cadute o cose simili. Glicemia OK.
Mi scusi ma non so più dove "sbattere la testa", nel senso che il tutto va avanti da ormai 3/4 mesi...
Secondo Lei di cosa potrebbe trattarsi? È il caso di fare anche una visita neurologica?
La ringrazio in anticipo,
Un cordiale Saluto
MC
Gentile Utente,
la comparsa di parestesie diffuse e fluttuanti a mani e piedi, che lei mi riferisce, in un contesto di lombalgia in miglioramento, con parametri vitali normali e assenza di deficit neurologici oggettivi, non orienta verso una patologia neurologica strutturale evolutiva.
Ciò è suffragato dal carattere migrante, variabile e persistente per ore del disturbo che senza un preciso territorio radicolare è più compatibile con una condizione di somatizzazione dell'ansia, spesso conseguenza di stress prolungato.
Il dimagrimento e la sintomatologia intestinale (espressione di colon irritabile, patognomonico di tensione ansiosa) confermano un coinvolgimento del sistema nervoso autonomo, che può amplificare percezioni come bruciore, formicolii, senso di instabilità e stanchezza muscolare, pur in assenza di un danno neurologico.
Non ritengo, in base a quanto descrive, che vi siano fondati elementi che impongano urgenza neurologica o ulteriori accertamenti strumentali immediati. Ravviso, piuttosto, maggiore utilità a lavorare su recupero motorio e regolarizzazione del ritmo sonno-veglia, e ovviamente ad una migliore gestione dello stress e della tensione somatica.
Continui con l’approccio conservativo già impostato.
Un cordiale saluto
la comparsa di parestesie diffuse e fluttuanti a mani e piedi, che lei mi riferisce, in un contesto di lombalgia in miglioramento, con parametri vitali normali e assenza di deficit neurologici oggettivi, non orienta verso una patologia neurologica strutturale evolutiva.
Ciò è suffragato dal carattere migrante, variabile e persistente per ore del disturbo che senza un preciso territorio radicolare è più compatibile con una condizione di somatizzazione dell'ansia, spesso conseguenza di stress prolungato.
Il dimagrimento e la sintomatologia intestinale (espressione di colon irritabile, patognomonico di tensione ansiosa) confermano un coinvolgimento del sistema nervoso autonomo, che può amplificare percezioni come bruciore, formicolii, senso di instabilità e stanchezza muscolare, pur in assenza di un danno neurologico.
Non ritengo, in base a quanto descrive, che vi siano fondati elementi che impongano urgenza neurologica o ulteriori accertamenti strumentali immediati. Ravviso, piuttosto, maggiore utilità a lavorare su recupero motorio e regolarizzazione del ritmo sonno-veglia, e ovviamente ad una migliore gestione dello stress e della tensione somatica.
Continui con l’approccio conservativo già impostato.
Un cordiale saluto
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Utente
Gentile Dott. Colangelo,
la ringrazio per la risposta dettagliata e ancora una volta rassicurante.
Desideravo aggiornarla sul fatto che dovrò sottopormi anche a termoablazione della safena della gamba destra per una modesta insufficienza venosa, come indicato dal chirurgo vascolare.
Lo stesso specialista, sulla base dei sintomi, ha escluso - pur non essendo la sua branca specialistica - una derivazione neurologica degli stessi, ipotizzando piuttosto una possibile correlazione con un disturbo di tipo metabolico, con eventuale coinvolgimento del sistema nervoso.
Devo però ammettere che questo aspetto non mi è del tutto chiaro, in particolare per quanto riguarda la causa complessiva dei disturbi che sto avvertendo. Proprio per questo motivo, il medico mi ha prescritto anche esami ematici di approfondimento, comprensivi di parametri ormonali, glicemici, epatici e altri valori metabolici, che sto provvedendo a eseguire.
Più che altro mi sembra che siamo in una "terra di mezzo" tra varie branche delle medicina, anzi mi scuso se magari davvero non mi trovo nella sezione esatta, sebbene qualche coinvolgimento "nervoso" è presente, sia lato algologico per "entrapment" di nervi dati da frequenti infiammazioni/contratture muscolari, che sull'aspetto tensivo dato da stress psicofisico prolungato.
Resto quindi in attesa di eventuali sue considerazioni alla luce di questi ulteriori elementi e la ringrazio nuovamente per la disponibilità.
Un cordiale saluto
MC
la ringrazio per la risposta dettagliata e ancora una volta rassicurante.
Desideravo aggiornarla sul fatto che dovrò sottopormi anche a termoablazione della safena della gamba destra per una modesta insufficienza venosa, come indicato dal chirurgo vascolare.
Lo stesso specialista, sulla base dei sintomi, ha escluso - pur non essendo la sua branca specialistica - una derivazione neurologica degli stessi, ipotizzando piuttosto una possibile correlazione con un disturbo di tipo metabolico, con eventuale coinvolgimento del sistema nervoso.
Devo però ammettere che questo aspetto non mi è del tutto chiaro, in particolare per quanto riguarda la causa complessiva dei disturbi che sto avvertendo. Proprio per questo motivo, il medico mi ha prescritto anche esami ematici di approfondimento, comprensivi di parametri ormonali, glicemici, epatici e altri valori metabolici, che sto provvedendo a eseguire.
Più che altro mi sembra che siamo in una "terra di mezzo" tra varie branche delle medicina, anzi mi scuso se magari davvero non mi trovo nella sezione esatta, sebbene qualche coinvolgimento "nervoso" è presente, sia lato algologico per "entrapment" di nervi dati da frequenti infiammazioni/contratture muscolari, che sull'aspetto tensivo dato da stress psicofisico prolungato.
Resto quindi in attesa di eventuali sue considerazioni alla luce di questi ulteriori elementi e la ringrazio nuovamente per la disponibilità.
Un cordiale saluto
MC
Gentile Utente,
la ringrazio per l’aggiornamento puntuale.
La termoablazione della safena per insufficienza venosa è un provvedimento mirato alla problematica vascolare periferica e non presenta correlazioni con la sintomatologia parestesica diffusa che lei descrive. Si tratta di due ambiti distinti.
Per quanto riguarda l’ipotesi metabolica , è corretto eseguire esami ematochimici di approfondimento (assetto glicemico, funzionalità tiroidea, parametri vitaminici, elettroliti, funzionalità epatica). Tuttavia è importante chiarire un punto: le neuropatie di origine metabolica hanno in genere caratteristiche cliniche ben precise, con andamento progressivo, distribuzione simmetrica distale e segni neurologici obiettivabili all’esame clinico. Nel suo caso tali elementi non emergono. Nel suo caso specifico, invece, stante il carattere fluttuante, migrante e variabile nel corso della giornata dei disturbi, unitamente al contesto di stress prolungato, disturbi intestinali funzionali e calo ponderale, resta maggiormente compatibile l'orientamento diagnostico per una condizione di iperattivazione del sistema nervoso autonomo e di amplificazione percettiva somatica.
Alla luce della mia personale esperienza, non vedo, allo stato attuale delle informazioni, elementi che facciano pensare a una patologia neurologica strutturata né a una neuropatia metabolica evolutiva. Gli esami ematici serviranno soprattutto a completare il quadro e a rassicurare ulteriormente.
Continui quindi con l’approccio conservativo, lavori sul recupero fisico progressivo e sulla regolarizzazione del ritmo sonno-veglia. Spesso, quando il sistema nervoso autonomo rientra in equilibrio, anche la sintomatologia sensitiva si ridimensiona in modo significativo.
Resto a disposizione per eventuali aggiornamenti sugli esiti degli esami.
Cordialmente
la ringrazio per l’aggiornamento puntuale.
La termoablazione della safena per insufficienza venosa è un provvedimento mirato alla problematica vascolare periferica e non presenta correlazioni con la sintomatologia parestesica diffusa che lei descrive. Si tratta di due ambiti distinti.
Per quanto riguarda l’ipotesi metabolica , è corretto eseguire esami ematochimici di approfondimento (assetto glicemico, funzionalità tiroidea, parametri vitaminici, elettroliti, funzionalità epatica). Tuttavia è importante chiarire un punto: le neuropatie di origine metabolica hanno in genere caratteristiche cliniche ben precise, con andamento progressivo, distribuzione simmetrica distale e segni neurologici obiettivabili all’esame clinico. Nel suo caso tali elementi non emergono. Nel suo caso specifico, invece, stante il carattere fluttuante, migrante e variabile nel corso della giornata dei disturbi, unitamente al contesto di stress prolungato, disturbi intestinali funzionali e calo ponderale, resta maggiormente compatibile l'orientamento diagnostico per una condizione di iperattivazione del sistema nervoso autonomo e di amplificazione percettiva somatica.
Alla luce della mia personale esperienza, non vedo, allo stato attuale delle informazioni, elementi che facciano pensare a una patologia neurologica strutturata né a una neuropatia metabolica evolutiva. Gli esami ematici serviranno soprattutto a completare il quadro e a rassicurare ulteriormente.
Continui quindi con l’approccio conservativo, lavori sul recupero fisico progressivo e sulla regolarizzazione del ritmo sonno-veglia. Spesso, quando il sistema nervoso autonomo rientra in equilibrio, anche la sintomatologia sensitiva si ridimensiona in modo significativo.
Resto a disposizione per eventuali aggiornamenti sugli esiti degli esami.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Questo consulto ha ricevuto 7 risposte e 965 visite dal 27/12/2025.
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