Utente 204XXX
Gent.mo dottore,
la scrivo per avere dei chiarimenti sulla situazione di una mia zia che soffre da vario tempo di demenza senile. Martedì 12 febbraio cominciò ad avvertire dolori simili a quelli di una colica addominale molto forti accompagnati da numerose scariche di diarrea e vomito. Alle ore 17 la febbre cominciò a salire fino a raggiungere la temperatura di 39.8 (ma normalmente la sua temperatura corporea è di 35.5°). Inoltre mia nonna non era affatto lucida e delirava, ma pensammo a una conseguenza della febbre alta. Chiamammo il medico, ma lui dopo averla visitata ci consigliò di aspettare che la situazione diarrea-vomito si stabilizzasse prima di darle della tachipirina perché comunque l’avrebbe rigettata sia che fosse data come supposta che fosse data per via orale. Infatti le scariche di diarrea e vomito continuarono finchè alle ore 22 chiamammo il 118 pensando a un eventuale ricovero. Arrivato il 118 e visitatala, ci rassicurarono, le misero una flebo, le fecero prendere una tachipirina e dissero che era una banale influenza e non era necessario nessun ricovero. Il mattino dopo sembrava essersi ripresa, non aveva più diarrea né vomito e la febbre era passata. Verso ora di pranzo sembrava molto debole, misurammo la pressione e aveva 50 di massima e battito molto lento. Chiamammo un cardiologo che ci disse che la pressione bassa era una conseguenza della gastroenterite del giorno prima e della consistente perdita di liquidi che ne era derivata e ci consigliò di continuare con le flebo. Poiché la pressione non saliva e lei continuava a non essere lucida la sera chiamammo di nuovo il 118 che ci sconsigliò nuovamente il ricovero e disse pressappoco le stesse cose del cardiologo. Da ieri la situazione è stabile, ma non buona. Ha un po’ di febbre, ma nei limiti del 37/38. La pressione è più alta, 100 la massima, ma non ai suoi livelli soliti. Tuttavia non ha riacquistato lucidità e ha forte difficoltà nei movimenti, anche se non è chiaro se questo sia dovuta a debolezza o a problemi di ordine cerebrale. Sostanzialmente sembra vi sia stato un forte peggioramento a livello di demenza. Inoltre dal prelievo che le è stato fatto, sono risultati 22000 globuli bianchi e adesso sta procedendo con una terapia di Rocefin data dal suo medico.
Innanzitutto mi piacerebbe avere un suo parere sulla situazione. A cosa è dovuto questo improvviso peggioramento della sua demenza? E’ possibile che ha avuto la febbre troppo alta e per troppo tempo e questo ha causato ulteriori danni al cervello? Forse avremmo dovuto cercare di darle subito, nonostante tutto, la tachipirina? E’ possibile che la situazione sia reversibile o resterà così? Glielo domando perchè prima aveva solo forti perdite di memoria, adesso ha difficoltà a riconoscere le persone e identificare il luogo in cui si trova oltre che il momento della giornata (confonde mattina con pomeriggio, notte con giorno, ecc...)
La ringrazio anticipatamente per la disponibilità accordatami

[#1] dopo  
Dr. Otello Poli

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Gentile utente,
un/a paziente già affetto da demenza è molto fragile. Basta una patologia intercorrente per far precipitare il delicato equilibrio. Nello specifico vomito e diarrea possono aver causato disidratazione e squilibrio elettrolitico. La ipotensione una scarsa perfusione cerebrale ovvero in sostanza una scarsa ossigenazione di un cervello già sofferente.
Circa il futuro: non io non ho potuto vedere esami, eventuale TC o RM cranio e soprattutto non ho potuto visitare la persona di cui mi parla. Non posso, pertanto, darle un parere su questo aspetto.
Dr. Otello Poli, MD
Neurologo-Algologo-Esperto in Medicina del Sonno
email: otellopoli@gmail.com - sito web: www.otellopoli.it