Utente 526XXX

Buongiorno a tutti,
oggi mi sono recata alla prima visita presso il centro cefalee di pisa e mi hanno prescritto una cura a base di 3-5 gocce al giorno di Laroxyl come cura preventiva della cefalea tensiva che mi è stata diagnosticata ( forse mista ad emicrania).
A questo proposito volevo chiefere se gli effetti collaterali quali stanchezza e ingrassamento sono così gravi?

Però il mio problema principale è che gli attacchi non passano con niente se non dopo 3 ore al PS a seguito di flebo di lixidiol, cortisone, plasil, e l'ultima volta anche mezza fiala di peptidina.

I miei attacchi sono invalidanti perchè oltre al mal di testa ho continui conati di vomito e nausea, non posso fare niente, neanche sdraiarmi, perchè il vomito peggiora e devo stare seduta su una sedia con la schiena staccata dallo schienale perchè anche questo mi fa stare peggio!!
E poi per ore e ore sbadiglio in continuazione, sbadigli lunghi ed incontrollabili.

Ho chiesto al neurologo cosa fare in caso di attacco nei prossimi giorni e mi è sto detto di prendere tachipirina 1000, ma se non hanno funzionato 2 co-efferalgan, funzionerà la tachipirina 1000?

Sono molto preoccupata perchè fra qualche settimana partirò per 3 settimane in brasile e non so come comportarmi, non posso presentarmi in ospedale all'estero e spiegare tutto questo.

Mi posso portare dietro del Lixidiol, qual'è la dose massima?

Sapete consigliarmi qualche farmaco che possa far qualcosa, avevo sentito parlare del Relpax ma è un antiemicranico e la mia è cefalea con forse emicrania.

Sono davvero confusa e stanca di buttare giù mille medicine che mi rovinano lo stomaco e non fanno effetto, mi preoccupa il pensiero di partire, ho anche pensato di annullare tutto.

Per quanto riguarda le cause la rm è negativa, ho scoliosi, malocclusione, ho avuto un incidente che mi ha dato problemi con la cervicale, ma non c'è certezza di causa effetto, ora farò anche le prove allergiche alimentari.


Vi chiedo gentilmente un aiuto.

grazie in anticipo

[#1]  
52159

Cancellato nel 2008
Gentile utente,
il disturbo da Lei lamentato sembra configurare una forma di cefalea con caratteristiche miste (tensiva ed emicrania), anche in considerazione della disabilità da lei lamentata e verosimilmente presente da diverso tempo.Concordo con la terapia di profilassi che è suscettibile di un ulteriore incremento nel tempo come dosaggio.Per quel che riguarda la terapia dell'attacco mi sentirei di suggerire un triptano eventulmente in associazione ad un antinfiammatorio, ma sempre in accordo con il neurologo di riferimento che la segue, cercando di evitare possibili abusi di farmaci.Lo scopo della terapia prescrittale dal Centro cefalee è quella di agire nel tempo, cercando di ridurre la frequenza degli episodi cefalalgici.E' inoltre importante che il farmaco per l'attacco venga assunto nel più breve tempo dall'inizio dell'episodio. E' necessario tenere un diario degli episodi in modo da trovare nel tempo la cura che meglio può aiutarla a ridurre la frequenza degli attacchi.
Infine è bene precisare che una volta posta una diagnosi di cefalea primaria come la sua sembra essere, non giova andare alla ricerca di tante supposte cause, quanto cercare di trovare in accordo con il neurologo di riferimento una giusta terapia di profilassi e per l'attacco.
Cordiali saluti

[#2]  
Dr. Massimo Lai

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Gentile Signora,

come le ha spiegato il collega la terapia è appropriata per il tipo di cefalea che lei presumibilmente ha.

Cominciando a prendere il laroxyl regolarmente si suppone che abbia una certa copertura per cui a quel punto quando viene l'attacco anche la tachipirina 1000 che prima non le faceva effetto dovrebbe essere più efficace.

In preparazione di questo viaggio, sempre come consigliato dal collega, i triptani (chieda al suo medico generico) potrebbero esserle di aiuto nell'urgenza, sempre da assumere ai primissimi sintomi dell'attacco (questo vale anche per i FANS come la tachipirina).
Inoltre la tachipirina non ha quasi effetti sullo stomaco mentre il lixidol ne ha.

Valuti lei e parta come si sente più sicura, ma non vanifichi in anticipo la terapia che le hanno dato. La cominci e si porti dei farmaci di emergenza.

Cordiali saluti
Massimo Lai
Massimo Lai, MD

[#3]  
Dr. Massimo Muciaccia

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Gentile Signora,

concordo con i colleghi.
Tuttavia per quanto riguarda il trattamento preventivo con Laroxyl, una dose di 5 gocce al giorno è verosimilmente insufficiente. Inoltre è necessario assumere tale farmaco per un periodo di almeno 20-30 giorni prima di osservare risultati favorevoli.
Chieda consiglio al suo neurologo.

Tanti saluti.

DOTT. MASSIMO MUCIACCIA
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DOTT. MASSIMO MUCIACCIA
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[#4] dopo  
Utente 526XXX

Gentili Dottori,
vi ringrazio per la pronta consulenza, sicuramente seguirò la cura preventiva prescritta dal neurologo del centro cefalee anche se il parere del Dr Muciaccia sulla dose conferma uno dei miei timori.
Ho capito che si va per tentavivi spero che qualcosa migliori,sono la prima a sperare che la tachipirina 1000 sia sufficiente come auspica il dr. Lai.
Mi rivolgerò invece al mio medico curante per il triptano.

Non vorrei sembrare scettica, anzi ero molto fiduciosa, ma forse è difficile far capire come ci si sente annientati durante un attacco,e la disperazione che sopraggiunge quando neanche i farmaci più forti hanno effetto.
E'quindi demoralizzante sentirsi trattare con sufficienza quando si chiede cosa si può prendere, per evitare di finire regolarmente in ospedale con la solita flebo.

Come scrive il Dr Bonavina ormai non mi interessa sapere cosa causa il mal di testa, vorrei solo stroncarlo.

Vi ringrazio ancora una volta per la gentilezza e se avete ancora consigli da darmi li accetterò con piacere.


Cordiali Saluti a tutti

[#5]  
Dr. Massimo Lai

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Gentile Signora,
non si scoraggi, in effetti come dose di attacco è bassa ma come le hanno indicato entrambi i colleghi, la dose può essere aumentata con il tempo e questo potrà chiederlo al controllo che sicuramente avrà fissato (anche prima di partire potrebbe telefonare al suo neurologo per valutare la sua risposta alla terapia instaurata).
Do per scontato comunque che il collega che la ha visitata abbia valutato anche questo (e più di noi conosce meglio la storia della sua malattia e ha potuto visitarla).

Personalmente mi dispiace che non si senta capita e che si senta trattata con sufficienza.

Come consiglio supplementare, in occasione del viaggio, potrebbe portarsi anche del plasil (meglio fiale se la nausea le impedisce di assumere le compresse) ma deve chiederlo al suo medico di famiglia o al neurologo (potenziamento effetti anticolinergici del laroxyl);
inoltre, sempre dal medico di famiglia, si può far fare una ricetta in cui elenca nome farmacologico (ad es. amitriptylina e non laroxyl) e dosaggio delle terapie che assume con il motivo per cui prende questi farmaci: così trovandosi all'estero se malauguratamente dovesse avere bisogno del pronto soccorso o di una farmacia i sanitari sapranno cosa prende.

Cordiali saluti
Massimo Lai

Massimo Lai, MD

[#6]  
Dr. Marco Trucco

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Gent. ma Signora,
vorrei aggiungere alcune considerazioni sul Suo caso anche se condivido nelle linee generali l'avviso dei Colleghi:
la Sua cefalea ha più le caratteristiche dell'emicrania che della cefalea tensiva. Il vomito ripetuto e l'intensità assolutamente disabilitante, tanto da spingerLa al Pronto Soccorso e rendere indispensabile un trattamento con farmaci in associazione per via endovenosa lo fanno fortemente supporre.
Detto questo, esistono farmaci quali i triptani che sono stati sintetizzati espressamente per questa patologia (ad es. il Relpax - eletriptan - che Lei ha citato è uno di questi). Sono più efficaci dei comuni analgesici sul dolore e sui sintomi associati e, come correttamente hanno fatto rilevare i Colleghi, vanno assunti precocemente nel corso della crisi. In pratica, per presentare la massima efficacia, il triptano va preso quando il dolore è ancora di intensità lieve ma in peggioramento (quando il paziente si accorge che il dolore sta assumendo carattere emicranico), preferibilmente entro 1 ora dall'esordio dei sintomi.
Concordo con il rilievo del Collega Dr. Muciaccia sul dosaggio presumibilmente basso dell'amitriptilina (Laroxyl): 3 gocce equivalgono a 6 mg e 5 gocce a 10 (1 confetto). Non ha specificato la frequenza delle Sue crisi. Bisognerebbe salire almeno a 20-30 mg se si tratta di crisi con una certa frequenza (3-4 al mese o più). Questo naturalmente in accordo con il Centro Cefalee che La segue.
Gli effetti collaterali del Laroxyl in soggetti particolarmente sensibili sono quelli da Lei citati, ma non si presentano in tutti i pazienti e non sono probabili alle basse dosi proposte. E' comunque opportuno che l'eventuale incremento del dosaggio sia effettuato gradualmente.
Le ricordo l'opportuno suggerimento di tenere un diario per monitorare la frequenza delle crisi.
Cordialmente
Dr. Marco Trucco
Centro Cefalee
Ospedale S. Corona
Pietra Ligure
Dott. Marco Trucco
Specialista in Neurologia e Neurofisiologia Clinica
www.marcotrucco.it

[#7] dopo  
Utente 526XXX

Gent.mi Dottori,

vi ringrazio nuovamente per i vostri pareri.

Dr Lai: è difficile non scoraggiarsi ma ci sto provando per non inficiare con il pessimismo la terapia.
Mi sono rivolta a voi proprio perchè, alle mie chiare richieste di medicinali in caso di emergenza all'estero, mi sono sentita proporre la tachipirina 1000 e ogni mia insistenza sembrava trasformarmi in una desiderosa di medicine, alla fine il dottore del centro cefalee ha ceduto e si è sbilanciato sul Lixidol.
E' stata la mia prima visita e il controllo mi è stato suggerito tra 4/5 mesi, salvo complicazioni, e mi chiedo:

devo prendere per 5 mesi continuativi il Laroxyl?

Proverò a telefonare ma in un ambulatorio è difficile farsi passare i dottori, e onoestamente non credo che chi mi ha visitato potrà ricordarsi di me che soffro "solo di mal di testa come il 99% della popolazione mondiale"(testuali parole).
La ringrazio per il consiglio di portare un certificato con i nomi dei principi attivi.

Dr. Trucco: la frequenza delle crisi varia, posso averne 2 in una settimana, e poi niente per 2 settimane, comunque da circa 4 mesi sta peggiorando sia in frequenza che in resistenza ai farmaci.
Al momento posso dire una media di 3/4 volte al mese.
Per quanto riguarda i triptani il neurologo del centro cefalee non li ha ritenuti opportuni, io vorrei comunque portarli dietro ma non so come usarli, o meglio non so con cosa interagiscono nel caso non fossero sufficienti da soli a bloccare il dolore.

Mi sono rivolta al dottore del PS che ormai mi ha preso cuore ed è il mio riferimento in tutta questa storia e mi ha consigliato 2 possibilità nel caso avessi problemi in viaggio:

1. Co-efferalgan 1000 e se non migliora, non prima di 2 ore, voltaren 75mg + bentelan 4mg e eventualmente Plasil.

2.1 compressa di Contramal 50mg

Che ne dite? I triptani in tutto questo dove li inserisco e cosa tolgo?

Ringrazio ancora tutti per l' attenzione.

Cordiali Saluti

[#8]  
52159

Cancellato nel 2008
Gentile Signora,
concordo come detto in rpecedenza sulla necessità di assumere una terapia di profilassi con amitriptilina per un periodo di almeno 4-5 mesi al dosaggio di XV gtt alla sera, se tollerato, utilizzando un triptano o un antinfiammatorio tradizionale asubito al momento dell'attacco, senza attendere troppo.
Si ribadisce comunque la necessità di utilizzare un diario per monitorare la frequenza delle crisi, cercando,ove possibile di individuare eventuali fattori di rischio o circostanze che potrebbero accentuare l'intensità degli attacchi.
Cordiali saluti
Dott. Giuseppe Bonavina
giuseppe.bonavina@libero.it

[#9]  
Dr. Marco Trucco

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Gent. ma Sig. ra,
data la frequenza delle crisi da Lei indicata sembra opportuna una profilassi. Circa la terapia al bisogno, i triptani sono eventualmente associabili agli anti-infiammatori. Non vi sono pertanto problemi ad assumere Tachipirina o Voltaren anche dopo aver preso il triptano, se quest'ultimo non si fosse rivelato efficace. Anche il Plasil è compatibile, in teoria non sarebbe indispensabile in quanto i triptani dovrebbero essere efficaci anche sui sintomi associati dell'emicrania, quindi sulla nausea (non solo sul dolore).
Una valida alternativa (sempre su prescrizione del Collega che La segue) potrebbe essere il Difmetré, farmaco in associazione: indometacina (anti-infiammatorio)+ proclorperazina (antiemetico) + caffeina. Efficace ma non tollerato da tutti.

Molto cordialmente
Dr. Marco Trucco
Centro Cefalee - Ospedale S. Corona - Pietra Ligure
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Dott. Marco Trucco
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